Vita Chiesa
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Papa Francesco: Sinodo «Dio è sempre più grande delle nostre logiche e delle nostre carte»

Il «Sinodo non è un convegno o un parlatorio, non è un Parlamento o un Senato dove ci si mette d’accordo: è un’espressione ecclesiale». Questo il forte richiamo del Papa in apertura del Sinodo sulla famiglia.

Il Papa nell'Aula del Sinodo (Foto Sir)

«Il Sinodo è un camminare insieme, con spirito collegiale e di sinodalità, adottando coraggiosamente la parresia, lo zelo pastorale e dottrinale, la saggezza, la franchezza e mettendo sempre davanti ai nostri occhi il bene della Chiesa, il bene delle famiglie e la suprema lex, la salus animarum». Sono le prime parole pronunciate dal Papa all’apertura della XVI Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi, che si è aperto oggi in Vaticano sul tema: «La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo». «Il Sinodo - ha ribadito Francesco ai 270 padri sinodale - non è un convegno o un parlatorio, non è un Parlamento o un Senato dove ci si mette d’accordo: è un’espressione ecclesiale, è la Chiesa che cammina insieme per leggere la realtà con gli occhi della famiglia e il cuore di Dio. È la Chiesa che si interroga sulla fedeltà al deposito della fede, che per essa non rappresenta un museo da guardare o salvaguardare, ma è una fonte viva dalla quale la Chiesa si disseta per dissetare e illuminare il deposito della fede».

«Dio è sempre più grande delle nostre logiche e delle nostre carte», ha ricordato ai 270 padri sinodali il Papa, che nel discorso di apertura del Sinodo sulla famiglia ha tracciato una sorta di carta d’identità dell’assise istituita 50 anni fa da Paolo VI. «Il Sinodo - ha ricordato - si muove necessariamente nel seno della Chiesa e dentro il santo popolo di Dio, di cui noi facciamo parte in qualità di pastori, ossia servitori». «Il Sinodo - ha proseguito - è uno spazio protetto, dove la Chiesa sperimenta l’azione dello Spirito Santo», il quale «parla attraverso la lingua di tutte le persone che si lasciano guidare dal Dio che sorprende sempre, dal Dio che rivela ai piccoli ciò che nasconde ai sapienti e agli intellettuali, dal Dio che ha creato la legge e il sabato per l’uomo e non viceversa, dal Dio che lascia le novantanove pecorelle per cercare l’unica pecorella smarrita, dal Dio che è sempre più grande delle nostre logiche e delle nostre carte».

Serve il «coraggio apostolico», per «non fare della nostra vita cristiana un museo di ricordi». Ne è convinto il Papa, che ai padri sinodali ha detto che «potrà esserci spazio all’azione dello Spirito solo se noi ci rivestiamo di coraggio apostolico, umiltà evangelica e orazione fiduciosa». Quel «coraggio apostolico», ha spiegato Francesco, che «non si lascia impaurire né di fronte alle seduzione di un mondo che tende a spegnere nel cuore degli uomini la luce della verità, sostituendola con piccole e temporanee luci, e nemmeno di fronte all’impietrimento di alcuni cuori che, nonostante le buone intenzioni, allontanano le persone da Dio». I padri sinodali, dunque, devono avere «il coraggio apostolico per non fare della nostra vita cristiana un museo di ricordi». Secondo requisito: «L’umiltà evangelica che sa svuotarsi delle proprie convinzioni e pregiudizi per ascoltare i fratelli vescovi e riempirsi di Dio; umiltà che punta il dito non contro gli altri per giudicarli, ma per tendergli la mano per rialzarli senza mai sentirsi superiori a loro». 

«Senza lasciarsi guidare dallo Spirito, tutte le nostre decisioni saranno solo delle decorazioni, che invece di esaltare il Vangelo lo ricoprono e lo nascondono». È l’ammonimento del Papa ai 270 padri sinodali, ai quali ha illustrato il terzo requisito essenziale per vivere il Sinodo sulla famiglia che comincia oggi: l’orazione fiduciosa, che si aggiunge al coraggio apostolico e all’umiltà evangelica. «L’orazione fiduciosa - ha spiegato Francesco - è l’orazione dl cuore quando si apre a Dio, quando si fanno tacere tutti i nostri cuori per ascoltare la soave voce di Dio che parla nel silenzio». «Senza ascoltare Dio le nostre parole saranno soltanto parole, che non saziano e non servono», ha denunciato il Papa.

«L’unico metodo del Sinodo è quello di aprirsi allo Spirito Santo, con coraggio apostolico, con umiltà evangelica e con orazione fiduciosa, affinché sia Lui a guidarci, a illuminarci, e a farci mettere davanti agli occhi con i nostri pareri personali, ma con la fede in Dio, la fedeltà al Vangelo, al bene della Chiesa e alla salus animarum», ha precisato il Papa, nella parte finale del suo discorso di apertura del Sinodo, in cui ha ribadito, come all’inizio, che il Sinodo «non è un Parlamento, dove per raggiungere un consenso, un accordo comune si ricorre al negoziato, al patteggiamento o ai compromessi». Al termine del suo discorso, dopo aver ringraziato la Segreteria del Sinodo e tutti i padri sinodali, il Papa ha rivolto «uno speciale ringraziamento ai giornalisti presenti in questo momento e a quelli che ci seguono da lontano. Grazie per la vostra appassionata partecipazione e la vostra ammirevole attenzione!».

Fonte: Asca
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