Vita Chiesa
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La due giorni nel capoluogo piemontese

Il Papa a Torino: «Non abbiate paura del futuro»

Papa Francesco ha cominciato la sua visita a Torino, oggi e domani, in occasione dell'ostensione della sindone e del bicentenario della nascita di San Giovanni Bosco, incontrando il mondo del lavoro. Jorge Mario Bergoglio ha poi sostato in preghiera davanti al sudario ed ha presieduto messa all'aperto in piazza Vittorio.

La Messa del Papa in piazza Vittorio a Torino

Il Pontefice argentino ha lasciato il Vaticano alle 6.30 è poi giunto in aereo a Torino dall'aeroporto di Ciampino. Accolto, tra gli altri, dall'arcivescovo del capoluogo piemontese, mons. Cesare Nosiglia, dal presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, e dal sindaco, Piero Fassino.

Il Papa si è poi recato alla Piazzetta Reale, alle ore 8.30, incontra il mondo del lavoro. Dopo i saluti introduttivi di un'operaia, di un agricoltore e di un imprenditore, il Papa ha pronunciato il suo primo discorso, sottolineando che «il lavoro non è necessario solo per l'economia, ma per la persona umana, per la sua dignità, per la sua cittadinanza e per l'inclusione sociale» e ribadendo il «no a un'economia dello scarto», «no all'idolatria del denaro», «no alla corruzione», «no all'inequità che genera violenza», chiedendo che i diritti delle donne vengano «tutelati con forza» e facendo appello per un «patto sociale e generazionale».

Per il Papa, «non si può solo aspettare la «ripresa». Il lavoro è fondamentale - lo dichiara fin dall'inizio la Costituzione Italiana - ed è necessario che l'intera società, in tutte le sue componenti, collabori perché esso ci sia per tutti e sia un lavoro degno dell'uomo e della donna. Questo richiede un modello economico che non sia organizzato in funzione del capitale e della produzione ma piuttosto del bene comune».

Un accenno chiaro anche al tema dell'immigrazione: «L'immigrazione aumenta la competizione, ma i migranti non vanno colpevolizzati, perché essi sono vittime dell'inequità, di questa economia che scarta e delle guerre. Fa piangere - ha aggiunto a braccio - vedere lo spettacolo di questi giorni, in cui esseri umani vengono trattati come merce».

Al termine di questo incontro, alle 9.15 il Papa è entrato nella cattedrale e ha sostato in preghiera davanti all'immagine della Sindone, la cui ostensione, iniziata il 19 aprile, si concluderà mercoledì prossimo, 24 giugno. Il Papa ha anche sostato in piedi davanti alla tomba del beato Piergiorgio Frassati, il figlio del fondatore della Stampa, che è stato proclamato da Giovanni Paolo II protettore delle Giornate mondiali della Gioventù.

Alle 10.30, in Piazza Vittorio Veneto, Papa Francesco ha presieduto la Messa. Il Papa ha salutato, tra gli altri, mons. Luigi Bettazzi, vescovo e storico padre del Concilio vaticano II, e il cardinale Tarcisio Bertone, ex Segretario di Stato ed ex vescovo di Vercelli. «Possiamo chiederci se oggi siamo saldi su questa roccia che è l'amore di Dio. Come viviamo l'amore fedele di Dio verso di noi», ha detto il Papa nell'omelia. «Sempre c'è il rischio di dimenticare quell'amore grande che il Signore ci ha mostrato. Anche noi cristiani corriamo il rischio di lasciarci paralizzare dalle paure del futuro e cercare sicurezze in cose che passano, o in un modello di società chiusa che tende ad escludere più che a includere. In questa terra sono cresciuti tanti Santi e Beati che hanno accolto l'amore di Dio e lo hanno diffuso nel mondo, santi liberi e testardi. Sulle orme di questi testimoni, anche noi possiamo vivere la gioia del Vangelo praticando la misericordia; possiamo condividere le difficoltà di tanta gente, delle famiglie, specialmente quelle più fragili e segnate dalla crisi economica. Le famiglie hanno bisogno di sentire la carezza materna della Chiesa per andare avanti nella vita coniugale, nell'educazione dei figli, nella cura degli anziani e anche nella trasmissione della fede alle giovani generazioni».

A conclusione della Messa, il Papa ha poi presieduto la preghiera dell'Angelus, sottolineando che «la Sindone attira verso il volto e il corpo martoriato di Gesù e, nello stesso tempo, spinge verso il volto di ogni persona sofferente e ingiustamente perseguitata» e concludendo: «Maria Consolata, regina di Torino e del Piemonte, renda salda la vostra fede, sicura la vostra speranza e feconda la vostra carità, per essere 'sale e luce’ di questa terra benedetta, della quale - ha aggiunto a braccio - sono nipote».

Al termine della messa, Francesco ha raggiunto in auto l'Episcopio e lungo il tragitto, in via dell'Arcivescovado, ha salutato i Militari dell'attigua Scuola di Formazione che si trovavano schierati al Suo passaggio.

In Arcivescovado Papa Francesco ha pranzato con i giovani detenuti del Carcere minorile «Ferrante-Aporti», con alcuni immigrati e senza fissa dimora, e con una famiglia Rom. Al termine ha salutato il fondatore del SERMIG (Servizio Missionario Giovanile), Ernesto Olivero e i suoi giovani, che hanno servito il pranzo.

Nel pomeriggio visita il Santuario della Consolata e alla Basilica di Maria Ausiliatrice dove incontrerà i Salesiani che festeggiano l'anniversario del loro fondatore. Alle 16 Francesco sarà invece nella celebre Chiesa del Cottolengo dove è in programma l'incontro con ammalati e disabili.

Alle 18 di nuovo a Piazza Vittorio per l'incontro con i giovani. Domani, visita al Tempio valdese di Torino, la prima di un Papa in una chiesa di questa confessione protestante, e a pranzo incontra i suoi lontani parenti piemontesi. Infine il rientro in Vaticano. 

Fonte: Asca

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http://youtu.be/abXeKrz7WAs
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