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Papa Francesco: messaggio ai musulmani per la fine del Ramadan

«Franciscus»: è firmato personalmente dal Papa quest’anno il tradizionale messaggio di augurio rivolto ai «cari amici musulmani nel mondo intero» per la celebrazione di ‘Id al-Fitr che conclude il mese di Ramadan. È firmato dal Papa come «espressione di stima e amicizia per tutti i musulmani, specialmente coloro che sono capi religiosi».

Percorsi: Islam - Papa Francesco
Parole chiave: ramadan (3)

 Il Papa dunque si presenta al mondo musulmano con il nome di «Francesco», «un santo - scrive - molto famoso, che ha amato profondamente Dio e ogni essere umano, al punto da essere chiamato ‘fratello universale’». Ed aggiunge: «Egli ha amato, aiutato e servito i bisognosi, i malati e i poveri; si è pure preso grande cura della creazione».

Il tema che quest’anno il Papa propone alla riflessione di musulmani e cristiani è «la promozione del mutuo rispetto attraverso l’educazione». «Rispetto - osserva il Santo Padre - significa un atteggiamento di gentilezza verso le persone per cui nutriamo considerazione e stima. Mutuo, significa che questo non è un processo a senso unico, ma qualcosa che si condivide da entrambe le parti. Ciò che siamo chiamati a rispettare in ciascuna persona è innanzitutto la sua vita, la sua integrità fisica, la sua dignità e i diritti che ne scaturiscono, la sua reputazione, la sua proprietà, la sua identità etnica e culturale, le sue idee e le sue scelte politiche».

Nel messaggio, Papa Francesco lancia quindi un invito molto chiaro: «Siamo chiamati a pensare, parlare e scrivere dell’altro in modo rispettoso, non solo in sua presenza, ma sempre e dovunque, evitando ingiuste critiche o diffamazione. Per ottenere questo scopo, hanno un ruolo da svolgere le famiglie, le scuole, l’insegnamento religioso e ogni genere di mezzi di comunicazione sociale».

Il Papa richiama a questo punto il dialogo interreligioso «specialmente tra cristiani e musulmani»: «Siamo chiamati - dice il Papa - a rispettare la religione dell’altro, i suoi insegnamenti, simboli e valori. Uno speciale rispetto è dovuto ai capi religiosi e ai luoghi di culto. Quanto dolore arrecano gli attacchi all’uno o all’altro di questi!».

Ma per poter giungere al mutuo rispetto occorre educare e formare soprattutto i giovani affinché sappiano «pensare e parlare in modo rispettoso delle altre religioni e dei loro seguaci, evitando di mettere in ridicolo o denigrare le loro convinzioni e pratiche». «Vi porgo, infine, - si conclude così il messaggio - i miei migliori auguri e preghiere affinché le vostre vite possano glorificare l’Altissimo e arrecare gioia a coloro che vi circondano. Buona festa a tutti voi!».

Fonte: Sir
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