Vita Chiesa
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Papa Francesco: ogni famiglia sia luogo in cui si sperimenta la gioia del perdono

Nel giorno del Giubileo della famiglia, Papa Francesco, nell'omelia della Messa celebrata in San Pietro, ha ricordato il viaggio a Gerusalemme di Maria e Giuseppe con Gesù. «Il pellegrinaggio - ha detto - non finisce quando si è raggiunta la meta del santuario, ma quando si torna a casa e si riprende la vita di tutti i giorni”. E poi l’incoraggiamento forte: «Non perdiamo la fiducia nella famiglia».

Papa Francesco nell'omelia della Messa in San Pietro

«Tutta la famiglia compie il pellegrinaggio». Lo ha sottolineato Papa Francesco nell’omelia della Messa di oggi, festa della Santa Famiglia di Nazareth in cui quest’anno si celebra anche il Giubileo della famiglia, primo grande appuntamento dell’Anno santo della misericordia. Commentando nella basilica vaticana le letture bibliche che presentano due famiglie in pellegrinaggio verso la casa di Dio – Elkana e Anna che portano il figlio Samuele al tempio di Silo e lo consacrano al Signore, e Giuseppe e Maria che per la festa di pasqua si fanno pellegrini a Gerusalemme insieme con Gesù – il Papa ha osservato che in questi giorni «tanti si sono messi in cammino per raggiungere la Porta Santa aperta in tutte le cattedrali del mondo e anche in tanti santuari. Ma la cosa più bella posta oggi in risalto dalla Parola di Dio è che tutta la famiglia compie il pellegrinaggio. Papà, mamma e figli, insieme, si recano alla casa del Signore per santificare la festa con la preghiera. È un insegnamento importante che viene offerto anche alle nostre famiglie». «Anzi – ha aggiunto a braccio – possiamo dire che la vita della famiglia è un insieme di piccoli e grandi pellegrinaggi». «Quanto ci fa bene – ha aggiunto Francesco – pensare che Maria e Giuseppe hanno insegnato a Gesù a recitare le preghiere» e questo, ha detto ancora a braccio, «è un pellegrinaggio della preghiera». E ancora: «Sapere che durante la giornata pregavano insieme; e che poi il sabato andavano insieme alla sinagoga per ascoltare le Scritture della Legge e dei Profeti e lodare il Signore con tutto il popolo».

«Come è importante per le nostre famiglie camminare insieme e avere una stessa meta da raggiungere!», ha esclamato Papa Francesco. «Sappiamo che abbiamo un percorso comune da compiere; una strada dove incontriamo difficoltà ma anche momenti di gioia e di consolazione». «In questo pellegrinaggio della vita – ha proseguito – condividiamo anche il momento della preghiera. Cosa può esserci di più bello per un papà e una mamma di benedire i propri figli all’inizio della giornata e alla sua conclusione. Tracciare sulla loro fronte il segno della croce come nel giorno del Battesimo. Non è forse questa la preghiera più semplice dei genitori nei confronti dei loro figli? Benedirli, cioè affidarli al Signore, perché sia Lui la loro protezione e il sostegno nei vari momenti della giornata». Per il Papa è inoltre importante che la famiglia si ritrovi «anche in un breve momento di preghiera prima di prendere insieme i pasti, per ringraziare il Signore di questi doni, e per imparare a condividere quanto si è ricevuto con chi è maggiormente nel bisogno». Piccoli gesti, «che tuttavia esprimono il grande ruolo formativo che la famiglia possiede».

Ogni famiglia cristiana «possa diventare luogo privilegiato in cui si sperimenta la gioia del perdono». È l’auspicio di Papa Francesco, a conclusione dell’omelia della Messa odierna per il Giubileo della famiglia. Commentando l’immagine di Gesù, al ritorno dal pellegrinaggio a Gerusalemme, sottomesso ai suoi genitori, Francesco ha osservato che «contiene un bell’insegnamento per le nostre famiglie». Il pellegrinaggio, ha spiegato, «non finisce quando si è raggiunta la meta del santuario, ma quando si torna a casa e si riprende la vita di tutti i giorni, mettendo in atto i frutti spirituali dell’esperienza vissuta». E Gesù, dopo la sua «scappatella» nel Tempio probabilmente «dovette chiedere scusa ai suoi genitori. Il Vangelo non lo dice, ma credo che possiamo supporlo». Per questo, ha assicurato il Papa, «tornando a casa, Gesù si è stretto certamente a loro, per dimostrare tutto il suo affetto e la sua obbedienza». Di qui l’auspicio: «Nell’Anno della Misericordia, ogni famiglia cristiana possa diventare luogo privilegiato in cui si sperimenta la gioia del perdono. Il perdono è l’essenza dell’amore che sa comprendere lo sbaglio e porvi rimedio. Poveri noi – ha aggiunto fuori testo – se Dio non ci perdonasse». È all’interno della famiglia «che ci si educa al perdono, perché si ha la certezza di essere capiti e sostenuti nonostante gli sbagli che si possono compiere» e, ha detto ancora a braccio, «fanno parte del pellegrinaggio anche momenti come questo», che con l’aiuto di Dio «si trasformano in opportunità di crescita». «Non perdiamo la fiducia nella famiglia! È bello aprire sempre il cuore gli uni agli altri, senza nascondere nulla. Dove c’è amore, lì c’è anche comprensione e perdono». «Affido a tutte voi, care famiglie – la consegna conclusiva di Francesco -, questa missione così importante, di cui il mondo e la Chiesa hanno più che mai bisogno».

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