Vita Chiesa
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Massa Marittima, festa alla Madonna del Frassine. Mons. Ciattini: «Torniamo all'essenzialità della fede»

Chiesa piena sabato 25 aprile per la Festa della Nostra Signora del Frassine, il principale Santuario mariano della Diocesi di Massa Marittima e Piombino eretto, secondo la tradizione, sul luogo del ritrovamento della statua della Madonna portata dall'Africa da San Regolo nel VI sec.

La festa di oggi al Frassine

La giornata è iniziata con le Lodi e la Messa dell 8,30 il Rosario meditato e la concelebrazione solenne presieduta dal vescovo di Massa Massa Marittima e Piombino mons. Carlo Ciattini, con seguente supplica alla Vergine nella mattina; rosario, Vespri solenni guidati dal Vicario generale don Marcello Boldrini e Messa presieduta dal vescovo di Volterra mons. Alberto Silvani nel pomeriggio.

Quindi, pranzo al sacco nei prati circostanti per i pellegrini giunti da tutta la diocesi.

Presenti oltre una decina tra sacerdoti e diaconi diocesani che hanno concelebrato col vescovo. All'omelia mons. Ciattini ha invitato l'assemblea dei fedeli al ritorno all'essenzialità della fede in un mondo che non vive e non gusta l'efficacia dei sacramenti, non crede più. Riferendosi alla Madonna ha detto che «Maria è la donna del Sabato, del Sabato senza tramonto, che attende la Domenica, la Domenica senza tramonto». I Padri della Chiesa insegnano che i misteri di Gesù Cristo nei sacramenti ebbero compimento nella Vergine e Maria è la Madre della Chiesa, è la Chiesa. La Chiesa però non è insieme di norme, ma è carità, che si realizza nel farsi mangiare e rigenerare, nel mangiare e rigenerarsi nei sacramenti.

Luoghi di vita oggi divengono invece luoghi di mercato e di morte, ha proseguito il vescovo: è di pochi giorni fa la notizia dei settecento migranti dispersi nel canale di Sicilia. Ma anche senza andare ai grandi eventi di attualità tanti di noi passano subdolamente la propria vita a cercare di scaricare sugli altri esperienze dolorose vissute, a «farla pagare» a chi gli sta intorno.

Recuperiamo allora quello che conta, «torniamo all'Eucaristia, al Padre Nostro, al Credo, all'essenzialità della nostra fede» torniamo ai nostri inizi, anche nei matrimoni, anche nel sacerdozio, «anch'io», ha concluso, «che ricomincio daccapo dopo cinque anni di esperienza da vescovo».

La concelebrazione è stata poi l'occasione per festeggiare i venticinque anni di sacerdozio di don Andrea Garbellotto, parroco della parrocchia dei SS. Pietro e Paolo a Follonica, che proprio il venticinque aprile del 1990 fu qui ordinato sacerdote. Ha preso la parola per un breve e sentito ringraziamento all'assemblea e ai confratelli per la vicinanza in questo lungo percorso di vita sacramentale del cui mistero, ha confessato, è «ancora alla ricerca della perfetta e più profonda comprensione».

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