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Grosseto, torna la «Settimana della Bellezza» sul tema della speranza

Dopo il successo della prima edizione, la Diocesi di Grosseto torna a proporre la «Settimana della Bellezza», un tempo e uno spazio per aiutare tutti a riflettere sulla virtù della Speranza come valore evangelico attraverso cui imparare nuovamente a guardare la realtà. Tema dell’edizione «I volti della speranza». Anteprima con l'artista Massimo Lippi che ha «fasciato» i grossi alberi della città.

L'artista Massimo Lippi mentre fascia un grosso albero a Grosseto

L’evento si terrà da sabato 21 a domenica 29 ottobre (programma), in vari luoghi del capoluogo: tra i numerosi ospiti spicca la presenza del cardinale Angelo Scola, cui, all’inizio del suo ministero episcopale, fu affidato da Papa Giovanni Paolo II proprio il compito di guidare questa Chiesa locale.

Il tema della Speranza è il filo d’oro che legherà ognuno degli eventi e si inserisce nel cammino di preparazione che tutta la Chiesa è invitata a fare verso il Sinodo dei Vescovi del 2018, dedicato ai giovani. Non poteva esserci virtù più adatta della speranza per provare, attraverso tante voci, espressioni e forme culturali, a raccontare il nostro tempo adottando un punto di osservazione meno cupo, meno pessimistico, meno intristito. Non per «distrarci» rispetto alla realtà, ma per comprendere che ogni tempo è abitato dalla presenza di Dio: un tempo salvato nel quale chi crede è chiamato a compiere quotidianamente esercizi di speranza. Lo ricorda il Papa quando esorta a non farci rubare la speranza! «Sperare - commenta il vescovo Rodolfo Cetoloni - non è nascondersi o chiudere gli occhi. Semmai è strizzarli un po’ per renderli più acuti e cogliere il vero che è in ognuno. È il brillìo di quell’immagine posta da Dio nell’uomo, che nulla può annullare. La speranza è come la prima scintilla del vivere, come la resurrezione sul morire».

Come per la prima edizione, la Settimana è una iniziativa organizzata dall’ufficio per la pastorale culturale della diocesi con la Fondazione Crocevia, in primis, a cui tra l’altro la diocesi ha dato la sua adesione. Gode della prestigiosa collaborazione del quotidiano «Avvenire» e della sua rivista «Luoghi dell’infinito», di cui è ideatore e coordinatore il giornalista grossetano Giovanni Gazzaneo, che è anche presidente della Fondazione Crocevia. L’evento è frutto, inoltre, del coinvolgimento di altri uffici diocesani (scuola, giovani, comunicazioni) e di CS Eventi e beneficia della coorganizzazione del Comune, mentre main sponsor sono la Fondazione Bertarelli, la Banca di credito cooperativo di Castagneto Carducci, Banca Tema, la Fondazione Elisabetta e Clemente Fiorilli.

«In un anno - spiega don Roberto Nelli, direttore dell’ufficio per la pastorale della cultura della diocesi - quest’iniziativa è ulteriormente cresciuta e si è radicata. Merito della qualità della proposta che offriamo al territorio, perché l’intento della Chiesa di Grosseto è parlare a tutti, nella consapevolezza che la Speranza è una virtù che ha bisogno di tessitori in tutti gli ambiti della vita». Importante è la collaborazione che si è andata consolidando con gli istituti scolastici di Grosseto, che nel condividere l’impianto della Settimana, hanno lavorato con la Diocesi per il coinvolgimento degli studenti in progetti di alternanza scuola-lavoro, che vedranno numerosi giovani impegnati nell’organizzazione della Settimana.

«Affidiamo a quest’edizione il compito di aiutarci a scoprire il legame invincibile tra Bellezza e Speranza», commenta Giovanni Gazzaneo, coordinatore di Luoghi dell’Infinito e presidente della Fondazione Crocevia. «Questa Settimana parla di speranza. Un messaggio profondo che riguarda a più livelli la vita di ciascuno di noi e che, durante la manifestazione, avrà diverse chiavi di lettura - dichiara il vice sindaco del capoluogo, Luca Agresti - La speranza è contenuta in ogni progetto che facciamo, perché progettare vuol dire sperare nel futuro: pensiamo alla fede, alla famiglia, alle passioni e al lavoro. Da amministratore posso dire che c’è grande speranza nell’impegno continuo per la nostra comunità, per la sua crescita, per il suo miglioramento. Occasioni come questa rappresentano spunti di profonda riflessione per tutti, a livello personale e collettivo. Grazie quindi agli organizzatori».

L’evento ha però una significativa anteprima. L’artista Massimo Lippi, che esporrà alla chiesa dei Bigi con la mostra «Speranza non è…», sta proponendo una iniziativa alla città, che molti – anche solo semplicemente spostandosi in auto – già dal pomeriggio di lunedì avranno potuto notare. Lippi ha fasciato i tronchi o i rami di alcuni grossi alberi di Grosseto, con delle lenzuola bianche «macchiate» con vernice rossa.

Queste particolari installazioni vogliono essere il grido, attraverso una metafora, della natura che geme per le ferite che l’uomo le infligge, ma al contempo vogliono essere anche un messaggio di speranza sulla possibilità di guarire queste ferite attraverso un rapporto riconciliato con essa.

«Fasciare un albero - spiega l'artista - è come fasciare un uomo ferito dagli infiniti dolori della vita. Ne abbiamo tutti esperienza. Eppure la viva speranza che pure ogni giorno tocchiamo con mano è più forte della sofferenza e della morte. La creazione soffre, la natura geme, l'uomo deve fermarsi a meditare di essere fratello degli uomini e custode della natura».

La mostra di Lippi «Speranza non è…», così come l’esposizione «TerraCielo» con 30 opere di William Congdon saranno inaugurate sabato 21 ottobre alle ore 19.30, l’una nell’ex chiesa dei Bigi, l’altra al Polo espositivo delle Clarisse, spazi messi gratuitamente a disposizione dalla Fondazione Grosseto Cultura «che ringraziamo – dice don Roberto Nelli, responsabile dell’ufficio diocesano per la pastorale culturale – per la cura e l’attenzione dimostrata anche in questa circostanza verso le proposte culturali della diocesi di Grosseto».

Una terza mostra, «Luce Armena», con l’esposizione delle opere fotografiche di Andrea Ulivi dedicate all’Armenia, sarà allestita nella sala san Lorenzo del palazzo vescovile di Grosseto, sempre a partire da sabato 21 ottobre.

Tutte le mostre resteranno aperte fino al 18 novembre. A fare da guide saranno gli studenti di alcuni istituti superiori di Grosseto grazie al percorso dell’alternanza scuola-lavoro.

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