Vita Chiesa
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Papa Francesco, Messa: opere di misericordia cuore della nostra fede

Le opere di misericordia sono al cuore della nostra fede in Dio. E’ quanto affermato da Papa Francesco nella Messa mattutina a Casa Santa Marta, la prima dopo la pausa natalizia. Soffermandosi sulla prima lettura, tratta dalla Prima Lettera di San Giovanni Apostolo, Il Papa, riferisce Radio Vaticana, ha spiegato che «rimanere in Dio è un po’ il respiro della vita cristiana, e lo stile», e ha sottolineato l’importanza delle opere di misericordia.

Percorsi: Papa Francesco
Messa a Santa Marta (Foto Sir)

«Quanta gente – ha osservato – troviamo, nella vita, che sembra spirituale: ‘Ma che persona spirituale, questa!’; ma non parlare di fare opere di misericordia. Perché? Perché le opere di misericordia sono proprio il concreto della nostra confessione che il Figlio di Dio si è fatto carne: visitare gli ammalati, dare da mangiare a chi non ha cibo, aver cura degli scartati … Opere di misericordia: perché? Perché ogni fratello nostro, che dobbiamo amare, è carne di Cristo. Dio si è fatto carne per identificarsi con noi. E quello che soffre è il Cristo che lo soffre». Possiamo fare «tanti piani pastorali» ha aggiunto, immaginare nuovi «metodi per avvicinarci alla gente», ma «se non facciamo la strada di Dio venuto in carne, del Figlio di Dio che si è fatto Uomo per camminare con noi, non siamo sulla strada del buon spirito: è l’anticristo, è la mondanità, è lo spirito del mondo».

Nell’omelia della Messa odierna a Santa Marta, il Papa, riferisce Radio Vaticana, ha esortato a mettere «alla prova gli spiriti, per saggiare se provengono veramente da Dio». Si tratta, ha spiegato, di «saggiare» che  «cosa succede nel mio cuore», qual è la radice «di ciò che sto sentendo adesso». Questo è «mettere alla prova per saggiare»: se quello che «sento viene da Dio» o viene dall’altro, «dall’anticristo». La mondanità, aggiunto, è proprio «lo spirito che ci allontana dallo Spirito di Dio che ci fa rimanere nel Signore», e il criterio per «fare un bel discernimento» è solo quello indicato dall’Apostolo Giovanni: «Ogni spirito che riconosce Gesù Cristo venuto nella carne, è da Dio, e ogni spirito che non riconosce Gesù non è da Dio». Il criterio è dunque «l’Incarnazione. Io posso sentire tante cose dentro, anche cose buone, idee buone. Ma se queste idee buone, questi sentimenti, non mi portano a Dio che si è fatto carne, non mi portano al prossimo, al fratello, non sono di Dio». Il servizio al prossimo, «al fratello, alla sorella che ha bisogno» anche «di un consiglio, che ha bisogno del mio orecchio per essere ascoltato», «questi sono i segni che andiamo sulla strada del buono spirito, cioè sulla strada del Verbo di Dio che si è fatto carne». «Chiediamo al Signore – l’esortazione del Papa -, oggi, la grazia di conoscere bene cosa succede nel nostro cuore, cosa ci piace fare, cioè quello che a me tocca di più: se lo spirito di Dio, che mi porta al servizio degli altri, o lo spirito del mondo che gira intorno a me stesso, alle mie chiusure, ai miei egoismi, a tante altre cose… Chiediamo la grazia di conoscere cosa succede nel nostro cuore».

Fonte: Sir
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