Vita Chiesa
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L’ospitalità sui monti sacri della Toscana

Per ritrovare sé stessi, quella pace che tanto desideriamo, lontani dallo stress del lavoro, del traffico, dai cellulari, dalle preoccupazioni che ogni giorno ci assillano, dove ci si può rifugiare? Semplice. Nei monasteri, nei conventi, negli eremi. Dove ci viene offerto un soggiorno fatto di tranquillità, serenità, unito a momenti di preghiera e di riflessione organizzati dai monaci. Luoghi che consentono di riscoprire l’importanza di condurre un’esistenza semplice, essenziale, di immergersi nella profonda spiritualità che queste antiche mura emanano.

L'eremo di Camaldoli

Dunque l’estate non solo come momento di vacanza e divertimento, ma anche tempo di confronto, meditazione e amicizia. In questo senso la Toscana offre moltissimi luoghi di grande fascino paesaggistico e spirituale, che nei mesi estivi propongono numerose iniziative aperte a gruppi o singoli. Ecco l’elenco di alcuni tra i più amati.

Camaldoli. Il Parco delle Foreste Casentinesi, vera meraviglia naturale, custodisce al suo interno il Monastero dei monaci benedettini camaldolesi. Uno dei luoghi più densi di storia della regione. Camaldoli, fu infatti fondata mille anni fa da San Romualdo. Le sue due case, il sacro Eremo e il Monastero, immerse nella pace della foresta, rappresentano due dimensioni fondamentali dell’esperienza monastica: la comunione e la solitudine. Da sempre la comunità è però aperta alla condivisione, attraverso l’ospitalità, i convegni, gli incontri dedicati ai giovani, i ritiri. Dal 24 al 29 luglio si terranno infatti presso la Foresteria, le giornate di Esercizi Spirituali per gli studenti universitari dal titolo «I sentieri interrotti della misericordia», mentre dal 31 luglio al 6 agosto si svolgerà la tradizionale Settimana Teologica della Fuci, quest’anno incentrata sul tema «Povertà e Giustizia. Nel mondo con gli occhi del Vangelo». Nel programma anche una settimana di riflessione per famiglie (10-17 agosto). Per informazioni: www.camaldoli.it - Tel. 0575/556013.

La Verna. Il Santuario della Verna, in provincia di Arezzo, per la sua splendida posizione, è visibile da tutto il Casentino e dall’alta Val Tiberina. La montagna che lo ospita (m. 1283), è ricoperta da una bellissima e millenaria foresta di faggi e abeti. Presso la Foresteria, possono trovare ospitalità famiglie, gruppi, persone sole, che desiderano pregare assieme ai frati o semplicemente riposarsi per alcuni giorni. Come ogni estate, nell’oratorio «Pastor Angelicus», i frati francescani promuovono convegni, corsi di aggiornamento, esercizi spirituali. Tra questi, ad agosto (22-27), il corso di spiritualità francescana, e dal 27 al 1° settembre quello dedicato alla riflessione su «Conoscere la Bibbia oggi». Le iniziative rivolte ai giovani, prevedono invece ad agosto due corsi per fidanzati (6-13 e 21-28 agosto). Per una dettagliata consultazione visitare il sito www.santuariolaverna.org o chiamare al numero 0575/5341.

Vallombrosa. L’abbazia vallombrosana, fondata da San Giovanni Gualberto nel 1036, si trova alle pendici del Pratomagno, tra il Casentino e il Valdarno, a 1000 metri, e a 37 chilometri da Firenze. Come ogni anno la Comunità, per il periodo estivo, organizza una serie di incontri di riflessione e approfondimento . «I monaci, fedeli all’insegnamento della Regola di San Benedetto - spiegano - hanno attivato nell’antico e ampio corridoio del noviziato, un centro di spiritualità e di cultura religiosa, per accogliere coloro che desiderano fare un’esperienza forte di Dio, nell’ascolto della sua Parola, nel silenzio e nella partecipazione alla preghiera corale dei monaci». Fra gli appuntamenti in programma nel mese di luglio: il Corso di Spiritualità (4-9), «Il Signore, nella sua misericordia, mi raccolse e mi ripose nel nido»; e le celebrazioni in onore del fondatore San Giovanni Gualberto, Patrono dei Forestali d’Italia (11-12). Dal 25 al 30, si terrà invece la settimana di esercizi spirituali, guidata da Mons. Dante Corolla, sul tema «La coraggiosa pedagogia della Misericordia». In agosto, (1-6), il Corso di canto Gregoriano. Prenotazioni e informazioni: Tel. 055/862074 (Centro di Spiritualità) o 055/862251 (Abbazia), www.vallombrosa.it.

Monte Senario. Il Santuario di Monte Senario, situato nel comune di Vaglia, fu eretto nel 1234 da sette nobili fiorentini, fondatori dell’ordine dei Servi di Maria, detti anche i «Sette santi fiorentini». Monte Senario, immerso nel silenzio, offre al visitatore uno dei panorami più belli della Toscana. Una curiosità. Al bar della Foresteria si possono gustare i liquori prodotti dai monaci o gli squisiti panini ai salumi, bagnati con un buon vino, preparati da Leonello Contadin. Arrivato a Monte Senario cinquant’anni fa insieme ad un amico che aveva scelto di entrare in convento, il cordiale oste, da allora ogni sabato e domenica ha svolto regolarmente il suo lavoro. «Anche quando il Santuario è avvolto nella nebbia o imbiancato dalla neve - dice - io sono qui, perché alla fine qualcuno viene sempre in questo luogo di pace. Nella quiete assoluta  senti di essere vicino al Cielo, a Dio. Solo il  rumore dei passi o dello scricchiolare del ghiaccio, rompe il silenzio che ti circonda». La Comunità è aperta all’ospitalità e prevede cicli di riflessione, esercizi spirituali e ogni sabato concerti sulla terrazza. Nel mese di luglio, in particolare, si svolgerà un ciclo di incontri ispirato alla «Laudato si’», l’enciclica di Papa Francesco sulla cura della casa comune. Gli incontri si svolgono ogni sabato alle 18.30: tra i relatori padre Giancarlo Bruni, padre Guidalberto Bormolini, Mauro Bracci di Banca Etica, il monaco di Siloe Roberto Lanzi, la psicoterapeuta Giuliana Fabris. Per maggiori informazioni visitare il sito www.montesenario.it oppure telefonare allo 055/406441.

Montenero. Il Santuario di Montenero è dedicato alla Madonna delle Grazie, Patrona della Toscana. Si trova su una collina che domina il mare e il porto di Livorno. Montenero possiede una delle più grandi raccolte di ex-voto d’Italia, esposte nelle ampie sale che circondano la Chiesa. Due secoli di testimonianze di devozione alla Beata Vergine. I pellegrini possono trovare ospitalità presso la Foresteria del monastero. Per informazioni www.santuariomontenero.org oppure chiamare allo 0586/579627.

 

Monte Oliveto Maggiore

È un complesso monastico situato nel comune di Asciano (Siena), sede della Congregazione benedettina di Monte Oliveto. Fu fondato nel 1313 dal Beato Bernardo Tolomei. Situato su un’altura, all’interno di un bosco di cipressi, querce e pini, è uno dei più importanti monumenti della Toscana per importanza storico-territoriale e per l’elevato numero di opere d’arte in essa racchiuse. L’Abbazia è aperta all’ospitalità e organizza convegni culturali-religiosi, campi scuola. E’ possibile partecipare alla liturgia insieme alla Comunità monastica. Per ulteriori informazioni: www.monteolivetomaggiore.it o tel. 0577/707652.

 

 

PAROLA DEL PAPA

Da mendicanti

a discepoli

 

  ercoledì 15 giugno Papa Francesco, all’udienza generale, ha rammentato il miracolo del cieco che mendicava lungo la strada e riprende a vedere (Lc 18, 35-43), osservando che mentre il cieco grida invocando Gesù, la gente lo rimprovera per farlo tacere, come se non avesse diritto di parlare. Non hanno compassione di lui, anzi, provano fastidio per le sue grida. Quante volte noi - ha proseguito il Papa - quando vediamo certa gente nella strada sentiamo fastidio. E’ una tentazione che tutti abbiamo. E’ per questo che la Parola di Dio ci ammonisce ricordandoci che l’indifferenza e l’ostilità rendono ciechi e sordi, impediscono di vedere i fratelli e non permettono di riconoscere in essi il Signore. Gesù si ferma, sente la supplica del cieco e ordina di condurlo da lui. Così facendo Gesù toglie il cieco dal margine della strada e lo pone al centro dell’attenzione dei suoi discepoli e della folla. Pensiamo anche noi, quando siamo stati in situazioni brutte, anche situazioni di peccato, com’è stato proprio Gesù a prenderci per mano e toglierci dal margine della strada e donarci la salvezza.

Si realizza così un duplice passaggio. Primo: la gente aveva annunciato una buona novella al cieco, ma non voleva avere niente a che fare con lui. Gesù obbliga tutti a prendere coscienza che il buon annuncio implica porre attenzione a colui che ne era escluso. Secondo: a sua volta il cieco non vedeva, ma la sua fede gli apre la via della salvezza ed egli si ritrova in mezzo a quanti sono scesi in strada per vedere Gesù. Il passaggio del Signore è un incontro di misericordia che tutti unisce intorno a Lui per permettere di riconoscere chi ha bisogno di aiuto e di consolazione. Anche nella nostra vita Gesù passa; e quando passa Gesù, io me ne accorgo, è un invito ad avvicinarmi a Lui, a essere più buono, a essere un cristiano migliore. Grazie alla fede il cieco può vedere, si sente amato da Gesù e si fa discepolo. Da mendicante diventa discepolo.

Tutti noi siamo mendicanti. Abbiamo bisogno sempre di salvezza. Ogni giorno dobbiamo fare questo passo: da mendicanti a discepoli. E così, il cieco si incammina dietro il Signore entrando a far parte della comunità. Colui che volevano far tacere, adesso testimonia ad alta voce il suo incontro con Gesù di Nazareth. Avviene un secondo miracolo: ciò che è accaduto al cieco fa sì che anche la gente finalmente veda. Così Gesù effonde la sua misericordia su tutti coloro che incontra: li chiama, li guarisce, li illumina, creando un nuovo popolo che celebra le meraviglie del suo amore.

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