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Papa Francesco ai giovani di Sarajevo: «siete i fiori di primavera»

«Voi siete i fiori di primavera del dopoguerra. Lavorate per la pace tutti insieme. Che questo sia un Paese di Pace. Pace che ci porterà gioia. La pace si costruisce insieme, musulmani, ebrei, ortodossi e cattolici. Tutti siamo fratelli, tutti adoriamo un unico Dio». Con queste parole, dette a braccio, Papa Francesco si è rivolto ai circa 2000 giovani che assiepavano, dentro e fuori, il centro interdiocesano giovanile «Giovanni Paolo II».  (testo integrale)

Papa Francesco ai giovani di Sarajevo: «siete i fiori di primavera»

Più che un incontro è stato un ‘botta e risposta’ con alcuni di oro che lo hanno interpellato su alcuni temi, non ultimo quelli legati alla televisione e all’uso dei social media. «La televisione mi alienava, non mi aiutava - ha detto il Pontefice - sono antico, dell’età della pietra. Oggi viviamo nel tempo dell’immagine ma si deve fare la stessa cosa che si faceva al tempo dei libri: scegliere e cose che mi fanno bene». Francesco ha ricordato che è «responsabilità dei centri televisivi di produrre programmi che facciano bene alla società, con valori che portano avanti e non giù, realizzare programmi che ci aiutino a far diventare i valori più forti e che ci preparino alla vita».

Altra responsabilità, ha detto il Pontefice, è quella che spetta a ciascuno di noi: «sapere scegliere i programmi. Se vedo che un programma non mi fa bene, mi fa diventare volgare devo cambiare canale». Francesco ha poi parlato della «cattiva fantasia» quella che uccide l’anima». E ha spiegato: «Se tu che sei giovane vivi attaccato al pc e ne diventi schiavo, perdi la libertà. Se tu nel pc cerchi programmi sporchi perdi la dignità». «Vedete la tv e usate il pc per le cose belle e grandi, quelle che ci fanno crescere, questo è buono». Papa Francesco ha poi affrontato il tema della pace, partendo dalla gioia che i giovani gli esprimono: «quando incontro i giovani sento la gioia e l’amore che hanno. Voi avete una singolarità: siete la prima generazione dopoguerra, voi siete fiori di una primavera che vuol andare avanti e non tornare alla distruzione e alle cose che ci rendono nemici. Io trovo in voi questa voglia ed entusiasmo, e questo è nuovo per me. Vedo che voi non volete la distruzione, essere nemici e volete camminare insieme. Questo è grande. Vogliamo essere noi, e non ‘io e loro’, per non distruggere il Paese. Ebrei, cristiani, ortodossi islamici siamo noi. Avete una vocazione grande: ‘mai costruire muri solo ponti. Questo è fare la pace e questo è proprio della vostra generazione».

Tuttavia, ha avvertito il Pontefice, «tutti parlano della pace. Alcuni potenti della terra parlano della pace ma sotto vendono le armi. Da voi io mi aspetto onestà fra ciò che pensate, sentite e fate, il contrario si chiama ipocrisia. Mi aspetto da voi onestà non ipocrisia, unione, fare i ponti e lasciarli aperti, questa è fratellanza». Al termine dell’incontro Papa Francesco ha ricevuto un cesto contenente 2000 preghiere scritte dai giovani durante la veglia di preghiera di ieri sera, una risposta alla sua richiesta di «pregate per me». Il pontefice ha ricambiato con una statua di Giovanni Paolo II. Salutando dal terrazzo i giovani all’esterno del Centro il Pontefice ha così concluso: «voi siete i fiori di primavera del dopo guerra. Lavorate per la pace tutti insieme. Mir Vama, la pace sia con voi!».

Testo integrale del discorso fatto a braccio dal Papa e di quello preparato per l'incontro

Fonte: Sir
Papa Francesco ai giovani di Sarajevo: «siete i fiori di primavera»
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