Vita Chiesa
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Ior, pubblicato il bilancio 2013. Inizia la «fase II» della riforma

Lo Ior (Istituto per le Opere di Religione) ha pubblicato i risultati di bilancio 2013 annunciando l'inizio della «Fase II» della riforma dell'Istituto, ovvero l'integrazione dell'Istituto nel nuovo contesto economico-amministrativo del Vaticano, che sarà affidata a un nuovo Consiglio e a un nuovo staff dirigenziale di nuova nomina, che opereranno in una struttura di «governance rinnovata».

Percorsi: Santa Sede
Parole chiave: Ior (48)

«Questo è un periodo di grandi mutamenti per la Santa Sede, non solo per lo Ior. Con il sostegno del Santo Padre e del Consiglio dei Cardinali, stiamo creando strutture più semplici ed efficienti per coloro che servono la missione della Chiesa Cattolica», afferma il cardinale-prefetto George Pell, in un comunicato diffuso oggi dallo Ior: «Dopo il duro lavoro effettuato dal management sinora in carica, siamo ora in grado di garantire la continuità della preziosa assistenza offerta dall'Istituto e di condurre lo Ior verso un secondo ciclo di riforme sotto la guida di una nuova dirigenza». Sui risultati del 2013, si evince dal bilancio, gravano i costi resisi necessari al completamento della «Fase I» e quelli connessi agli investimenti ereditati dalle gestioni precedenti.

«Come prefissato nel maggio 2013, ci siamo concentrati sull'obiettivo di conformare lo Ior alla regolamentazione finanziaria e di renderlo più sicuro e trasparente, affinché il Santo Padre potesse avere più opzioni al momento di decidere sul futuro dell'Istituto. Con quest'opera abbiamo posto le fondamenta per consentire a una nuova équipe dirigenziale di fare dello Ior un fornitore di servizi davvero eccezionale nel mondo della finanza cattolica», afferma Ernst von Freyberg, presidente del Consiglio di Sovrintendenza. «Nonostante l'impegno profuso nel miglioramento della gestione interna, lo Ior ha conseguito una performance encomiabile per i suoi clienti, primo fra tutti la Santa Sede. Nella prima metà del 2014 abbiamo conseguito un risultato molto positivo, che conferma gli sforzi compiuti da tutti coloro che lavorano allo Ior». Il Rendiconto Annuale del 2013 sarà pubblicato il 15 luglio sul sito web dello Ior (www.ior.va). Nel 2013 l'Istituto ha conseguito un utile netto di 2,9 milioni di euro. Alla chiusura dell'esercizio 2013, il patrimonio netto dello Ior è pari a 720 milioni di euro. Per quanto riguarda la prima metà del 2014, lo Ior informa che «l'andamento risulta molto soddisfacente», in quanto si registra un utile netto di 57,4 milioni di euro. Il patrimonio metto al 30 giugno 2014 ammonta a 775,4 milioni di euro.

«Questi risultati sono da ricondursi alle operazioni ordinarie dell'Istituto e comprendono i costi del processo di riforma», si precisa nel comunicato. La Fase I del processo di riforma, iniziata nell'aprile/maggio 2013, si è fondata su tre pilastri, ovvero la «compliance», il focus sui clienti della Chiesa e la trasparenza. «Dal maggio 2013 al giugno 2014 - si ricorda nel testo - lo Ior ha profuso il suo impegno in un vaglio sistematico di tutti i documenti della clientela al fine di individuare i casi in cui fossero mancanti o lacunose le informazioni». Tale compito è arrivato a conclusione, e ora si sta procedendo al completamento della raccolta delle informazioni richieste. Ad oggi lo Ior ha bloccato i conti di 1.329 clienti individuali e di 762 clienti istituzionali in attesa che vengano forniti tutti i dati richiesti. A seguito del processo di verifica e a far data dal 30 giugno 2014, lo Ior ha chiuso i rapporti con circa 3.000 clienti, e ora ammette ad operare solo istituzioni cattoliche, ecclesiastici, dipendenti o ex dipendenti del Vaticano titolari di conti per stipendi e pensioni, nonché ambasciate e diplomatici accreditati presso la Santa Sede. «La decisione del Consiglio di Sovrintendenza di definire più precisamente le categorie di clienti dell'Istituto è stata adottata nella prospettiva di accelerare il processo di riforma», si legge nella nota.

 «All'inizio del mio mandato ho ribadito più volte che avrei perseguito con ‘tolleranza zero' ogni attività sospetta», dichiara von Freyberg: «Abbiamo attuato le nostre riforme in questo spirito e non solo abbiamo migliorato notevolmente le procedure per rendere l'Istituto più sicuro e trasparente, ma abbiamo anche messo il suo ‘proprietario' in condizione di agire sulla base di fatti. Negli ultimi mesi, questo processo doloroso ma assolutamente necessario ha posto le basi per un nuovo futuro dello Ior quale gestore di servizi finanziari completamente ed esclusivamente dedito a servire la missione della Chiesa Cattolica».

«Desidero ringraziare Ernst von Freyberg e l'intero Consiglio, Ronaldo Schmitz, Carl Anderson, Antonio Maria Marrocco, Manuel Soto Serrano nonché il Direttore Generale Rolando Marranci e il suo staff per la grande dedizione rivolta all'obiettivo di fornire servizi finanziari sicuri e professionali alla Chiesa e di realizzare i miglioramenti necessari alla prosecuzione di tale servizio», ha dichiarato il card. Pell: «Con la conclusione della Fase I del processo di riforma, siamo ora in grado di avviare l'Istituto verso la seconda fase di riforme sotto una nuova direzione».

Fonte: Sir
Ior, pubblicato il bilancio 2013. Inizia la «fase II» della riforma
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