Vita Chiesa
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La chiesa pisana ricorda l'economista cattolico Giuseppe Toniolo

Oggi ricorre la memoria liturgica del beato Giuseppe Toniolo (Pieve di Soligo, 7 marzo 1845 – Pisa 7 ottobre 1918), economista e sociologo cattolico, marito e padre esemplare. La Chiesa pisana lo ricorda in una celebrazione eucaristica che don Enrico Giovacchini celebra questo pomeriggio (ore 18) in San Martino in Kinseca, la chiesa che ogni mattino il prof frequentava prima di incamminarsi verso il palazzo della Sapienza, dove lo attendevano i suoi studenti dei corsi di Economia politica.

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Parole chiave: Giuseppe Toniolo (2)

La scelta di celebrare Toniolo in giorno diverso da quello della morte non è casuale: il 4 settembre del 1878, a Pieve di Soligo, Giuseppe Toniolo sposò Maria Schiratti.

I due si erano conosciuti in paese grazie ai fratelli di Maria, Gaetano e Renato Schiratti, compagni di studio di Toniolo all’università di Padova. Giuseppe, in quegli anni, era spesso ospite dei fratelli Schiratti a Pieve di Soligo, soprattutto durante il periodo estivo. Fu in uno di questi incontri che egli vide per la prima volta e si innamorò di Maria, sette anni più giovane di lui.

Per poter approfondire la reciproca conoscenza e frequentare casa Schiratti, Toniolo chiese al parroco di Pieve di Soligo di interporre i suoi buoni uffici con il padre di Maria Schiratti,

Antonio, sindaco di Pieve di Soligo dal 1840 al 1872. È così che, dalle frequentazioni in casa Schiratti, nacque un amore sincero e profondo. Ne è testimone il carteggio epistolare tra i due fidanzati, rinvenuto nella casa pisana da loro abitata per decenni. Un carteggio che potrebbe essere utilizzato ancor oggi, nei corsi delle giovani coppie al matrimonio.

Dopo più di quattro anni di fidanzamento, Toniolo chiese la mano di Maria al padre di lei, Antonio. E Antonio gliela concesse volentieri.

L’anno successivo alle nozze Giuseppe e Maria Toniolo erano già a Pisa, dove il prof aveva ottenuto l’incarico di docente universitario. Qui nasceranno sette figli di cui tre volati in cielo in tenera età.

Toniolo considerava il matrimonio una missione altissima e la famiglia luogo di iniziazione cristiana e di esercizio delle virtù evangeliche, una vera e propria “piccola Chiesa”. Basti pensare a quello che scrive la figlia Teresa: “Tutte le domeniche, tornati da Messa, ci riuniva nel suo studio ed anche le persone di servizio dovevano venire ad ascoltare la spiegazione del Vangelo. Tutte le mattine facevamo, dopo ritornati da Messa, la colazione e, prima di dividerci, ci leggeva una breve meditazione che ci desse il pensiero per tutto il giorno. Alle sei della sera dovevamo tutti ritirarci in camera per fare un'ora di raccoglimento e di studio; papà ne avreb­be sofferto se non l'avessimo fatto, ed era solito ripeterci: per carità non vi dissipate”.

In quei tempi la fede e la Chiesa erano sottoposte ad un fuoco incrociato da parte della cultura razionalista. Toniolo era convinto che la risposta a quegli attacchi non potesse essere solo di carattere teologico-pastorale, né politico-culturale, ambiti nei quali in ogni caso fu impegnato ai massimi livelli. C’era bisogno di un cristianesimo vissuto, esemplare.

Ricordando Giuseppe e Maria, dunque, vogliamo ricordare tutte le coppie che testimoniano nelle scelte di tutti i giorni il valore della famiglia. Non solo piccola Chiesa, ma anche cellula fondamentale della società.

Un dettaglio che certo non sfuggirà agli organizzatori della prossima Settimana Sociale dei cattolici italiani in programma  a Torino dal 12 al 15 settembre e che sarà centrata, appunto, sul tema della famiglia. Quella stessa Settimana Sociale cui Giuseppe Toniolo, insieme al cardinale ed arcivescovo di Pisa Pietro Maffi, dette vita nel 1907.

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