Vita Chiesa

MEDICI CATTOLICI, CARD. BERTONE: PROMUOVERE LA VITA NELLA SUA INTEGRALITÀ

“L’attività del medico cattolico si rivela utile non solo ai fini della salute fisica, ma anche, in un certo modo, di quella morale e spirituale del paziente. Corpo e spirito sono nell’uomo così uniti che l’uno influenza l’altro, e vostro compito precipuo è tutelare e promuovere la vita nella sua integrale realizzazione”: lo ha detto il card. Tarcisio Bertone, Segretario di stato, nell’omelia della messa per il consiglio nazionale dell’Amci (Associazione medici cattolici italiani) che ha presieduto presso la Cappella Paolina in Vaticano, venerdì 13 novembre. Nel diffondere oggi il testo dell’omelia, la segreteria dell’Amci sottolinea che alla messa era presente ed ha concelebrato il card. Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano e assistente nazionale dei medici cattolici. Per la presidenza c’erano Vincenzo Saraceni che guida l’Amci, il segretario nazionale Franco Balzaretti, il presidente emerito Domenico Di Virgilio, i tre vice-presidenti nazionali e l’intero consiglio. “Siamo in un’epoca in cui per la gente comune è talvolta difficile discernere tra la cultura della vita e quella della morte – ha proseguito Bertone -. Parte dell’opinione pubblica giustifica infatti dei delitti contro la vita in nome della libertà individuale”. “In alcuni Paesi – ha poi detto il card. Bertone nell’omelia al consiglio nazionale dell’Amci – ci sono leggi con le quali viene riconosciuta piena legittimità a comportamenti contrari alla vita, anche in contrasto con i principi costituzionali; ciò manifesta e, nello stesso tempo, causa nella società un grave crollo morale, che non sempre è avvertito. La stessa medicina, che per sua natura deve tendere alla difesa e alla cura della vita umana, in alcuni suoi settori si presta sempre più a realizzare atti contro la persona. In tal modo contraddice se stessa e rischia di oscurare la dignità di quanti la esercitano”. Secondo Bertone, “tutto ciò fa emergere l’urgenza di educare alla cultura della vita. Da una parte, infatti, si assiste all’eliminazione di vite umane nascenti o sulla via del tramonto; dall’altra, la coscienza fa fatica sempre più a distinguere il bene dal male in ciò che tocca lo stesso fondamentale valore della vita umana. In effetti – lo ha ricordato il Santo Padre Benedetto XVI nell’Enciclica Caritas in veritate – gli atti che non rispettano la vera dignità della persona, anche quando sembrano motivati da una scelta di amore, in realtà sono il frutto di una «concezione materiale e meccanicistica della vita umana», che riduce l’amore senza verità a «un guscio vuoto da riempire arbitrariamente» e può così comportare effetti negativi per lo sviluppo umano integrale”.Sir