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Ordine Malta: Boeselager (Gran Cancelliere), elezioni Gran Maestro entro tre mesi

Il Sovrano Ordine di Malta «riafferma la sua fedeltà al Santo Padre; è e resterà al suo servizio. La nostra lealtà è irrevocabile e indiscutibile « e «intendiamo collaborare con il delegato speciale». Ha esordito così Albrecht Boeselager, gran cancelliere del Sovrano Ordine di Malta, illustrando ieri pomeriggio le priorità del governo dell’Ordine stesso dopo le vicende che hanno portato alle dimissioni del gran maestro Fra’ Matthew Festing e al suo reintegro nell’ufficio di gran cancelliere.

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Il Gran cancelliere Albrecht Boeselager (Foto Sir)

Continua l'impegno umanitario. Boeselager, parlando ai giornalisti, presso la sede della Stampa estera, ha assicurato che la priorità rimane «l’impegno umanitario nei 20 ospedali e nelle oltre mille strutture mediche gestite dall’Ordine in tutto il mondo». «Continueremo a rafforzare il nostro impegno al servizio dei più poveri all’interno del quale – ha precisato – la sovranità e la rete diplomatica svolgono un ruolo determinante. Il governo dell’Ordine resterà concentrato sulla cooperazione e il coordinamento con l’Unhcr, la missione Onu in Libia – dove come entità sovrana il nostro compito è incoraggiare il dialogo tra parlamento e rappresentanti della società civile – , la missione navale Sophia e l’Oim». «Stiamo monitorando la situazione in Siria e continueremo – ha proseguito Boeselager – ad affrontare le necessità di rifugiati e migranti attraverso la nostra attività in 120 paesi del mondo» che vedono l’impegno di circa 100mila membri, volontari e personale sanitario.

Elezioni entro tre mesi. Boeselager ha anche assicurato che le elezioni del nuovo gran maestro del Sovrano Ordine di Malta si terranno, come previsto dalla costituzione  dell’Ordine, «entro tre mesi dalla morte o dalle dimissioni del precedente gran maestro, quindi entro aprile, ma la data precisa non è ancora stata fissata. Anzi, il Consiglio Compìto di Stato dovrà anche decidere se eleggere un gran maestro oppure un luogotenente per un anno».

Nessuna interferenza di Papa Francesco. Ad una domanda se il gran maestro Festing sia stato obbligato dal Papa a dimettersi o abbia assunto la decisione in seguito ad un consiglio «pastorale», Boeselager ha risposto: «Non ho visto la lettera di dimissioni e non posso dire nulla. Nessuno di noi è stato presente all’incontro del Santo Padre con il gran maestro».Nel ringraziare i membri della Commissione d’indagine istituita dal Pontefice «per avere rapidamente consegnato il loro rapporto»,  Boeselager ha liquidato come «infondate e ingiustificate le accuse di conflitto di interesse sorte contro i membri» della stessa. «Nessuna connessione» tra l’Ordine e il trust di 120 milioni di cui parlano alcuni organi di stampa, ha assicurato da parte sua il tesoriere Janos Count Esterhazy de Galantha. «Non vera», ha affermato il gran cancelliere, la richiesta del Papa di estromettere i massoni dall’Ordine: «Il Santo Padre – ha precisato – non ha chiesto di estromettere i massoni,  ma che membri dell’Ordine che appartengono ad organizzazioni mondane o non in totale concordanza con la Chiesa debbano lasciarlo, senza parlare esplicitamente di massoni. Ogni nostro  candidato deve dichiarare di non appartenere a massoneria e a organizzazioni ostili alla Chiesa, ma se qualcuno nasconde questa appartenenza per noi è difficile scoprirlo».

Il ruolo del delegato papale. «Non possiamo prevedere né fare commenti sul futuro del cardinale Burke. Sappiamo che il Santo Padre ha annunciato in una lettera che nominerà un delegato speciale», ha detto ancora Albrecht Boeselager, rispondendo alle domande dei giornalisti sulla vicenda che ha condotto ad una crisi del governo dell’Ordine e lo ha visto coinvolto in prima persona. «La crisi di governo che abbiamo avuto resterà un evento marginale nel corso della nostra storia – ha aggiunto -. La vera crisi che stiamo vivendo è quella di milioni di persone che fuggono dai loro paesi, sono torturate, annegano nel Mediterraneo». «Il fatto che il Vaticano abbia cominciato ad occuparsi della crisi quando a me è stato chiesto di dimettermi – ha quindi precisato – non è un’interferenza con la nostra sovranità. Nella lettera del Santo Padre è evidente che il Papa non intende interferire con la nostra sovranità. Il suo intento non è indebolirci ma rafforzare la nostra missione per il futuro». Ad una domanda sul ruolo del delegato pontificio, Boeselager ha risposto: «Il Santo Padre ha indicato che suo compito è concentrarsi esclusivamente sull’aspetto religioso dell’Ordine e sul ruolo dei membri professi».

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