Vita Chiesa
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Mons. Galantino a Ostello Caritas: «La porta della carità è la prima Porta santa»

Stamani è stato inaugurato presso la Stazione Termini di Roma il nuovo «polo della carità» (mensa e ostello) dedicati a mons. Luigi Di Liegro e che il Papa visiterà il 18 dicembre, aprendovi una «Porta della misericordia», realizzata da padre Rupnik. Nel corso della cerimonia mons. Galantino ha parlato con i giornalisti del significato di questa struttura.

L'ostello Caritas

«Una città in cui un solo uomo soffre meno è meno triste». Inaugurando la mensa serale «San Giovanni Paolo II» alla stazione Termini di Roma, che offre pasti per 500 persone, monsignor Enrico Feroci, direttore della Caritas di Roma, ha citato monsignor Luigi Di Liegro, a cui la Mensa e l’ostello inaugurati oggi in via Marsala, dopo i lavori di ristrutturazione, sono dedicati. Riprende vita, così, questo «polo romano» dell’accoglienza per le persone senza fissa dimora nato nel 1987 per iniziativa dell’allora direttore della Caritas. In attesa del Papa, che il 18 dicembre varcherà la Porta santa della Carità inaugurata oggi dal cardinale vicario Agostino Vallini e da monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei. Nel corso della cerimonia, il cardinale Agostino Vallini ha tolto il telo bianco che copriva la Porta santa della Carità realizzata dall’artista gesuita padre Marko Ivan Rupnik.

«Questa è la prima Porta santa, le altre hanno senso solo nella misura in cui riproducono l’atteggiamento di accoglienza, di condivisione, di solidarietà, di attenzione», ha detto monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, a margine dell’apertura della Porta santa della Carità. «Non c’è bisogno di parlare dell’importanza di questa porta – ha detto ai giornalisti – ce l’ha da sola, nel momento in cui per dormire fuori quando c’è freddo ci sono strutture per l’accoglienza. Sono segni che dovrebbero moltiplicarsi, sono il segno vivo della nostra carità».

«Dobbiamo fare tutti di più per l’accoglienza, non solo il Governo, anche noi come Chiesa», ha proseguito il  segretario generale della Cei, conversando con i giornalisti. Interpellato sul pensionato che si è suicidato in questi giorni, mons. Galantino ha commentato: «Dobbiamo riflettere tutti. La società non cresce a misura del Pil, il progresso di una civiltà non si misura solo con percentuali come queste, ma dalla nostra capacità di creare accoglienza».

«Dall’Osservatorio delle nostre tante mense della Caritas, la situazione stenta a cambiare», ha detto ancora Galantino. «Le povertà e i bisogni aumentano sempre di più», ha denunciato: «Sento dappertutto che c’è davvero bisogno di accoglienza, dobbiamo tenere viva e desta questa attenzione». «La povertà ha un solo volto», a Erbil come a Roma. «La carità ha un solo volto – ha proseguito – ma anche una sola risposta che possiamo dare: quella dell’accoglienza». «Io non faccio indagini – ha rivelato – ma da quello che vediamo giorno per giorno alla Conferenza episcopale italiana non stiamo messi bene. Sono aumentati i bisogni. Noi possiamo rispondere con l’otto per mille, a cui voi generosamente contribuite».

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