Vita Chiesa
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Papa Francesco: Angelus, i poveri sono «al centro» nelle nostre parrocchie?

Essere cristiano ed essere missionario «è la stessa cosa», quindi per chi appartiene alla Chiesa la «priorità» è e sarà sempre l’evangelizzazione, soprattutto verso gli «scartati della società». Papa Francesco lo ha ripetuto all’Angelus ieri in Piazza San Pietro.

Percorsi: Papa Francesco - Povertà
Papa francesco all'Angelus di domenica 24 gennaio

«Probabilmente al tempo di Gesù» i poveri «non erano al centro della comunità di fede». E «oggi, nelle nostre comunità parrocchiali, nelle associazioni, nei movimenti, siamo fedeli al programma di Gesù? L’evangelizzazione dei poveri, portare loro il lieto annuncio, è la priorità?». A chiederlo ai fedeli, in una piazza San Pietro come al solito gremita, è stato il Papa, che durante l’Angelus di ieri ha precisato: «Non si tratta di fare assistenza sociale, tanto meno attività politica. Si tratta di offrire la forza del Vangelo di Dio, che converte i cuori, risana le ferite, trasforma i rapporti umani e sociali secondo la logica dell’amore. I poveri, infatti, sono al centro del Vangelo». Ma che cosa significa evangelizzare i poveri? «Significa avvicinarli, servirli, liberarli dalla loro oppressione, e tutto questo nel nome e con lo Spirito di Cristo, perché è Lui il Vangelo di Dio, è Lui la Misericordia di Dio, è Lui la liberazione di Dio», la risposta di Francesco, che ha ribadito che «l’annuncio messianico del Regno di Dio venuto in mezzo a noi si rivolge in modo preferenziale agli emarginati, ai prigionieri, agli oppressi». Di qui l’invito a «sentire fortemente la fame e la sete del Vangelo che c’è nel mondo, specialmente nel cuore e nella carne dei poveri».

«Evangelizzare i poveri: questa è la missione di Gesù; questa è anche la missione della Chiesa, e di ogni battezzato nella Chiesa». Ne è convinto il Papa, che durante l’Angelus di ieri ha ribadito: «Essere cristiano ed essere missionario è la stessa cosa. Annunciare il Vangelo, con la parola e, prima ancora, con la vita, è la finalità principale della comunità cristiana e di ogni suo membro». «Gesù – ha spiegato – è diverso dai maestri del suo tempo: non ha aperto una scuola per lo studio della Legge, ma va in giro a predicare e insegna dappertutto: nelle sinagoghe, per le strade, nelle case. Gesù è diverso anche da Giovanni Battista, il quale proclama il giudizio imminente di Dio, mentre Gesù annuncia il suo perdono di Padre». È nella sinagoga di Nazaret, il villaggio dove Gesù è cresciuto fino a circa trent’anni, che si delinea la missione di Gesù, ha sottolineato Francesco riferendosi a quell'«avvenimento importante» durante il quale Gesù «si alza per leggere la Sacra Scrittura, apre il rotolo del profeta Isaia e prende il passo dove è scritto: ‘Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio’. Poi, dopo un momento di silenzio pieno di attesa, dice, tra lo stupore generale: ‘Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato'».

Fonte: Sir
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