Vita Chiesa
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Mons. Galantino: «La Chiesa vive tra la gente»

«La missione della Chiesa è vivere con la gente e tra la gente. E un posto particolare nel cuore della Chiesa lo hanno i migranti di ogni nazionalità, al di là dei Paesi da cui partono e delle terre in cui arrivano. Ecco i motivi di questa interessante giornata di studi». Mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, ha concluso la giornata di convegni e dibattiti che la Chiesa italiana - mediante Fondazione Migrantes e Caritas - ha dedicato alle migrazioni nell’ambito di Expo Milano 2015.

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Mons. Galantino

Galantino ha ribadito la «speranza», formulata già in mattinata, circa gli esiti di questi convegni, «affinché si possa ridurre la distanza tra la percezione del fenomeno - non del ‘emergenza’ - delle migrazioni e la realtà migratoria». Mons. Galantino ha parlato di «una giornata ricca che ha dato il quadro di cosa significa essere migrante oggi e di come l’Italia e gli italiani siano stati plasmati dalla mobilità». Per questo il segretario Cei ha insistito sul ruolo «della conoscenza» e «della ricerca».

«Da questa giornata - ha ribadito - emerge quanto sia importante dedicare tempo, risorse, creatività alla ricerca. Troppe volte ascoltiamo che l’Italia è su questo tema una Cenerentola rispetto ad altre nazioni europee e rispetto all’intero panorama internazionale. Pochi fondi ma non poche idee né tantomeno poco impegno. Lo vediamo dai tanti italiani impegnati nella ricerca fuori dei confini nazionali».

«E lo vediamo - ha proseguito mons. Nunzio Galantino - dalle ricerche che vengono portate avanti nonostante i più diversi ostacoli dalle accademie italiane e dagli altri luoghi preposti a questo compito». A suo avviso «un Paese senza ricerca, un Paese che non studia, una nazione che non si studia sono destinati a restare indietro nella ‘corsa’ alla comprensione del nostro tempo». Galantino ha poi fatto riferimento a quanto affermato in apertura del pomeriggio da mons. Guerino Di Tora, neo presidente della Migrantes, ossia «la centralità della persona nel nostro lavoro quotidiano».

«Mi rivolgo a voi studiosi, in particolare, ai tanti operatori presenti in sala, a noi cittadini comuni: mettiamo al centro l’uomo o meglio, riportiamo al centro l’uomo - ha specificato Galantino - perché solo così riusciremo a ridare la dimensione opportuna a ogni nostra azione, a ogni nostro pensiero». Un’ultima riflessione, infine, «è legata alla cultura. Da sempre la Chiesa è luogo di cultura ed è chiamata a stimolare a nuove conoscenze, chiare e corrette informazioni sui fenomeni sociali troppe volte preda di opinioni disturbate, distorte e strumentalizzate». La cultura «può dare un utile contributo sulla via del nuovo umanesimo» che la Chiesa italiana metterà «al centro del Convegno ecclesiale di Firenze del prossimo novembre».

Fonte: Sir
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