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Papa Francesco annuncia 20 nuovi cardinali. Tra loro tre soli italiani

Papa Francesco oggi, al termine della preghiera dell’Angelus, ha annunciato la creazione di venti nuovi cardinali. Riceveranno la berretta rossa nel Concistoro del 14 febbraio: 15 tra loro sono elettori e «manifestano – ha spiegato il Papa – l’inscindibile legame fra la Chiesa di Roma e le Chiese particolari presenti nel mondo». Cinque, invece, i titolari emeriti, quindi non elettori.

Parole chiave: Federico Lombardi (142)
Papa Francesco all'Angelus del 4 gennaio 2015

I 15 nuovi cardinali elettori sono: mons. Dominique Mamberti, arcivescovo titolare di Sagona, prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica; mons. Manuel José Macario do Nascimento Clemente, Patriarca di Lisbona (Portogallo); mons. Berhaneyesus Demerew Souraphiel C.M., arcivescovo di Addis Abeba (Etiopia); mons. John Atcherley Dwe, arcivescovo di Wellington (Nuova Zelanda); mons. Edoardo Menichelli, arcivescovo di Ancona-Osimo (Italia); mons. Pierre Nguyên Văn Nhon, arcivescovo di Hà Nôi (Viêt Nam); mons. Alberto Suàrez Inda, arcivescovo di Morelia (Messico); mons. Charles Maung Bo S.D.B., arcivescovo di Yangon (Myanmar); mons. Francis Xavier Kriengsak Kovithavanij, arcivescovo di Bangkok (Tailandia); mons. Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento (Italia); mons. Daniel Fernando Sturla Berhouet, S.D.B., arcivescovo di Montevideo (Uruguay); mons. Ricardo Blázquez Pérez, arcivescovo di Vallodolid (Spagna); mons. José Luis Lacunza Maestrojuán, O.A.R., vescovo di David (Panamá); mons. Arlindo Gomes Furtado, vescovo di Santiago de Cabo Verde (Arcipelago di Capo Verde); mons. Soane Patita Pain Mafi, vescovo di Tonga (Isole di Tonga).

A questi 15 nuovi cardinali elettori, si aggiungono altri 5 arcivescovi e vescovi emeriti che, ha detto, «si sono distinti per la loro carità pastorale nel servizio alla Santa Sede e alla Chiesa». Si tratta di mons. José de Jesús Pimiento Rodriguez, arcivescovo emerito di Manizales, in Colombia; mons. Luigi De Magistris, arcivescovo titolare di Nova, pro-penitenziere maggiore emerito; mons. Karl-Joseph Rauber, arcivescovo titolare di Giubalziana, Nunzio Apostolico; mons. Luis Héctor Villalba, arcivescovo emerito di Tucumán, in Argentina; e mons. Júlio Duarte Langa, vescovo emerito di Xai-Xai, in Mozambico. «Essi rappresentano - ha indicato Francesco - tanti vescovi che, con la stessa sollecitudine di pastori, hanno dato testimonianza di amore a Cristo e al Popolo di Dio sia nelle Chiese particolari, sia nella Curia Romana, sia nel Servizio Diplomatico della Santa Sede».

I nuovi cardinali concelebranno con il Papa una Santa Messa solenne domenica 15 febbraio, mentre il 12 e 13 febbraio – ha aggiunto il Pontefice – tutti i porporati si riuniranno in Concistoro «per riflettere sugli orientamenti e le proposte di riforma della Curia». Infine, Papa Francesco ha chiesto di pregare per i nuovi cardinali, affinché «siano testimoni del Vangelo nel mondo e con la loro esperienza pastorale sostengano» il servizio apostolico pontificio.

Evidente – spiega in una nota padre Lombardi, direttore della Sala Stampa vaticana – il criterio che ha guidato il Papa nella scelta dei nuovi cardinali, quello dell’universalità: tra elettori ed emeriti, infatti, sono 18 i Paesi del mondo rappresentati. Non solo: tra le 14 nazioni di provenienza degli elettori, 6 non avevano un cardinale o non lo avevano mai avuto, come Capo Verde, Tonga o Myanmar, oppure si tratta «di comunità ecclesiali piccole o in situazioni di minoranza». La diocesi di Santiago de Cabo Verde, ad esempio, «è una delle più antiche diocesi africane», mentre quella Morelia in Messico si trova «in una regione travagliata dalla violenza».

Uno solo, inoltre, il nuovo cardinale della Curia romana, Dominique Mamberti,  perché – continua padre Lombardi – «evidentemente il Papa intende considerare compiti cardinalizi quelli dei Prefetti delle Congregazioni e di poche altre istituzioni importantissime della Curia, come in questo caso il Tribunale della Segnatura». Allo stesso tempo, «si conferma che il Papa non si ritiene vincolato alla tradizione delle ‘sedi cardinalizie’, motivata da ragioni storiche in diversi Paesi, per cui il cardinalato era considerato quasi ‘automaticamente’ legato a tali sedi».  Il riferimento è ad alcuni arcivescovi italiani, come mons. Cesare Nosiglia (Torino) o al patriarca di Venezia, Francesco Moraglia. Per gli emeriti, il direttore della Sala Stampa sottolinea che «la nomina cardinalizia vuole essere un riconoscimento dato simbolicamente ad alcuni, ma riconoscendo i meriti di tutti».

Infine, padre Lombardi offre qualche dato statistico: «rispetto al numero di 120 elettori, vi erano 12 posti ‘liberi’ nel Collegio oggi o nei prossimi mesi. Il Papa ha superato leggermente questo numero, ma si è mantenuto molto vicino ad esso, cosicché esso è sostanzialmente rispettato». Il nuovo cardinale più giovane è l’arcivescovo di Tonga, mons. Mafi, (54 anni), che diventa anche il membro più giovane del Collegio cardinalizio; mentre il più anziano è l’emerito di Manizales, mons. Pimiento Rodríguez, 96 anni.

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