Vita Chiesa
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Papa Francesco, Messa: «I care», come don Milani curiamoci degli altri ma senza buonismi

Un pastore deve essere appassionato, deve saper discernere e deve anche saper denunciare il male. È quanto affermato da Papa Francesco nella Messa mattutina a Casa Santa Marta dove si è soffermato sulla figura dell’apostolo Paolo per poi rivolgere il pensiero all’esempio offerto da don Milani. 

Papa Francesco, Messa: «I care», come don Milani curiamoci degli altri ma senza buonismi

La prima qualità del «pastore vero», ha detto Francesco – secondo quanto riporta Radio Vaticana -, è di essere «appassionato». Appassionato «fino al punto di dire alla sua gente, al suo popolo: ‘Io provo per voi una specie di gelosia divina’». È «divinamente geloso», ha commentato il Papa. Una seconda caratteristica, ha proseguito, consiste nell’essere «un uomo che sa discernere»: «Sa che c’è nella vita la seduzione. Il padre della menzogna è un seduttore. Il pastore, no. Il pastore ama. Ama. Invece il serpente, il padre della menzogna, l’invidioso è un seduttore. È un seduttore che cerca di allontanare dalla fedeltà». Terza caratteristica del «pastore vero»: «La capacità di denunciare». Per il Papa, «un apostolo non può essere un ingenuo»: «Il Buon Pastore sa denunciare, con nome e cognome» come appunto faceva san Paolo.

Francesco è dunque tornato alla sua visita a Bozzolo e Barbiana, nei posti, ha commentato, «di quei due bravi pastori italiani». E parlando di don Milani, si è riferito a quello che era il suo «motto» quando «insegnava ai suoi ragazzi»: «I care. Ma cosa significa? Mi hanno spiegato: con questo lui voleva dire ‘mi importa’. Insegnava che le cose si dovevano prendere sul serio, contro il motto di moda in quel tempo che era ‘non mi importa’, ma detto in altro linguaggio, che io non oso dirlo qui. E così insegnava ai ragazzi ad andare avanti. Prendi cura: prenditi cura della tua vita, e ‘questo no!’». Saper dunque denunciare anche «quello che va contro la tua vita». E tante volte, ha detto, «perdiamo questa capacità di condanna e vogliamo portare avanti le pecore un po’ con quel buonismo che non solo è ingenuo» ma «fa male». Quel «buonismo dei compromessi», per «attirarsi l’ammirazione o l’amore dei fedeli lasciando fare».

«Paolo l’apostolo, lo zelo apostolico di Paolo, appassionato, zelante: prima caratteristica. Uomo – ha ripreso Francesco – che sa discernere perché conosce la seduzione e sa che il diavolo seduce – seconda caratteristica. E un uomo con capacità di condanna delle cose che faranno male alle sue pecore: terza caratteristica». Il Papa ha quindi concluso con una preghiera «per tutti i pastori della Chiesa, perché san Paolo interceda davanti al Signore, perché tutti noi pastori possiamo avere queste tre tracce per servire il Signore».

Fonte: Sir
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