Vita Chiesa
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La benedizione Urbi et Orbi

Papa Francesco: basta guerre e terrore, accogliere i profughi

«Di fronte alle voragini spirituali e morali dell’umanità, di fronte ai vuoti che si aprono nei cuori e che provocano odio e morte, solo un’infinita misericordia può darci salvezza». Lo ha detto questa mattina Papa Francesco nel messaggio «Urbi et Orbi» per Pasqua (testo integrale).

Papa Francesco nella benedizione Urbi et Orbi

«Solo Dio – ha aggiunto – può riempire col suo amore questi vuoti, questi abissi, e permetterci di non sprofondare ma di continuare a camminare insieme verso la Terra della libertà e della vita».

Affacciandosi, al termine della Messa del giorno di Pasqua, dalla loggia centrale della basilica vaticana, il Papa ha spiegato che «l’annuncio gioioso della Pasqua – Gesù, il crocifisso, non è qui, è risorto – ci offre la consolante certezza che l’abisso della morte è stato varcato e, con esso, sono stati sconfitti il lutto, il lamento e l’affanno. Il Signore, che ha patito l’abbandono dei suoi discepoli, il peso di un’ingiusta condanna e la vergogna di una morte infame, ci rende ora partecipi della sua vita immortale e ci dona il suo sguardo di tenerezza e di compassione verso gli affamati e gli assetati, i forestieri e i carcerati, gli emarginati e gli scartati, le vittime del sopruso e della violenza».

«Il mondo – ha ricordato Francesco – è pieno di persone che soffrono nel corpo e nello spirito, mentre le cronache giornaliere si riempiono di notizie di efferati delitti, che non di rado si consumano tra le mura domestiche, e di conflitti armati su larga scala che sottomettono intere popolazioni a indicibili prove».

Pace in Siria, Iraq, Yemen, Libia, Terrasanta e Ucraina. Nel messaggio «Urbi et Orbi», Francesco ha ricordato tutte le situazioni di crisi a livello internazionale. «Cristo risorto – ha detto – indica sentieri di speranza alla cara Siria, Paese dilaniato da un lungo conflitto, con il suo triste corteo di distruzione, morte, disprezzo del diritto umanitario e disfacimento della convivenza civile. Alla potenza del Signore risorto affidiamo i colloqui in corso, affinché con la buona volontà e la collaborazione di tutti si possano raccogliere frutti di pace e avviare la costruzione di una società fraterna, rispettosa della dignità e dei diritti di ogni cittadino».

Dalla Siria alle altre zone del Mediterraneo e del Medio Oriente. «Il messaggio di vita, risuonato per bocca dell’Angelo presso la pietra ribaltata nel sepolcro – ha detto Francesco -, sconfigga la durezza dei cuori e promuova un incontro fecondo di popoli e di culture nelle altre zone del bacino del Mediterraneo e del Medio Oriente, in particolare in Iraq, nello Yemen e in Libia».

Un pensiero anche alla Terrasanta e all’Ucraina. «L’immagine dell’uomo nuovo, che splende sul volto di Cristo – ha osservato il Pontefice -, favorisca in Terrasanta la convivenza fra Israeliani e Palestinesi, come anche la paziente disponibilità e il quotidiano impegno ad adoperarsi per edificare le basi di una pace giusta e duratura tramite un negoziato diretto e sincero. Il Signore della vita accompagni pure gli sforzi intesi a raggiungere una soluzione definitiva alla guerra in Ucraina, ispirando e sostenendo anche le iniziative di aiuto umanitario, tra cui la liberazione di persone detenute».

Terrorismo forma cieca ed efferata di violenza. «Il Signore Gesù, nostra Pace, che risorgendo ha vinto il male e il peccato, stimoli in questa festa di Pasqua la nostra vicinanza alle vittime del terrorismo, forma cieca ed efferata di violenza che non cessa di spargere sangue innocente in diverse parti del mondo, come è avvenuto nei recenti attentati in Belgio, Turchia, Nigeria, Ciad, Camerun e Costa d’Avorio». Così Papa Francesco nel messaggio «Urbi et Orbi» ha ricordato le tante vittime di terrorismo. Il Signore, ha aggiunto il Santo Padre, «volga a buon esito i fermenti di speranza e le prospettive di pace dell’Africa; penso in particolare al Burundi, al Mozambico, alla Repubblica Democratica del Congo e al Sud Sudan, segnati da tensioni politiche e sociali». Il «messaggio pasquale», ha proseguito Francesco, «si proietti sempre più sul popolo venezuelano nelle difficili condizioni in cui si trova a vivere e su quanti hanno in mano i destini del Paese, affinché si possa lavorare in vista del bene comune, cercando spazi di dialogo e collaborazione con tutti. Ovunque ci si adoperi per favorire la cultura dell’incontro, la giustizia e il rispetto reciproco, che soli possono garantire il benessere spirituale e materiale dei cittadini».

Non dimenticare rifugiati e profughi. «Non dimenticare gli uomini e le donne in cammino alla ricerca di un futuro migliore, schiera sempre più numerosa di migranti e di rifugiati – tra cui molti bambini – in fuga dalla guerra, dalla fame, dalla povertà e dall’ingiustizia sociale». È l’invito rivolto da Papa Francesco. «Questi nostri fratelli e sorelle – ha ricordato il Papa -, sulla loro strada, incontrano troppo spesso la morte o, comunque, il rifiuto di chi potrebbe offrire loro accoglienza e aiuto». Da qui l’auspicio che «l’appuntamento del prossimo vertice umanitario mondiale non tralasci di mettere al centro la persona umana con la sua dignità e di elaborare politiche capaci di assistere e proteggere le vittime di conflitti e di altre emergenze, soprattutto i più vulnerabili e quanti sono perseguitati per motivi etnici e religiosi». Da Francesco un pensiero anche alla Terra «tanto maltrattata e vilipesa da uno sfruttamento avido di guadagno, che altera gli equilibri della natura»: «Penso specialmente a quelle aree colpite dagli effetti dei cambiamenti climatici, che non di rado provocano siccità o violente inondazioni, con conseguenti crisi alimentari in diverse parti del pianeta».

«Non abbiate paura! Io ho vinto il mondo!». È «la consolante parola del Signore» da riascoltare «con i nostri fratelli e sorelle che sono perseguitati per la fede e per la loro fedeltà al nome di Cristo e dinanzi al male che sembra avere la meglio nella vita di tante persone», ha detto ancora il Papa .«Oggi – ha ricordato il Santo Padre – è il giorno fulgido» della vittoria sul mondo, «perché Cristo ha calpestato la morte e con la sua risurrezione ha fatto risplendere la vita e l’immortalità».

Da Papa Francesco un pensiero «a quanti nelle nostre società hanno perso ogni speranza e gusto di vivere, agli anziani sopraffatti che nella solitudine sentono venire meno le forze, ai giovani a cui sembra mancare il futuro»: «A tutti rivolgo ancora una volta le parole del Risorto: ‘Ecco, io faccio nuove tutte le cose… A colui che ha sete darò gratuitamente acqua dalla fonte della vita’».

«Questo rassicurante messaggio di Gesù – ha concluso – aiuti ciascuno di noi a ripartire con più coraggio e con più speranza per costruire strade di riconciliazione con Dio e con i fratelli. Ne abbiamo tanto bisogno».

«Buona Pasqua a tutti voi, venuti da Roma e da diversi Paesi, come pure a quanti sono collegati attraverso la televisione, la radio e gli altri mezzi di comunicazione». È l’augurio rinnovato da Papa Francesco questa mattina dopo il messaggio «Urbi et Orbi», pronunciato dalla loggia centrale della basilica vaticana. «Possa risuonare nei vostri cuori, nelle vostre famiglie e comunità – queste le parole del Papa – l’annuncio della Risurrezione, accompagnata dalla calda luce della presenza di Gesù Vivo: presenza che rischiara, conforta, perdona, rasserena… Cristo ha vinto il male alla radice: è la Porta della salvezza, spalancata perché ognuno possa trovare misericordia. Vi ringrazio per la vostra presenza e la vostra gioia in questo giorno di festa. Un ringraziamento particolare per il dono dei fiori, che anche quest’anno provengono dai Paesi Bassi. Portate a tutti la gioia di Cristo Risorto». E, ha concluso, «non dimenticate di pregare per me».

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