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Papa Francesco al corpo diplomatico: leader religiosi condannino terrorismo

Il «terrorismo di matrice fondamentalista» è «conseguenza della cultura dello scarto applicato a Dio». Lo ha detto il Papa, che nel discorso al Corpo diplomatico ha auspicato che «i leader religiosi, politici e intellettuali specialmente musulmani, condannino qualsiasi interpretazione fondamentalista ed estremista della religione, volta a giustificare tali atti di violenza» e ha sollecitato la comunità internazionale a «non essere indifferente».

Il Medio Oriente, ha ricordato il Papa, oltre al conflitto tra israeliani e palestinesi, «è purtroppo attraversato anche da altri conflitti, che si protraggono ormai da troppo tempo e i cui risvolti sono agghiaccianti anche per il dilagare del terrorismo di matrice fondamentalista in Siria ed in Iraq». «Tale fenomeno è conseguenza della cultura dello scarto applicata a Dio», ha ammonito Francesco, secondo il quale «il fondamentalismo religioso, prima ancora di scartare gli esseri umani perpetrando orrendi massacri, rifiuta Dio stesso, relegandolo a un mero pretesto ideologico». «Di fronte a tale ingiusta aggressione, che colpisce anche i cristiani e altri gruppi etnici e religiosi della Regione - la denuncia del Papa - occorre una risposta unanime che, nel quadro del diritto internazionale, fermi il dilagare delle violenze, ristabilisca la concordia e risani le profonde ferite che il succedersi dei conflitti ha provocato».

Di qui l'appello del Papa «all'intera comunità internazionale» e ai governi «perché assumano iniziative concrete per la pace e in difesa di quanti soffrono le conseguenze della guerra e della persecuzione e sono costretti a lasciare le proprie case e la loro patria». Alla fine del suo discorso, citando il viaggio in Albania come frutto positivo della «cultura dell'incontro», il Papa ha sottolineato che «una fede in Dio sincera apre all'altro, genera dialogo e opera per il bene, mentre la violenza nasce sempre da una mistificazione della religione stessa, assunta a pretesto di progetti ideologici che hanno come unico scopo il dominio dell'uomo sull'uomo». Quanto al Conflitto israelo-palestinese, il Papa ha auspicato che «possa riprendere il negoziato fra le due parti, inteso a far cessare le violenze e a giungere ad una soluzione che permetta tanto al popolo palestinese che a quello israeliano di vivere finalmente in pace, entro confini chiaramente stabiliti e riconosciuti internazionalmente, così che la soluzione dei due Stati divenga effettiva». «Un Medio Oriente senza cristiani sarebbe un Medio Oriente sfigurato e mutilato!», ha ripetuto il Papa, ricordando che le comunità cristiane «offrono una preziosa testimonianza di fede e di coraggio, svolgendo un ruolo fondamentale come artefici di pace, di riconciliazione e di sviluppo nelle rispettive società civili di appartenenza».

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