Vita Chiesa
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Papa Francesco in S. Paolo fuori le Mura: «Annunciare, testimoniare, adorare»

«Siamo sulla tomba di san Paolo, un umile e grande Apostolo del Signore, che lo ha annunciato con la parola, lo ha testimoniato col martirio e lo ha adorato con tutto il cuore»: lo ha detto ieri sera Papa Francesco nella messa celebrata nella sua prima visita alla basilica papale di San Paolo fuori le Mura, mettendo in luce i tre verbi chiave della sua omelia: «annunciare, testimoniare, adorare».

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Papa Francesco nella basilica di San Paolo fuori le Mura (Foto Sir)

«Siamo capaci di portare la Parola di Dio nei nostri ambienti di vita? Sappiamo parlare di Cristo, di ciò che rappresenta per noi, in famiglia, con le persone che fanno parte della nostra vita quotidiana?», ha chiesto il Papa. La fede, ha chiarito, «nasce dall'ascolto, e si rafforza nell'annuncio». Poi ha invitato a fare «un passo avanti» perché «il Vangelo va annunciato e va testimoniato». Certo, ha ammesso il Pontefice, «la testimonianza della fede ha tante forme, come in un grande affresco c'è la varietà dei colori e delle sfumature; tutte però sono importanti». Nel grande disegno di Dio «anche la tua, la mia piccola e umile testimonianza, anche quella nascosta di chi vive con semplicità la sua fede nella quotidianità dei rapporti di famiglia, di lavoro, di amicizia». Infatti, «ci sono i santi di tutti i giorni, i santi ‘nascosti', una sorta di ‘classe media della santità', di cui tutti possiamo fare parte».

Ricordando i tanti perseguitati anche oggi «a causa del Vangelo», il Santo Padre ha sostenuto che «non si può annunciare il Vangelo di Gesù senza la testimonianza concreta della vita». «Mi viene in mente adesso - ha aggiunto a braccio - un consiglio che San Francesco di Assisi dava ai suoi fratelli: predicate il Vangelo e se fosse necessario anche con le parole. Predicare con la vita, la testimonianza». Per Papa Francesco, «l'incoerenza dei fedeli e dei Pastori tra quello che dicono e quello che fanno, tra la parola e il modo di vivere mina la credibilità della Chiesa». Ma non basta. Un «punto importante» per noi è «vivere un rapporto intenso con Gesù, un'intimità di dialogo e di vita, così da riconoscerlo come ‘il Signore', da adorarlo». E adorare Dio «significa imparare a stare con Lui, a fermarci a dialogare con Lui, sentendo che la sua presenza è la più vera, la più buona, la più importante di tutte». Ma per far questo dobbiamo «spogliarci dei tanti idoli piccoli o grandi che abbiamo e nei quali ci rifugiamo, nei quali cerchiamo e molte volte riponiamo la nostra sicurezza. Sono idoli che spesso teniamo ben nascosti; possono essere l'ambizione, il carrierismo, il gusto del successo, il mettere al centro se stessi, la tendenza a prevalere sugli altri, la pretesa di essere gli unici padroni della nostra vita, qualche peccato a cui siamo legati, e molti altri».

Fonte: Sir
Papa Francesco in S. Paolo fuori le Mura: «Annunciare, testimoniare, adorare»
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