Vita Chiesa
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Per i 110 anni dell'associazione

L’Unitalsi toscana in festa: «Vivere la carità con gioia»

E' stato un fine settimana ricco di appuntamenti ma soprattutto di emozioni quello appena vissuto dall'Unitalsi Toscana. Un fine settimana nel segno dei 110 anni dell’associazione voluta nel 1903 da Giovan Battista Tomassi e che, dopo il prologo di sabato in piazza Santa Croce dove protagonisti assoluti sono stati i giovani unitalsiani fiorentini, si è concluso domenica con una giornata di festa e di riflessione in Palazzo Vecchio, proprio come è nelle corde di quella che si è confermata anche in questa occasione come una delle realtà più attive nel mondo del volontariato della nostra regione.

Un gruppo di unitalsiani in piazza Santa Croce a Firenze

Due giorni (organizzati con il patrocinio del Comune di Firenze e la preziosa collaborazione della Caritas diocesana) in cui l’Unitalsi ha ripercorso il proprio cammino ma si è proiettata anche nel futuro visto che il 25 aprile prende il via il primo pellegrinaggio dell’anno a Loreto mentre la prima partenza per Lourdes è fissata per il 18 giugno. Con tanti amici che hanno voluto rendere omaggio all'associazione: il prefetto di Firenze, Luigi Varratta, il direttore della Caritas, Alessandro Martini, il presidente di Agata Smeralda, Mauro Barsi, i rappresentanti della Misericordia di Firenze. Oltre naturalmente agli interventi previsti e coordinati dal presidente regionale Roberto Torelli: «Siamo qui a festeggiare oltre cento anni di storia e di storie e ritengo sia giusto mettere in risalto come all'interno dell'Unitalsi ci siano tanti modi di vivere la carità. Il nostro, infatti, non è e non vuole essere soltanto un servizio di assistenza ma un’attività vissuta insieme». 

Concetti, questi, ribaditi anche dal presidente nazionale Salvatore Pagliuca: «Siamo pronti ad affrontare gli anni che verranno con l’impegno già speso e che ci verrà richiesto per coinvolgere i giovani e gli adulti, i malati e i sani, chi crede e chi non crede, attraverso incontri, eventi, progetti che facciano sentire e comprendere il cammino della nostra associazione; un’associazione nella quale si riconoscono in tanti mettendosi a disposizione degli altri per donare e ricevere con gioia, nella consapevolezza che ciascuno è responsabile dell’amore che riceve». E se il direttore del quotidiano La Nazione, Gabriele Canè, ha voluto puntare l’attenzione sul fatto che «è in momenti di crisi come quello che stiamo vivendo che si allargano ancora di più i cuori», il vice-sindaco di Firenze, Stefani Saccardi ha legato il suo intervento all'impegno dell'amministrazione comunale: «Tutti dobbiamo dare ancora più forza al nostro spirito di servizio, soprattutto come risposta a una situazione di sofferenza. Per un Comune infatti, e a Firenze in particolare, una delle sfide più importanti è proprio quella di riuscire a coniugare la bellezza e la sofferenza, anche nell'amministrazione di una città. E se di ciò è anche perché nella nostra città uno dei principali capitoli di spesa è quello legato alle politiche sociali».

L’incontro in Palazzo Vecchio, poi, prima del pranzo comunitario in Sala d’Armi e la Messa celebrata nella basilica di Santa Croce, si è concluso con gli interventi di Rita Coruzzi, disabile e autrice del libro «L’Unitalsi mi ha salvato la vita», e don Decio Cipolloni, vicario della Diocesi di Loreto: «L’Unitalsi è come un angelo, - ha detto la Coruzzi - un angelo che sotto forma di grande famiglia si prodiga per accompagnare gli ammalati a Lourdes e agli altri santuari mariani».

«Nell'eseguire il suo servizio - ha concluso don Decio Cipolloni - il volontario unitalsiano non può dire: "Che cosa mi tocca fare?", ma deve dire: "Che cosa mi è concesso di fare!" perché è mettendomi vicino a una carrozzina che il Signore si accorge di me». Già, i volontari dell’Unitalsi, rappresentati «simbolicamente» nell'occasione da Leonardo Gestri, presidente della sottosezione Firenze centro, Federica Bresci, della sottosezione di Pistoia, e Giampiero Bagnati, consigliere regionale e responsabile dell’attività giovanile, che hanno illustrato ai presenti le rispettive attività al servizio dell’associazione.

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