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Papa Francesco, Angelus: la Chiesa deve «pescare» gli uomini con il perdono. Appello per la Siria

«Con viva preoccupazione seguo la drammatica sorte delle popolazioni civili coinvolte nei violenti combattimenti in Siria e costrette ad abbandonare tutto per sfuggire agli orrori della guerra». Sono le parole del Papa, che dopo l’Angelus, in cui ha commentato il brano della chiamata degli Apostoli, ha lanciato un appello alla comunità internazionale. Francesco ha anche denunciato la tratta degli esseri umani e salutato il «caro fratello Kirill».

Angelus del Papa (Foto Sir)

Parlando della situazione in Siria Francesco ha auspicato che, «con generosa solidarietà, si presti l’aiuto necessario per assicurare loro sopravvivenza e dignità», e ha rivolto un appello alla comunità internazionale «affinché non risparmi alcuno sforzo per portare con urgenza al tavolo del negoziato le parti in causa». «Solo una soluzione politica del conflitto sarà capace di garantire un futuro di riconciliazione e di pace a quel caro e martoriato Paese, per il quale vi invito a pregare molto», l’augurio di finale di Francesco.

Prima dell'Angelus Francesco aveva commentato il brano del Vangelo di Luca che racconta la chiamata dei primi discepoli di Gesù: «Questa è la logica che guida la missione di Gesù e la missione della Chiesa: andare in cerca, pescare gli uomini e le donne per restituire a tutti la piena dignità e libertà, mediante il perdono dei peccati». «Questo – ha proseguito - è l’essenziale del cristianesimo: diffondere l’amore rigenerante e gratuito di Dio, con atteggiamento di accoglienza e di misericordia verso tutti, perché ognuno possa incontrare la tenerezza di Dio e avere pienezza di vita». 

La fiducia di Pietro, che getta le reti fidandosi della parola di Gesù, «non viene delusa», ha commentato il Papa, che a proposito del rapporto tra Gesù e Pietro ha fatto notare che «tale presenza ravvicinata suscita in Pietro un forte senso della propria meschinità e indegnità». «Da un punto di vista umano, pensa che ci debba essere distanza tra il peccatore e il Santo», ha spiegato il Papa: «In verità, proprio la sua condizione di peccatore richiede che il Signore non si allontani da lui, allo stesso modo in cui un medico non può allontanarsi da chi è malato. La risposta di Gesù a Simon Pietro è rassicurante e decisa: ‘Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini'». «Sappiamo fidarci veramente della parola del Signore? Oppure ci lasciamo scoraggiare dai nostri fallimenti?», ha chiesto il Papa, secondo il quale «in questo Anno Santo della Misericordia siamo chiamati a confortare quanti si sentono peccatori e indegni di fronte al Signore e abbattuti per i propri errori».

«Saluto la comunità sacerdotale del Collegio Messicano di Roma, con altri messicani: grazie per il vostro impegno di accompagnare con la preghiera il viaggio apostolico in Messico che compirò tra pochi giorni, e anche l’incontro che avrò a L’Avana con il mio caro fratello Kirill». È lo speciale saluto rivolto dal Papa al termine dell’Angelus, dopo essersi unito ai vescovi italiani nella Giornata per la vita, auspicando «da parte dei vari soggetti istituzionali, educativi e sociali un rinnovato impegno in favore della vita umana dal concepimento al suo naturale tramonto». «La nostra società va aiutata a guarire da tutti gli attentati alla vita, osando un cambiamento interiore, che si manifesta anche attraverso opere di misericordia», l’appello di Francesco, che ha salutato e incoraggiato anche «i docenti universitari di Roma e quanti sono impegnati a testimoniare la cultura della vita».

Facendo riferimento alla Giornata di preghiera e riflessione contro la tratta di persone, che si celebra oggi il Papa ha poi lanciato un altro appello: «Occorre fare ogni sforzo per debellare questo crimine e questa intollerabile vergogna». Per Francesco la Giornata anti-tratta «offre a tutti l’opportunità di aiutare i nuovi schiavi di oggi a rompere le pesanti catene dello sfruttamento per riappropriarsi della loro libertà e dignità». «Penso in particolare a tante donne e uomini, e a tanti bambini!», ha esclamato Francesco. Sempre oggi, «nell’Estremo Oriente e in varie parti del mondo, milioni di uomini e donne celebrano il capodanno lunare», ha ricordato il Papa: «A tutti auguro di sperimentare serenità e pace in seno alle loro famiglie, che costituiscono il primo luogo in cui si vivono e si trasmettono i valori dell’amore e della fraternità, della convivenza e della condivisione, dell’attenzione e della cura dell’altro», il suo augurio. «Possa il nuovo anno portare frutti di compassione, misericordia e solidarietà», ha concluso.

Fonte: Sir
Papa Francesco, Angelus: la Chiesa deve «pescare» gli uomini con il perdono. Appello per la Siria
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