Vita Chiesa
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Il «Dies academicus» della Facoltà teologica dell'Italia Centrale

Negli anni scorsi ci siamo impegnati a rinnovare le strutture fisiche dlla Facoltà teologica dell’Italia centrale, inaugurando la nuova sede, e per questo ringrazio chi ha seguito questo grande cambiamento. Adesso siamo impegnati in un altro tipo di rinnovamento». Così il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze e Gran Cancelliere della Facoltà teologica, ha aperto il «Dies academicus» della Facoltà.

Il «Dies academicus» della Facoltà teologica dell'Italia Centrale

Betori ha sottolineato il particolare momento che vivono le istituzioni accademiche ecclesiastiche. Betori ha aperto il «Dies academicus» che, come tradizione, riunisce ogni anno docenti, studenti e amici della Facoltà facendo riferimento alla «Veritatis gaudium», la Costituzione Apostolica di Papa Francesco pubblicata meno di un mese fa, che pone norme comuni circa le università e le facoltà ecclesiastiche, in aggiornamento a quelle della Sapientia christiana, che era stata promulgata da San Giovanni Paolo II nel 1979. «Dovremo rispondere alle aspettative del Santo Padre» ha sottolineato il cardinale Betori: il nuovo testo, ha aggiunto, è soprattutto «un invito a ripensare gli istituti accademici ecclesiastici nella prospettiva missionaria di una Chiesa in uscita».
Il nuovo preside della Facoltà teologica, monsignor Basilio Petrà, ha sottolineato da parte sua come la nuova sede, in un angolo così suggestivo di Firenze, stia diventando sempre più un luogo vissuto e amato da docenti e studenti.
Ma il grande impegno di rinnovamento riguarda in maniera ancora più urgente il nuovo Istituto superiore di scienze religiose della Toscana «Santa Caterina da Siena»: «Abbiamo seguito - ha sottolineato Betori - l’indicazione di dare vita a un unico istituto regionale con quattro sedi, riunendo i quattro istituti che erano presenti in Toscana. Un passaggio che richiede coraggio e spirito di condivisione». Anche monsignor Roberto Filippini, vescovo di Pescia e Moderatore del nuovo Istituto regionale, ha parlato di «momento faticoso»: «siamo ancora in bacino di carenaggio» ha affermato, spiegando che sarà necessario mettere a punto alcune cose prima che la nave possa prendere il largo. Il nuovo Istituto della Toscana nasce, anche da Statuto, in continuità con gli istituti di Firenze, Pisa, Siena, Arezzo: la sua sede di Firenze è collocata all’interno della della Facoltà teologica dell’Italia centrale, ma corsi e seminari continuano a svolgersi anche negli altri poli. La grande novità è quella della «Fad», la formazione a distanza, che consente grazie all’uso delle nuove tecnologie la possibilità di svolgere gli stessi corsi in contemporanea facendo interagire docenti e studenti. Una novità, ha riconosciuto don Alfredo Jacopozzi, Prodirettore del nuovo Istituto superiore di scienze religiose della Toscana, che sta creando qualche difficoltà ma che ha molte potenzialità e va guardata con fiducia e speranza, pensando alle parole del Libro di Isaia: «Ecco, io faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?»

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