Vita Chiesa
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Papa Francesco, Angelus: Maria «ci mostra che l'essere viene prima del fare»

«Buon giorno. Buona festa!». Così ha esordito stamattina Papa Francesco, prima di guidare la recita dell'Angelus da piazza San Pietro, in occasione della solennità dell'Immacolata.

«Il messaggio dell'odierna festa dell'Immacolata Concezione della Vergine Maria si può riassumere con queste parole: tutto è dono gratuito di Dio, tutto è grazia, tutto è dono del suo amore per noi», ha evidenziato il Pontefice. «L'angelo Gabriele chiama Maria piena di grazia. In lei non c'è spazio per il peccato, perché Dio l'ha prescelta da sempre quale madre di Gesù e l'ha preservata dalla colpa originale - ha spiegato -. Maria corrisponde alla grazia e vi si abbandona dicendo all'angelo: ‘Avvenga per me secondo la tua parola'. Non dice io farò secondo la tua parola, no. Ma avvenga per me. Il Verbo si è fatto carne nel suo grembo». In realtà, ha sottolineato il Santo Padre, «anche a noi è chiesto di ascoltare Dio, che ci parla, e di accogliere la sua volontà secondo la logica evangelica: ‘Niente è più operoso e fecondo che ascoltare e accogliere la parola del Signore', che viene dal Vangelo, dalla Bibbia. Il Signore ci parla sempre». L'atteggiamento di Maria di Nazareth «ci mostra che l'essere viene prima del fare e che occorre lasciar fare a Dio per essere veramente come Lui ci vuole È Lui che fa in noi tante meraviglie».

«Maria è ricettiva, ma non passiva: come a livello fisico riceve la potenza dello Spirito Santo, ma poi dona carne e sangue al Figlio di Dio, che si forma in lei, così sul piano spirituale accoglie la grazia e corrisponde ad essa con la fede», ha fatto notare Francesco all'Angelus. Per questo «sant'Agostino afferma che la Vergine ha concepito prima nel cuore che nel grembo, ha concepito prima la fede e poi il Signore». In effetti, ha chiarito il Papa, «questo mistero dell'accoglienza della grazia, che in Maria, per un privilegio unico, era senza l'ostacolo del peccato, è una possibilità per tutti». Infatti, san Paolo apre la sua lettera agli Efesini con queste parole di lode: «Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo». Dunque, «come Maria viene salutata da santa Elisabetta quale benedetta fra le donne, così anche noi siamo stati da sempre benedetti e perciò amati e perciò scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati». Maria «è stata preservata», mentre noi «siamo stati salvati grazie al Battesimo e alla fede. Tutti, però, sia lei che noi, per mezzo di Cristo, a lode dello splendore della sua grazia, quella grazia di cui l'Immacolata è stata ricolmata in pienezza».

Dono per gli altri. «Di fronte all'amore, di fronte alla misericordia, alla grazia divina riversata nei nostri cuori, la conseguenza che s'impone è una sola: la gratuità», ha sostenuto il Papa all'Angelus. «Nessuno - ha avvertito Francesco - può comperare la salvezza! La salvezza è un dono gratuito del Signore, un dono gratuito di Dio che viene in noi e abita in noi». C'è un'ulteriore conseguenza: «Come abbiamo ricevuto gratuitamente, così gratuitamente siamo chiamati a dare; ad imitazione di Maria, che, subito dopo aver accolto l'annuncio dell'Angelo, va a condividere il dono della fecondità con la parente Elisabetta. Perché, se tutto ci è stato donato, tutto dev'essere ridonato». In che modo? «Lasciando che lo Spirito Santo faccia di noi un dono per gli altri - ha osservato il Pontefice -. Lo Spirito è dono per noi e noi, con la forza dello Spirito, dobbiamo essere dono per gli altri e lasciare che lo Spirito Santo ci faccia diventare strumenti di accoglienza, strumenti di riconciliazione, strumenti di perdono». Allora, «se la nostra esistenza si lascia trasformare dalla grazia del Signore, perché la grazia del Signore ci trasforma, non potremo trattenere per noi la luce che viene dal suo volto, ma la lasceremo passare perché illumini gli altri. Impariamo da Maria, che ha tenuto costantemente lo sguardo fisso sul Figlio e il suo volto è diventato ‘la faccia che a Cristo più si somiglia'», ha concluso.

La Vergine benedica l'Azione cattolica. Dopo la preghiera dell'Angelus, Papa Francesco ha salutato i vari gruppi presenti in piazza san Pietro, riservando parole particolari per i membri dell'Azione Cattolica, che oggi vive il «rinnovo dell'adesione»: «La Vergine Immacolata benedica l'Azione Cattolica e la renda sempre più scuola di santità e di generoso servizio alla Chiesa e al mondo». Oggi, come ogni 8 dicembre, il Pontefice ha concluso la preghiera mariana invitando tutti a stringersi al suo atto di omaggio alla statua dell'Immacolata nel cuore di Roma, preceduto però da una variante: «Oggi pomeriggio mi recherò a Santa Maria Maggiore per salutare la Salus Populi Romani e poi in Piazza di Spagna per rinnovare il tradizionale atto di omaggio e di preghiera ai piedi del monumento all'Immacolata. Sarà un pomeriggio tutto dedicato alla Madonna. Vi chiedo di unirvi spiritualmente a me in questo pellegrinaggio, che esprime la devozione filiale alla nostra Madre celeste». Poi ha ribadito il concetto che «la salvezza è gratuita. Noi abbiamo ricevuto questa gratuità, questa grazia di Dio e dobbiamo darla». «A tutti auguro buona festa e buon cammino di Avvento con la guida della Vergine Maria. Per favore, non dimenticate di pregare per me», ha concluso.

Fonte: Sir
Papa Francesco, Angelus: Maria «ci mostra che l'essere viene prima del fare»
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