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Le Chiese toscane verso il Giubileo: «Spirito di accoglienza e misericordia»

Il comunicato finale sui lavori della Conferenza episcopale toscana, riunitasi lunedì 5 ottobre presso l'Eremo di Lecceto.

Il cardinale Giuseppe Betori

Nella giornata di lunedì 5 ottobre 2015 si è riunita all’Eremo di Lecceto la Conferenza episcopale toscana. I vescovi della regione hanno rivolto innanzitutto il loro pensiero alla famiglia, in comunione con il Santo Padre e la XIV Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi su «La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo», e hanno espresso la loro vicinanza alle famiglie, in particolare a quelle toscane, ribadendo la validità del progetto familiare inscritto nella Creazione e riportato alle sue radici e alla sua luce dal Cristo.

La Conferenza episcopale toscana ha fatto proprie, in particolare, le parole di Papa Francesco in occasione della Messa di apertura del Sinodo, secondo cui «La Chiesa è chiamata a vivere la sua missione nella verità che non si muta secondo le mode passeggere o le opinioni dominanti. La verità che protegge l’uomo e l’umanità dalle tentazioni dell’autoreferenzialità e dal trasformare l’amore fecondo in egoismo sterile, l’unione fedele in legami temporanei». Allo stesso tempo, «la Chiesa è chiamata a vivere la sua missione nella carità che non punta il dito per giudicare gli altri, ma -  fedele alla sua natura di madre - si sente in dovere di cercare e curare le coppie ferite con l’olio dell’accoglienza e della misericordia».

Lo stesso spirito di accoglienza e di misericordia dovrà animare le Chiese che sono in Toscana nel corso dell’Anno santo della Misericordia, Giubileo indetto dal Papa, a partire dall’8 dicembre prossimo, «come tempo favorevole per la Chiesa, perché renda più forte ed efficace la testimonianza dei credenti» (Misericordiae Vultus). A questo proposito, i vescovi toscani rivolgono ai sacerdoti e a tutte le comunità cristiane della regione l’invito a farsi strumento del perdono e della misericordia, per essere sempre più testimoni credibili della Misericordia del Padre. La speciale attenzione alle «opere di misericordia» a cui ci invita il Santo Padre, sia stimolo al risveglio e all’incremento di quella premurosa attenzione al prossimo di cui la nostra terra di Toscana ha sempre dato prova.

In occasione del Mese missionario, i vescovi hanno riflettuto sul Messaggio inviato dal Santo Padre che colloca la Giornata missionaria sullo sfondo dell’Anno della Vita consacrata: in questo senso, i vescovi hanno rivolto un pensiero di gratitudine a tutti quei religiosi che vivono con fede e sacrificio la dimensione missionaria, nelle periferie del mondo così come nelle «periferie esistenziali» dei nostri territori.

Nell’avvicinarsi del Convegno ecclesiale nazionale, che a novembre porterà la Chiesa italiana a Firenze per riflettere sul tema «In Gesù Cristo il nuovo umanesimo», la Toscana si sente particolarmente chiamata ad esprimere la sua tradizione umanistica da leggere nella concretezza del nostro tempo in cui il concetto stesso di persona umana è così spesso messo in discussione. I vescovi attendono con grande gioia l’arrivo di Papa Francesco, che sarà per la prima volta in terra toscana: sarà a Prato, per un incontro incentrato sui temi del lavoro, e a Firenze, dove oltre a intervenire al Convegno ecclesiale nazionale, condividerà con i disabili la preghiera alla Madonna, con i poveri il pranzo alla mensa della Caritas e presiederà la Concelebrazione eucaristica allo Stadio comunale.

I vescovi hanno inoltre salutato con gioia il dono fatto dal Santo Padre con la nomina di padre Giovanni Roncari e di monsignor Andrea Migliavacca alla guida delle Chiese di Pitigliano-Sovana-Orbetello e di San Miniato. L’assemblea della Conferenza episcopale toscana ha accolto calorosamente padre Roncari e inviato un affettuoso saluto a monsignor Migliavacca in attesa di poterlo incontrare al suo arrivo in Toscana.

Il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze e presidente della Cet, ha riferito sul Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana che si è svolto nei giorni scorsi a Firenze. Nel corso dei lavori del Consiglio permanente sono state rinnovate per il prossimo quinquennio anche le Commissioni episcopali previste dallo Statuto della CEI. A farne parte sono stati eletti anche alcuni vescovi toscani: monsignor Fausto Tardelli, vescovo di Pistoia e segretario della Cet, è stato nominato nella Commissione per il laicato; monsignor Rodolfo Cetoloni, vescovo di Grosseto, membro della Commissione per l’ecumenismo e il dialogo; monsignor Franco Agostinelli, vescovo di Prato, e monsignor Alessandro Plotti, arcivescovo emerito di Pisa, membri della Commissione per le migrazioni; monsignor Gastone Simoni, vescovo emerito di Prato, membro della Commissione per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace.

La Conferenza episcopale toscana ha poi proseguito nella riflessione sul ministero del diaconato permanente e sulla presenza e il ruolo dei diaconi nella vita pastorale della nostra comunità. È stata presa in esame inoltre l’attività degli Istituti superiori di scienze religiose presenti sul territorio toscano. I vescovi hanno riflettuto su come valorizzare il loro ruolo per un servizio sempre più efficace in ordine alla formazione teologica dei laici.

I vescovi hanno anche ascoltato i membri del Consiglio d’amministrazione della Cooperativa editrice del settimanale Toscana Oggi che hanno riferito sul nuovo Statuto e sulle misure prese per ridurre i costi dell’azienda, anche quelli legati al personale dipendente con la sottoscrizione dei «contratti di solidarietà». L’assemblea ha espresso il proprio favore sulle iniziative intraprese riguardo alla razionalizzazione delle spese, ma anche al rilancio del settimanale e allo sviluppo delle attività connesse sul fronte delle tecnologie digitali e delle nuove forme di comunicazione, rinnovando la loro fiducia in chi gestisce questa preziosa realtà editoriale.

A proposito delle nuove norme con cui il Santo Padre ha riformato il Processo canonico per le cause di nullità del matrimonio, i vescovi toscani hanno accolto con molto favore le disposizioni del Papa circa una maggiore celerità dei processi, mentre sono in attesa dalla Santa Sede le indicazioni su come dare attuazione concreta al «motu proprio».

È proseguita anche la riflessione sul tema della vita e della formazione permanente del clero: nei prossimi giorni i vescovi toscani riceveranno dalla Cei un foglio di lavoro sul quale apriranno un confronto con i propri presbiteri in vista dell’Assemblea generale dei vescovi italiani del maggio 2016.

Riguardo all’accoglienza dei profughi che bussano alle porte dell’Europa, i vescovi toscani già ognuno nelle proprie diocesi e ora tutti insieme hanno fatto proprio l’appello del Santo Padre per aprire le porte delle nostre comunità a quanti fuggono da guerre e gravi disagi. In occasione del Consiglio permanente della Cei, nei giorni scorsi, i vescovi toscani hanno potuto segnalare che nelle diocesi della nostra regione sono già attive ben 167 strutture di accoglienza che ospitano complessivamente 2006 rifugiati. A questo proposito è stata ribadita l’importanza che gli interventi di accoglienza dei rifugiati siano coordinati a livello diocesano, in collaborazione con le istituzioni pubbliche e in attesa di ricevere a breve della Cei più precise indicazioni.

A seguito della morte di monsignor Giovanni De Vivo Vescovo di Pescia, al quale è stato rivolto un grato e commosso ricordo, la Conferenza episcopale toscana ha nominato al suo posto monsignor Fausto Tardelli, vescovo di Pistoia, delegato per il laicato e i giovani. I vescovi toscani hanno infine nominato incaricato regionale per la Commissione Migrantes il comboniano padre Alessandro Bedin e hanno confermato l’elezione di Rossana Russo a incaricata regionale della Fuci.

Le Chiese toscane verso il Giubileo: «Spirito di accoglienza e misericordia»
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