Vita Chiesa
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La scuola dal Papa: ministro Giannini, la scuola è un bene comune

“L’emozione sincera che sente non è solo la mia. È quella di tutti i ragazzi che vede in questa splendida piazza, tanti, veramente tanti, che da tutta Italia si sono riuniti qui davanti a lei accogliendo il suo invito, per ascoltare una lezione speciale in questa classe altrettanto speciale, che è la Chiesa di Roma”. Lo ha affermato, oggi pomeriggio, il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, rivolgendosi a Papa Francesco, nell’incontro con il mondo della scuola a piazza San Pietro.

Parole chiave: Stefania Giannini (1)

“La scuola italiana guarda a lei” con “vicinanza e affetto”, ha proseguito il ministro, che ha rivolto un pensiero alle studentesse nigeriane rapite e a tutte quelle a cui è impedita l’esperienza della formazione. “Noi tutti sentiamo profondamente l’autenticità e la solidarietà a cui lei ha deciso di abituarci dal primo giorno del suo Pontificato e che parla a tutti - ha detto al Papa -. Un legame autentico e solidale lega del resto da sempre maestri e allievi, in quell‘esercizio quotidiano di ascolto, conoscenza reciproca e rispetto, che significa insegnare e imparare, insegnare ai giovani e ai giovanissimi a entrare nella vita e imparare, da parte loro, a leggerla e interpretarla, con spirito autonomo e coscienza critica”. A ciò “serve la scuola in qualunque luogo e in qualunque tempo”. Ogni mattina, in tutta Italia, le scuole “aprono le loro porte agli 8 milioni di bambini e di studenti e ai loro insegnanti.

“In questo modo - ha sottolineato Giannini - l’Italia cresce, ogni giorno, si confronta con la propria storia e determina il proprio futuro”. Si tratta “di un esercizio quotidiano che non fa rumore. Ma che richiede attenzione”. Ad esso “dobbiamo l‘assunzione esplicita di una responsabilità politica: restituirgli dignità e funzione, perché insegnare è e deve tornare ad essere un lavoro bello, attrattivo e appassionante; perché studiare è la più efficace forma di allenamento alla vita adulta; e perché la scuola è un bene comune: un diritto di ciascuno e un dovere per lo Stato”. Per il ministro, “garantirlo a tutti, alle medesime condizioni e senza distinzioni, è il segno più convincente della libertà di educazione”. “Alla vostra scuola - ha aggiunto rivolgendosi ai ragazzi - non dovete chiedere solo qualche nozione o qualche competenza in più. Arricchiranno il vostro curriculum, ma non necessariamente le vostre coscienze. Siate esigenti e intransigenti. La vostra scuola deve aiutarvi a scoprire chi siete, a coltivare e promuovere le vostre passioni, a sviluppare il vostro desiderio di conoscenza e di affermazione della vostra personalità. Cari ragazzi, non scommettete su quello che farete, ma su quello che sarete. La scuola, a fianco della famiglia, vi accompagnerà in questo percorso”.

Fonte: Sir
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