Vita Chiesa
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Papa Francesco, Angelus: «La Chiesa non ha bisogno di burocrati»

«Il fuoco dello Spirito Santo è una forza creatrice che purifica e rinnova, brucia ogni umana miseria, ogni egoismo, ogni peccato, ci trasforma dal di dentro, ci rigenera e ci rende capaci di amare». Lo ha detto ieri Papa Francesco prima della recita dell’Angelus, da piazza San Pietro.

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Papa Francesco, Angelus (Foto Sir)

Il fuoco sulla terra. Commentando il Vangelo della domenica (Lc 12,49-53), il Papa ha ricordato che «fa parte degli insegnamenti di Gesù rivolti ai discepoli lungo la sua salita verso Gerusalemme, dove l’attende la morte in croce. Per indicare lo scopo della sua missione, Egli si serve di tre immagini: il fuoco, il battesimo e la divisione. Oggi desidero parlare della prima immagine: il fuoco. Gesù la esprime con queste parole: ‘Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso!’ (v.49)». Il fuoco di cui Gesù parla, ha spiegato Francesco, «è il fuoco dello Spirito Santo, presenza viva e operante in noi dal giorno del nostro Battesimo». Gesù, ha aggiunto il Papa, vuole che «lo Spirito Santo divampi come fuoco nel nostro cuore, perché è solo partendo dal cuore che l’incendio dell’amore divino potrà svilupparsi e far progredire il Regno di Dio. Non parte dalla testa, parte dal cuore». Per questo, «Gesù vuole che il fuoco entri nel nostro cuore. Se ci apriamo completamente all’azione di questo fuoco che è lo Spirito Santo, Egli ci donerà l’audacia e il fervore per annunciare a tutti Gesù e il suo consolante messaggio di misericordia e di salvezza, navigando in mare aperto, senza paure. Ma il fuoco incomincia nel cuore».

No ad una Chiesa che non rischia mai. «Con il fuoco dello Spirito Santo – ha poi ricordato il Papa - siamo chiamati a diventare sempre più comunità di persone guidate e trasformate, piene di comprensione, persone dal cuore dilatato e dal volto gioioso». «Nell’adempimento della sua missione nel mondo – ha affermato Francesco – la Chiesa – cioè tutti noi Chiesa – ha bisogno dell’aiuto dello Spirito Santo per non lasciarsi frenare dalla paura e dal calcolo, per non abituarsi a camminare entro i confini sicuri. Questi due atteggiamenti portano la Chiesa ad essere una Chiesa funzionale, che non rischia mai. Invece, il coraggio apostolico che lo Spirito Santo accende in noi come un fuoco ci aiuta a superare i muri e le barriere, ci rende creativi e ci sprona a metterci in movimento per camminare anche su strade inesplorate o scomode, offrendo speranza a quanti incontriamo». Per Francesco, «più che mai oggi c’è bisogno di sacerdoti, di consacrati e di fedeli laici, con lo sguardo attento dell’apostolo, per commuoversi e sostare dinanzi ai disagi e alle povertà materiali e spirituali, caratterizzando così il cammino dell’evangelizzazione e della missione con il ritmo sanante della prossimità. C’è proprio il fuoco dello Spirito Santo che ci porta a farci ‘prossimi’ degli altri: delle persone che soffrono, dei bisognosi; di tante miserie umane, di tanti problemi; dei rifugiati, dei profughi, di quelli che soffrono. Quel fuoco che viene dal cuore».

La Chiesa non ha bisogno di diligenti funzionari, ma di missionari appassionati. «La Chiesa – ha ribadito il Papa - non ha bisogno di burocrati e di diligenti funzionari, ma di missionari appassionati, divorati dall’ardore di portare a tutti la consolante parola di Gesù e la sua grazia. Questo è il fuoco dello Spirito Santo». Poi il Papa Francesco ha ricordato «con ammirazione», «l’esemplare testimonianza» dei «numerosi sacerdoti, religiosi e fedeli laici che, in tutto il mondo, si dedicano all’annuncio del Vangelo con grande amore e fedeltà, non di rado anche a costo della vita». Soffermandosi sul Vangelo di questa domenica (Lc 12,49-53), Francesco ha sottolineato che «se la Chiesa non riceve» il «fuoco» dello Spirito Santo o «non lo lascia entrare in sé, diviene una Chiesa fredda o soltanto tiepida, incapace di dare vita, perché è fatta da cristiani freddi e tiepidi. Ci farà bene, oggi, prendere cinque minuti e domandarci: ‘Ma come va il mio cuore? È freddo? È tiepido? È capace di ricevere questo fuoco?’ Prendiamoci cinque minuti per questo. Ci farà bene a tutti». E poi, ha aggiunto, «chiediamo alla Vergine Maria di pregare con noi e per noi il Padre celeste, affinché effonda su tutti i credenti lo Spirito Santo, fuoco divino che riscalda i cuori e ci aiuta ad essere solidali con le gioie e le sofferenze dei nostri fratelli. Ci sostenga nel nostro cammino l’esempio di san Massimiliano Kolbe, martire della carità, di cui oggi ricorre la festa: egli ci insegni a vivere il fuoco dell’amore per Dio e per il prossimo».

«Sforzatevi di perdonare sempre e abbiate un cuore compassionevole». È l’invito rivolto da Papa Francesco, dopo la recita dell’Angelus, da piazza San Pietro, salutando «con affetto tutti voi, romani e pellegrini presenti!». Anche in questa domenica, ha affermato il Papa, «ho la gioia di salutare alcuni gruppi di giovani: anzitutto gli scout venuti da Parigi; e poi i giovani giunti a Roma in pellegrinaggio a piedi o in bicicletta da Bisuschio, Treviso, Solarolo, Macherio, Sovico, Vall’Alta di Bergamo e i seminaristi del Seminario minore di Bergamo. Ripeto anche a voi le parole che sono state il tema del grande incontro di Cracovia: ‘Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia’». Francesco ha poi salutato «le Associazioni del progetto ‘Cartoline in bicicletta’», concludendo con l’augurio di «una buona domenica e un buon pranzo». E… «per favore, non dimenticatevi di pregare per me. Arrivederci!«

Fonte: Sir
Papa Francesco, Angelus: «La Chiesa non ha bisogno di burocrati»
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