Vita Chiesa
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Natale 2016, mons. Meini: «Non ci facciamo rubare il Natale»

«Non riduciamo il Natale ad una favola», non «ci facciamo rubare la gioia». È questo l'invito del vescovo di Fiesole, mons. Mario Meini, nel suo messaggio di auguri per il Natale.

Mons. Mario Meini

«Ascoltiamo il libero e sereno invito degli angeli, non il bombardamento aggressivo ed estenuante della pubblicità – scrive il vescovo, che è anche vicepresidente della Cei - . Non riduciamo la festa a un rito esteriore e distratto, fatto di regali forzati e abbuffate nocive. Un piatto prelibato ci appesantisce lo stomaco, non ci libera il cuore. Un nastro luminoso è carino a vedersi, ma non illumina le tenebre della mente, non fa discernere il bene dal male». Perché «solo se “andiamo fino a Betlemme”, come i pastori,  troviamo il segreto della gioia».

Ecco il testo integrale del messaggio:

Natale è festa di gioia. A Betlemme l’angelo invitò i pastori a «non temere» e annunciò loro «una gioia grande per tutto il popolo».

Non sempre è facile trovare motivi di gioia fra le nostre vicende umane e non di rado si affaccia la tentazione della tristezza. La fatica della vita, le difficoltà nelle relazioni, i disagi nella salute, le difficoltà economiche, le ingiustizie, le discriminazioni, le guerre, l’instabilità politica un po’ sotto ogni cielo… Tanti motivi per cedere alla sfiducia.

I pastori di Betlemme, stando con i loro greggi, non vivevano in una condizione migliore della nostra, eppure «se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro». Avevano udito gli angeli e avevano visto il Bambino, per questo, anche fra i disagi della loro povera vita, trovarono la gioia e lodavano Dio.

Non ci facciamo rubare la gioia! Non ci facciamo rubare il Natale!

Ascoltiamo il libero e sereno invito degli angeli, non il bombardamento aggressivo ed estenuante della pubblicità. Non riduciamo la festa a un rito esteriore e distratto, fatto di regali forzati e abbuffate nocive. Un piatto prelibato ci appesantisce lo stomaco, non ci libera il cuore. Un nastro luminoso è carino a vedersi, ma non illumina le tenebre della mente, non fa discernere il bene dal male.

Solo se «andiamo fino a Betlemme», come i pastori,  troviamo il segreto della gioia.

Il vangelo illumina e consola, perché non è una parola fra le tante e, quando l’ascolto, mi penetra il cuore e lo rinnova. Il Bambino nella mangiatoia è un bimbo come tutti, più povero e più semplice di tutti, ma è “Dio vero”, il creatore dell’universo, l’unico capace di offrirmi perdono, sollievo, speranza. È uomo vero e sa cosa c’è nel cuore dell’uomo, conosce le sofferenze anche più nascoste dell’umanità. È Dio vero, l’onnipotente che, comunque, tiene la storia nelle sue mani ed è capace anche di dare la vita oltre la morte.

Qui è il mistero del Natale: Dio fatto uomo.

Inconcepibile per la nostra mente! E infatti molti si rifiutano di credere.

Ma, per chi lo accoglie, cambia la vita, si illumina e si rinnova. Tutto il bene diventa possibile, tutto il male diventa rimediabile. “Nulla è impossibile a Dio”.

Non riduciamo il Natale a una favola.

Il Verbo si è fatto carne, Dio è uomo come noi e dalla sua pienezza noi riceviamo ogni bene. Nella luce della fede tutto s’accende di speranza. Senza la fede il Natale è solo un’illusione, pronta a svanire la sera stessa della festa.

Non ci facciamo rubare il Natale. Andiamo a Betlemme, guardiamo con fede a Gesù: ci troveremo a cantare con gli angeli e avremo anche la forza e la fiducia per affrontare con gioia i grandi problemi della vita.

Buona Natale del Signore che è nato per noi.

Mario Meini, vescovo di Fiesole

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