Vita Chiesa
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Papa Francesco: ieri il pranzo con alcuni parroci romani

Attenzione alle persone, a tutte le persone, in particolare a quelle più in difficoltà: è quanto chiede il Papa ai parroci di Roma con cui ha pranzato ieri in Vaticano dopo la Messa crismale. 

Percorsi: Papa Francesco
Papa Francesco durante la Messa crismale di ieri (Foto Sir)

Una decina i sacerdoti presenti: l’incontro – riferisce Radio Vaticana – si è svolto in un clima molto familiare. «È stata un’esperienza molto bella, nella sua semplicità e normalità», racconta don Manrico Accoto, giovane parroco della chiesa di Santa Giulia Billiart, a Tor Pignattara: «Il Papa ci ha messi tutti a nostro agio e ha voluto semplicemente ascoltarci tutti. Ognuno ha potuto raccontare la propria vita in parrocchia: Roma è molto diversificata, dal nord al sud, tra quartieri giovani e residenziali e altri più popolari e periferici. Ha ascoltato tutti con molto interesse, senza mai interrompere, sempre con un atteggiamento di chi ha da imparare, facendoci sentire dei maestri importanti. E questo secondo me ha dato proprio l’immagine, come abbiamo celebrato ieri, di un Gesù che si toglie le vesti e ridona dignità e importanza a chi lo segue. Come parroci di Roma, cerchiamo di seguire il nostro vescovo e lui ci ha dato una carezza, un bacio, facendoci sentire ascoltati e sottolineando le cose che facciamo: un po’ come un padre che ascolta le piccole cose dei figli, sottolineandone però l’importanza, perché è attraverso queste piccole cose che si costruisce il futuro».

Cosa è emerso della vita della diocesi? «Sono emerse sicuramente le positività di comunità vive, con famiglie giovani che si mettono in cammino, magari anche alla riscoperta della fede, portando i propri figli», risponde don Manrico: «E sono emerse anche le difficoltà di un tessuto urbano che vive sicuramente un momento di grosso sacrificio e anche di grandi tensioni sociali in alcuni quartieri di Roma».

Come vivono i parroci di Roma il pontificato di Papa Francesco, del loro vescovo? «Sicuramente – la risposta – c’è stato un grande entusiasmo iniziale, perché un cambiamento porta sempre a qualcosa che ridesta: non perché non fossimo legati a Papa Benedetto – tutt’altro – ma semplicemente perché un cambiamento ti ridesta da una normalità che ormai tendi ad acquisire. Adesso, sicuramente, c’è anche la fatica di recepire i grandi stimoli che lui dà: ci troviamo più nella semina che nel raccolto. Dove porterà il pontificato di Papa Francesco, lo vedremo fra qualche anno».

Fonte: Sir
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