Vita Chiesa
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Papa Francesco: ai malavitosi «rinnovo il pressante invito alla conversione»

«I gesti esteriori di religiosità non bastano per accreditare come credenti quanti, con la cattiveria e l’arroganza tipica dei malavitosi, fanno dell’illegalità il loro stile di vita». Papa Francesco ha avuto oggi parole nette contro gli affiliati alla criminalità organizzata, ricevendo in udienza i fedeli della diocesi di Cassano all’Jonio, accompagnati dal vescovo monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, e da altri vescovi calabresi. 

Parole chiave: Calabria (6)

«Chi ama Gesù, chi ne ascolta e accoglie la Parola e chi vive in maniera sincera la risposta alla chiamata del Signore non può in nessun modo darsi alle opere del male - ha ribadito, ricordando la sua visita nella diocesi di Cassano -. Non si può dirsi cristiani e violare la dignità delle persone; quanti appartengono alla comunità cristiana non possono programmare e consumare gesti di violenza contro gli altri e contro l’ambiente». «I gesti esteriori di religiosità non accompagnati da vera e pubblica conversione - ha sottolineato - non bastano per considerarsi in comunione con Cristo e con la sua Chiesa». A quanti «hanno scelto la via del male e sono affiliati a organizzazioni malavitose rinnovo il pressante invito alla conversione»: «Aprite il vostro cuore al Signore! Il Signore vi aspetta e la Chiesa vi accoglie se, come pubblica è stata la vostra scelta di servire il male, chiara e pubblica sarà anche la vostra volontà di servire il bene».

Il Papa ha salutato con calore i rappresentanti della Comunità Emmanuel «esempio di accoglienza e di condivisione con i più deboli»: «Giovani devastati dalla droga hanno trovato in voi e nelle vostre strutture il ‘buon samaritano’ che ha saputo chinarsi sulle loro ferite e ha saputo ungerle con il balsamo della vicinanza e dell’affetto. Mettendovi al fianco di giovani e adulti soggiogati dalle dipendenze, voi avete abbracciato Gesù sofferente e avete seminato la speranza».

A tutti i fedeli della diocesi ha detto: «la bellezza della vostra terra è un dono di Dio e un patrimonio da conservare e tramandare in tutto il suo splendore alle future generazioni. Pertanto occorre l’impegno coraggioso di tutti, ad iniziare dalle istituzioni, affinché essa non sia sfregiata in maniera irreparabile da interessi meschini».

Papa Francesco ha concluso con un grande invito alla speranza, soprattutto per i giovani e per «quanti vivono l’esperienza del dolore e della sofferenza». Perciò ha esortato le comunità cristiane «ad essere protagoniste di solidarietà, a non fermarsi di fronte a chi, per mero interesse personale, semina egoismo, violenza e ingiustizia». «Opponetevi alla cultura della morte e siate testimoni del Vangelo della vita!», ha scandito, per «guardare con occhi nuovi e disponibili alle tante nuove forme di povertà che gettano nella disperazione tanti giovani e tante famiglie». 

Fonte: Sir
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