Vita Chiesa
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Papa Francesco, Angelus: «Con Gesù la gioia è di casa»

Vivere l'Avvento nella «vigilanza spirituale per preparare la strada al Signore che viene», ma anche con un «altro atteggiamento interiore»: «la gioia». Lo ha ricordato, ieri mattina, Papa Francesco, prima di guidare la recita dell'Angelus, con i pellegrini giunti a piazza San Pietro.

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«La gioia di Gesù, come dice quel cartello: ‘Con Gesù la gioia è di casa'. Ecco, ci propone la gioia di Gesù!», ha detto il Pontefice, leggendo un cartello portato dai fedeli in piazza. «Il cuore dell'uomo desidera la gioia - ha osservato il Santo Padre -. Tutti desideriamo la gioia, ogni famiglia, ogni popolo aspira alla felicità». Ma, la domanda, «qual è la gioia che il cristiano è chiamato a vivere e a testimoniare?». Per Francesco, «è quella che viene dalla vicinanza di Dio, dalla sua presenza nella nostra vita. Da quando Gesù è entrato nella storia, con la sua nascita a Betlemme, l'umanità ha ricevuto il germe del Regno di Dio, come un terreno che riceve il seme, promessa del futuro raccolto». Dunque, «non occorre più cercare altrove! Gesù è venuto a portare la gioia a tutti e per sempre. Non si tratta di una gioia soltanto sperata o rinviata al paradiso: qui sulla terra siamo tristi ma in paradiso saremo gioiosi. No! Non è questa ma una gioia già reale e sperimentabile ora, perché Gesù stesso è la nostra gioia, e con Gesù la gioia è di casa, come dice quel vostro cartello: con Gesù la gioia è di casa».

Il Papa ha invitato tutti a ripetere più volte la frase scritta sul cartello: «Con Gesù la gioia è di casa». E senza Gesù c'è la gioia? «No! Bravi! Lui è vivo, è il Risorto, e opera in noi e tra noi specialmente con la Parola e i Sacramenti», ha sottolineato il Pontefice. «Tutti noi battezzati, figli della Chiesa - ha spiegato -, siamo chiamati ad accogliere sempre nuovamente la presenza di Dio in mezzo a noi e ad aiutare gli altri a scoprirla, o a riscoprirla qualora l'avessero dimenticata». Si tratta di «una missione bellissima, simile a quella di Giovanni Battista: orientare la gente a Cristo - non a noi stessi! - perché è Lui la meta a cui tende il cuore dell'uomo quando cerca la gioia e la felicità». Il Santo Padre ha ricordato che san Paolo indica le condizioni per essere «missionari della gioia»: «Pregare con perseveranza, rendere sempre grazie a Dio, assecondare il suo Spirito, cercare il bene ed evitare il male». «Se questo sarà il nostro stile di vita - ha avvertito Francesco -, allora la Buona Novella potrà entrare in tante case e aiutare le persone e le famiglie a riscoprire che in Gesù c'è la salvezza».

In Gesù, ha evidenziato il Papa, «è possibile trovare la pace interiore e la forza per affrontare ogni giorno le diverse situazioni della vita, anche quelle più pesanti e difficili». Infatti, «non si è mai sentito di un santo triste o di una santa con la faccia funebre. Mai si è sentito questo! Sarebbe un controsenso. Il cristiano è una persona che ha il cuore ricolmo di pace perché sa porre la sua gioia nel Signore anche quando attraversa i momenti difficili della vita». In realtà, «avere fede non significa non avere momenti difficili ma avere la forza di affrontarli sapendo che non siamo soli. E questa è la pace che Dio dona ai suoi figli». Perciò, ha aggiunto il Pontefice, «con lo sguardo rivolto al Natale ormai vicino, la Chiesa ci invita a testimoniare che Gesù non è un personaggio del passato; Egli è la Parola di Dio che oggi continua ad illuminare il cammino dell'uomo; i suoi gesti - i Sacramenti - sono la manifestazione della tenerezza, della consolazione e dell'amore del Padre verso ogni essere umano». «La Vergine Maria, ‘Causa della nostra gioia', ci renda sempre lieti nel Signore, che viene a liberarci da tante schiavitù interiori ed esteriori», ha concluso il Santo Padre.

Dopo la recita dell'Angelus Papa Francesco si è unito «spiritualmente» a tutta la Polonia, dove ieri è stata accesa la «candela di Natale», riaffermando «l'impegno di solidarietà, specialmente in questo Anno della Caritas che si celebra in Polonia». Il Santo Padre ha salutato «con affetto i bambini venuti per la benedizione dei ‘Bambinelli', organizzata dal Centro Oratori Romani»: «Complimenti! Voi siete stati bravi, siete stati gioiosi qui in piazza, complimenti! E adesso portate il presepio benedetto. Cari bambini, vi ringrazio della vostra presenza e vi auguro buon Natale! Quando pregherete a casa, davanti al vostro presepe, ricordatevi anche di pregare per me, come io mi ricordo di voi. La preghiera è il respiro dell'anima: è importante trovare dei momenti nella giornata per aprire il cuore a Dio, anche con le semplici e brevi preghiere del popolo cristiano». Per questo, il Papa ha fatto ai presenti in piazza «un regalo»: «Vi darò un piccolo libretto tascabile che raccoglie alcune preghiere, per i vari momenti della giornata e per le diverse situazioni della vita». «Prendetene uno ciascuno e portatelo sempre con voi, come aiuto a vivere tutta la giornata con Dio. E perché non dimentichiamo quel messaggio tanto bello che voi avete fatto qui con il cartello: ‘Con Gesù la gioia è di casa'», frase che il Papa ha inviato a ripetere un'altra volta.

Fonte: Sir
Papa Francesco, Angelus: «Con Gesù la gioia è di casa»
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