Vita Chiesa

NOMADELFIA, VISITA DEL CARD. BAGNASCO: GUSTARE LE PICCOLE CONQUISTE QUOTIDIANE

Nomadelfia è una “intuizione felice e provvidenziale di don Zeno” che “arricchisce la moltitudine dei carismi con i quali lo Spirito abbellisce il volto della Chiesa”. Una realtà nella quale “la fraternità evangelica, la coscienza vivissima della centralità della famiglia, l’accoglienza di chi ha bisogno di genitori, qualificano la vostra vita e fanno della vostra parrocchia non qualcosa di estraneo ma di familiare, un segno della nostra origine e del nostro futuro”. Lo ha affermato oggi l’arcivescovo di Genova e presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, in visita nella comunità vicina a Grosseto. Una visita dettata dalla presenza di un sacerdote genovese, don Stefano Vassallo, al quale lo stesso Bagnasco ha concesso di esercitare il proprio ministero pastorale a Nomadelfia per i prossimi tre anni. Il porporato ha poi parlato della necessità di “rimanere con Dio” ed “accettare la gradualità del cammino interiore”. “Non si può conoscere tutto e subito, non è possibile gustare il cuore del Mistero senza perseverare accanto al Mistero” ha affermato il porporato che, ha aggiunto: “È una regola che vale a qualunque età; ma vale in modo particolare per i giovani che, per loro natura, sono più impazienti e vorrebbero accelerare i tempi, bruciare le tappe”. “In una società dove tutto si consuma subito e si passa ad altro in nome di nuove esperienze quanto bisogno c’è di imparare di nuovo la pazienza, i ritmi del tempo – ha proseguito il porporato -, quei ritmi che il contatto con la natura fa comprendere meglio. Imparare a gustare le piccole conquiste quotidiane, è una grande conquista! Costruisce l’uomo, la sua personalità, la sua fede, edifica la comunità cristiana”. L’arcivescovo ha poi spiegato che la fede si rafforza donandola perché “chi trova il tesoro della gioia non può tenerlo per sé, deve condividerlo: allora la gioia si moltiplica” e “la fede è un dono, e il dono cresce donandolo”. Nella vita, ha proseguito ancora il porporato, dobbiamo “fidarci di qualcuno”. “Bisogna essere attenti e accorti per non riporre malamente la nostra fiducia, ma non possiamo fare diversamente” ed “a Nomadelfia la affidabilità è di casa: è un tesoro da non perdere ma da far crescere con le nuove generazioni”. “Essere affidabili – ha detto il cardinale – significa parlare e agire senza calcoli propri perché si è liberi; e si è liberi quando si è trovato il tesoro del campo, la perla preziosa che vale più di tutte le altre”. Per questo, ha aggiunto il card. Bagnasco, “se Gesù è la perla e il tesoro su cui giocare la vita, allora siamo liberi veramente e affidabili” altrimenti “avremo sempre paura di perdere qualcosa, di restare indietro, e vivremo ripiegati su noi stessi, rinchiusi e tristi”. Infine, il presidente della Cei ha ricordato l’importanza di seguire la Chiesa, il magistero petrino e la parola dei vescovi “successori degli apostoli e maestri autentici”. Il Papa, ha spiegato, “successore di Pietro, continua nella sua missione di fondamento e di garanzia della fede cattolica”. “Per essere sicuri che noi crediamo nel Gesù storico, il Gesù che hanno conosciuto i Dodici, la sua persona, le sue parole, i suoi gesti, i suoi miracoli, la sua morte e risurrezione – ha aggiunto il cardinale – dobbiamo guardare al Papa, ascoltare la sua parola”. “Quale grande dono poter avere il punto sicuro della verità della fede e dell’agire morale, in mezzo a opinioni, idee, dottrine diverse e contrastanti! In mezzo al disorientamento” ha concluso il porporato.Sir