Vita Chiesa
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Papa Francesco: dopo Angelus, «Rubare documenti è reato. Avanti con il lavoro di riforma»

Per la prima volta Papa Francesco ha parlato apertamente dei Vatileaks, cioè della sottrazione illecita di documenti riservati del Vaticano. Lo ha fatto al termine dell'Angelus di ieri, in Piazza San Pietro.

Papa Francesco all'Angelus (Foto Sir)

«So che molti di voi sono stati turbati dalle notizie circolate nei giorni scorsi a proposito di documenti riservati della Santa Sede che sono stati sottratti e pubblicati. Per questo vorrei dirvi anzitutto che rubare quei documenti è un reato. È un atto deplorevole che non aiuta». Ha usato parole forti, ieri mattina, dopo l’Angelus, Papa Francesco, parlando Papa Francesco dei documenti vaticani trafugati nei mesi scorsi e pubblicati in particolare in due libri appena usciti. «Io stesso avevo chiesto di fare quello studio, e quei documenti io e i miei collaboratori già li conoscevamo bene, e sono state prese delle misure che hanno incominciato a dare dei frutti, anche alcuni visibili», ha proseguito. Perciò, ha chiarito il Pontefice, «voglio assicurarvi che questo triste fatto non mi distoglie certamente dal lavoro di riforma che stiamo portando avanti con i miei collaboratori e con il sostegno di tutti voi». «Sì – ha aggiunto il Santo Padre -, con il sostegno di tutta la Chiesa, perché la Chiesa si rinnova con la preghiera e con la santità quotidiana di ogni battezzato. Quindi, vi ringrazio e vi chiedo di continuare a pregare per il Papa e per la Chiesa, senza lasciarvi turbare ma andando avanti con fiducia e speranza».

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