Vita Chiesa
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Natale 2016, mons. Benotto: «Oggi Betlemme è in mezzo a noi»

«La sfida che ci viene lanciata è quella di metterci in cammino e di andare fino a Betlemme, cioè nei luoghi dai quali il mondo che conta rifugge». Lo scrive l'arcivescovo di Pisa, mons. Giovanni Paolo Benotto, nel messaggio di auguri per questo Natale.

Mons. Giovanni Paolo Benotto

Oggi, scrive l'Arcivescovo, «c’è bisogno di non aver paura di andare contro corrente, di non fermarci alla ovvietà che ci viene propinata dai potenti della comunicazione sociale, ma di ritrovare la capacità dell’ascolto senza pregiudizi e il coraggio di non lasciarci anestetizzare da chi tenta di illuderci chiamando bene ciò che è male e presentando come onesto ciò che invece è latrocinio e ruberia. C’è bisogno di riscoprire nella Betlemme che è il vivere della nostra società chi è pregiudizialmente scartato ed emarginato per accoglierlo e fargli gustare la gioia di una famiglia nella quale ci si vuole bene, ci si comprende e insieme si condivide l’esperienza della fede in Cristo Gesù».

Ecco il testo integrale del messaggio:

Se mi fossi trovato a Betlemme 2016 anni or sono, mi sarei accorto che stava accadendo qualcosa di straordinario che avrebbe rivoluzionato la storia del mondo e la vita di miliardi e miliardi di uomini e donne di ogni epoca e di ogni luogo?

I Vangeli ci narrano della nascita di Gesù, come di un fatto straordinario che si compie non solo nella ordinarietà della vita di uno sperduto e sconosciuto villaggio di provincia, ma addirittura in quella fascia grigia di umanità povera e insignificante che riempie da sempre le periferie della società che conta.

La nascita di Gesù è un fatto straordinario perché questo Bambino ha una Madre, ma non ha un padre terreno; ha un padre, Giuseppe, che è solo il Custode amorevole, giusto e saggio di Maria sua Sposa e di questo Figlio che è il Figlio dell’Altissimo, il discendente regale di Davide atteso come Messia da Israele e annunciato da secoli dagli antichi Profeti. Gesù è un Bambino come tutti gli altri bambini che nascono a questo mondo; e insieme, è un Bambino totalmente diverso, la cui diversità può essere riconosciuta solo grazie alla fede.

In effetti, solo la fede ci consente di accorgerci oggi come 2016 anni or sono, della venuta nella nostra storia di uomini e donne del Dio-con-noi, dell’ Emmanuele.

2016 anni or sono furono testimoni della nascita di Gesù i pastori di Betlemme, avvisati dagli angeli che proclamavano: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini che egli ama». I pastori, i più poveri tra i poveri di quel tempo, si fidarono dell’annuncio celeste e si dicevano l’un l’altro: «Andiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere».

«Andiamo fino a Betlemme!». La sfida che ci viene lanciata è quella di metterci in cammino e di andare fino a Betlemme, cioè nei luoghi dai quali il mondo che conta rifugge; c’è bisogno di non aver paura di andare contro corrente, di non fermarci alla ovvietà che ci viene propinata dai potenti della comunicazione sociale, ma di ritrovare la capacità dell’ascolto senza pregiudizi e il coraggio di non lasciarci anestetizzare da chi tenta di illuderci chiamando bene ciò che è male e presentando come onesto ciò che invece è latrocinio e ruberia. C’è bisogno di riscoprire nella Betlemme che è il vivere della nostra società chi è pregiudizialmente scartato ed emarginato per accoglierlo e fargli gustare la gioia di una famiglia nella quale ci si vuole bene, ci si comprende e insieme si condivide l’esperienza della fede in Cristo Gesù.

Anche oggi Gesù è presente nel mondo per incontrare ogni persona. Gli occhi della fede ci permettono di riconoscerlo, di accoglierlo e di amarlo soprattutto in tutti coloro che il dolore, la sofferenza, la povertà o la diversità di provenienza hanno emarginato, quasi rendendoli invisibili in una società che per paura si chiude sempre più nell’individualismo e fa fatica a capire la bellezza della gratuità e del dono di sé.

Auguro di cuore a quanti leggeranno questo scritto un Natale ricco di pace e alla Chiesa pisana, in tutti i suoi membri, di essere sempre più capace di aprire le porte del cuore ai più piccoli e ai più poveri della Betlemme del nostro tempo, per proclamare di nuovo con entusiasmo e pienezza d’amore: gloria a Dio nel cielo e pace agli uomini amati dal Signore.

Giovanni Paolo Benotto, arcivescovo di Pisa

Natale 2016, mons. Benotto: «Oggi Betlemme è in mezzo a noi»
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