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Papa Francesco, Messa a San Stanislao, «Siamo viandanti, ma non erranti»

«Pietro è testimone della speranza che è in Cristo» ed «è il punto di riferimento saldo della comunità perché è fondato sulla Roccia che è Cristo. Così è stato Giovanni Paolo II, vera pietra ancorata alla grande Roccia». Lo ha detto ieri mattina Papa Francesco, celebrando una Messa per la comunità polacca in ringraziamento della canonizzazione di Papa Giovanni Paolo II, nella chiesa di san Stanislao alle Botteghe Oscure, a Roma.

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«Una settimana dopo la canonizzazione di Giovanni XXIII e di Giovanni Paolo II, ci siamo radunati in questa chiesa dei polacchi in Roma - ha affermato -, per ringraziare il Signore del dono del santo Vescovo di Roma figlio della vostra Nazione». Nella chiesa di san Stanislao Karol Wojtyla «è venuto più di 80 volte! È sempre venuto qui, nei diversi momenti della sua vita e della vita della Polonia». Anche «nei momenti di tristezza e di abbattimento, quando tutto sembrava perduto, egli non perdeva la speranza, perché la sua fede e la sua speranza erano fisse in Dio. E così era pietra, roccia per questa comunità, che qui prega, che qui ascolta la Parola, prepara ai Sacramenti e li amministra, accoglie chi ha bisogno, canta e fa festa, e da qui riparte verso le periferie di Roma...».

«Voi, fratelli e sorelle - ha proseguito il Pontefice, rivolto alla comunità polacca -, fate parte di un popolo che è stato molto provato nella sua storia. Il popolo polacco sa bene che per entrare nella gloria bisogna passare attraverso la passione e la croce. E lo sa non perché l'ha studiato, lo sa perché lo ha vissuto». Anche «san Giovanni Paolo II, come degno figlio della sua patria terrena, ha seguito questa via. L'ha seguita in modo esemplare, ricevendo da Dio una spogliazione totale». Per questo «la sua carne riposa nella speranza». «E noi? Siamo disposti a seguire questa strada? Voi, cari fratelli, che formate oggi la comunità cristiana dei polacchi a Roma, volete seguire questa strada?», ha domandato il Santo Padre. «San Pietro - ha aggiunto -, anche con la voce di san Giovanni Paolo II, vi dice: ‘Comportatevi con timore di Dio nel tempo in cui vivete quaggiù come stranieri'». Francesco ha, quindi, osservato: «È vero, siamo viandanti, ma non erranti! Eh, in cammino, ma sappiamo dove andiamo, eh! Gli erranti non lo sanno. Siamo pellegrini, ma non randagi - come diceva san Giovanni Paolo II».

«I due discepoli di Emmaus all'andata erano erranti, non sapevano dove sarebbero andati a finire, ma al ritorno no! Al ritorno erano testimoni della speranza che è Cristo! Perché avevano incontrato Lui, il Viandante Risorto», ha sottolineato il Papa. Questo Gesù, ha ribadito, «è il Viandante Risorto che cammina con noi. È qui Gesù oggi, è qui fra noi. È qui nella sua Parola, è qui sull'altare, cammina con noi, è il Viandante Risorto». Ma, ha assicurato il Pontefice, «anche noi possiamo diventare ‘viandanti risorti', se la sua Parola riscalda il nostro cuore, e la sua Eucaristia ci apre gli occhi alla fede e ci nutre di speranza e di carità. Anche noi possiamo camminare accanto ai fratelli e alle sorelle che sono tristi e disperati, e riscaldare il loro cuore con il Vangelo, e spezzare con loro il pane della fraternità». Infine, l'auspicio: «san Giovanni Paolo II ci aiuti ad essere ‘viandanti risorti'». Al termine della celebrazione eucaristica, alla quale era presente il cardinale vicario Agostino Vallini, la comunità dei polacchi ha donato al Santo Padre un'immagine di «Gesù misericordioso». Prima di lasciare la chiesa, Papa Francesco ha salutato i fedeli, ringraziandoli per la partecipazione, e un gruppo di senzatetto.

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