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Papa Francesco: alla finestra dell’arcivescovado, «la crudeltà non è finita ad Auschwitz»

«La crudeltà non è finita ad Auschwitz». Lo ha detto il Papa, nel terzo e ultimo affaccio dalla finestra dell’arcivescovado – dedicato a malati, senza tetto e disabili – durante il quale ha in qualche modo riassunto l’intensa giornata di oggi.

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Papa Francesco: alla finestra dell’arcivescovado, «la crudeltà non è finita ad Auschwitz»

«Abbiamo pregato la Via Crucis, siamo stati uniti a Gesù sofferente, ma non solo sofferente duemila anni fa, ma anche sofferente oggi», ha esordito partendo dall’ultimo appuntamento, quello della Via Crucis al Parco Blonia. «Tanta gente soffre: i malati, quelli che sono in guerra, i senzatetto, gli affamati, quelli che sono dubbiosi nella vita, che non sentono la felicità perché si sentono col peso del loro peccato». Poi la visita del pomeriggio «all’ospedale dei bambini: anche lì soffrono, tanti bambini ammalati, e ci si domanda: perché soffrono i bambini? Non ci sono risposte per queste domande».

«E la mattina – le parole del Papa andando a ritroso – un altro dolore, sono andato ad Auschwitz a Birkenau a ricordare i dolori di 70 anni fa». «Quanto dolore! Quanta crudeltà!», ha esclamato Francesco: «Ma è possibile che noi uomini, creati a somiglianza di Dio, siamo capaci di fare queste cose? Le cose sono state fatte…». «Io non vorrei amareggiarmi ma vi devo dire la verità», le parole rivolte ai giovani: «La crudeltà non è finita ad Auschwitz, a Birkenau. Anche oggi si tortura la gente. Tanti prigionieri sono torturati, subito, per farli parlare. Oggi ci sono uomini e donne nelle carceri sovraffollate, vivono come animali. Oggi c’è questa crudeltà». «Lì abbiamo visto la crudeltà di 70 anno fa, come morivano fucilati o impiccati o col gas», il nuovo riferimento ad Auschwitz: «Oggi in tanti posti del mondo dove c’è guerra succede lo stesso».

«In questa realtà Gesù è venuto per portarla sulle proprie spalle», ha assicurato il Papa: «Ci chiede di pregare. Preghiamo per tutti i Gesù che oggi sono nel mondo: gli affamati, gli assetati, i dubbiosi, gli ammalati, quelli che sono soli, quelli che sentono il peso di tanti dubbi e di tante colpe. Soffrono tanto! Preghiamo per tanti ammalati bambini innocenti, i quali portano la Croce da bambini. Preghiamo per tanti uomini e donne che oggi sono torturati, in tanti Paesi del mondo. Per i carcerati che sono tutti ammucchiati lì come se fossero animali». «È un po’ triste quello che vi dico, ma è la realtà – ha ripetuto – ma è anche realtà che Gesù ha portato su di lui tutte queste cose, anche il nostro peccato».

«Tutti qui siamo peccatori, tutti abbiamo il peso dei nostri peccati. Se qualcuno non si sente peccatore alzi la mano!», l’invito del Papa: «Tutti siamo peccatori ma lui ci ama, e da peccatori, ma figli di Dio, facciamo tutti insieme una preghiera con questa gente che soffre nel mondo tante cose brutte, tante cattiverie. Quando ci sono le lacrime, il bambino cerca la mamma: anche noi peccatori siamo bambini, cerchiamo la mamma e preghiamo tutti insieme la Madonna, ognuno nella propria lingua. Vi auguro buona notte, buon riposo e domani continueremo per la bella giornata della Gioventù! Grazie tante».

Fonte: Sir
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