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Papa Francesco, Regina caeli: «Uscire dalle chiese» per arrivare a tutti

Durante il Regina caeli, ieri in piazza San Pietro, Papa Francesco ha spiegato il senso della solennità dell'Ascensione, ha salutato tutte le mamme e invitato gli operatori della comunicazione ad essere sempre rispettosi della verità e della misericordia.

Papa Francesco al Regina caeli (Foto Sir)

«Da quel giorno per gli apostoli e per ogni discepolo di Cristo è stato possibile abitare a Gerusalemme e in tutte le città del mondo, anche in quelle più travagliate dall’ingiustizia e dalla violenza, perché sopra ogni città c’è lo stesso cielo ed ogni abitante può alzare lo sguardo con speranza». Con queste parole, durante il Regina Caeli di ieri, il Papa ha spiegato il significato della festa dell’Ascensione. «Gesù, Dio, è uomo vero, con il suo corpo di uomo è in cielo!», ha proseguito: «E questa è la nostra speranza, è l’àncora nostra, e noi siamo saldi in questa speranza se guardiamo il cielo», quel cielo in cui «abita quel Dio che si è rivelato così vicino da prendere il volto di un uomo, Gesù di Nazaret». Gesù «rimane per sempre il Dio-con-noi – ricordiamo questo: Emmanuel, Dio con noi – e non ci lascia soli!», ha esclamato Francesco: «Possiamo guardare in alto per riconoscere davanti a noi il nostro futuro». Di qui la necessità, per ogni cristiano, di una «testimonianza fatta non solo con le parole ma anche con la vita quotidiana». È questa, per il Papa, «la testimonianza che ogni domenica dovrebbe uscire dalla nostre chiese per entrare durante la settimana nelle case, negli uffici, a scuola, nei luoghi di ritrovo e di divertimento, negli ospedali, nelle carceri, nelle case per gli anziani, nei luoghi affollati degli immigrati, nelle periferie della città… Questa testimonianza noi dobbiamo portare ogni settimana: Cristo è con noi; Gesù è salito al cielo, è con noi; Cristo è vivo!». Il Signore risorto, con il dono dello Spirito – ha concluso il Papa – continua ad aprire la nostra mente e il nostro cuore, per annunciare il suo amore e la sua misericordia anche negli ambienti più refrattari delle nostre città».

Il grazie alle mamme. «Oggi in tanti Paesi si celebra la festa della mamma; ricordiamo con gratitudine e affetto tutte le mamme – quelle che sono oggi in piazza, le nostre mamme, quelle che ancora sono tra noi e quelle che sono andate in cielo – affidandole a Maria, la mamma di Gesù». Sono le parole con cui il Papa ieri, dopo la recita del Regina Caeli, ha esortato le decine di migliaia fedeli presenti a recitare insieme una Ave Maria «per tutte le mamme, nella giornata loro dedicata. Tra i fedeli, Francesco ha rivolto un saluto particolare ai partecipanti alla Marcia della Vita e ai «numerosi cresimandi della diocesi di Genova: «Siete rumorosi, genovesi!», il suo saluto.

Il saluto ai giornalisti. «Rivolgo a tutti gli operatori della comunicazione un saluto cordiale, e auspico che il nostro modo di comunicare nella Chiesa abbia sempre un chiaro stile evangelico, uno stile che unisca la verità e la misericordia». È lo speciale saluto del Papa ai giornalisti, rivolto ieri in occasione della 50ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, «voluta dal Concilio Vaticano II», ha ricordato Francesco. «I padri conciliari, riflettendo sulla Chiesa del mondo contemporaneo, compresero l’importanza cruciale delle comunicazioni, che possono gettare ponti tra le persone, le famiglie, i gruppi sociali, i popoli», ha detto il Papa davanti a decine di migliaia di persone che hanno gremito piazza San Pietro fino a via della Conciliazione. «E questo sia nell’ambiente fisico sia in quello digitale», ha puntualizzato Francesco citando il Messaggio per la giornata di ieri.

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