Vita Chiesa
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Papa Francesco, udienza: «La Chiesa è madre, non siamo orfani»

«La Chiesa è madre, la nostra Santa Madre Chiesa». La prima udienza del 2015 si è aperta con queste parole, pronunciate a braccio come gran parte della catechesi, in cui il Papa si è soffermato sul ruolo delle madri nella Chiesa e nella società.

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«Lei ci dà Gesù, lei ci mostra Gesù, ci fa vedere Gesù», ha proseguito Francesco sempre fuori testo a proposito della figura della Madonna: «Al centro della vita della Chiesa c'è la madre di Gesù». «E la Chiesa è madre, è nostra madre», le parole pronunciate alla fine della catechesi: «È nostra madre, noi non siamo orfani, abbiamo una madre». «Non siamo orfani siamo figli della Chiesa, figli della Madonna e delle nostre madri», ha ripetuto il Papa concludendo la catechesi. Infine, un invito ai circa 3.500 fedeli: «A tutte le mamme qui presenti, le salutiamo con un applauso». E la folla ha risposto con prontezza.

«Le madri, pronte a tanti sacrifici per i propri figli, e non di rado anche per quelli altrui, dovrebbero trovare più ascolto». È l'appello del Papa, secondo il quale «bisognerebbe comprendere di più la loro lotta quotidiana per essere efficienti al lavoro e attente e affettuose in famiglia; bisognerebbe capire meglio a che cosa esse aspirano per esprimere i frutti migliori e autentici della loro emancipazione». «Nella famiglia c'è la madre», ha ricordato il Papa: «Ogni persona umana deve la vita a una madre, e quasi sempre deve a lei molto della propria esistenza successiva, della formazione umana e spirituale». La madre, però, «pur essendo molto esaltata dal punto di vista simbolico, viene poco ascoltata e poco aiutata nella vita quotidiana, poco considerata nel suo ruolo centrale nella società». «Anzi, spesso si approfitta della disponibilità delle madri a sacrificarsi per i figli per risparmiare sulle spese sociali», ha denunciato il Papa, secondo il quale anche nella comunità cristiana «accade che la madre non sia sempre tenuta nel giusto conto, che sia poco ascoltata». «Alcune volte, le donne si sono ribellate al ruolo di madri, credendo di realizzare se stesse equiparandosi al modello maschile - ha osservato Francesco - ma ormai si sono accorte che questa strada non è quella giusta e, anzi, le priva di tante ricchezze proprie della vita di donna, della vita familiare».

«Le madri sono l'antidoto più forte al dilagare dell'individualismo egoistico». Ne è convinto il Papa, che nella catechesi odierna ha ricordato che «Individuo» vuol dire «che non si può dividere». «Le madri invece si dividono, a partire da quando ospitano un figlio per darlo al mondo e farlo crescere», ha detto il Papa, che poi a braccio ha citato la sua esperienza familiare: «Una madre con i figli ha sempre problemi, sempre lavora. Noi eravamo cinque figli, e mentre uno faceva una cosa, l'altro ne faceva un'altra, e la povera madre andava da una parte all'altra. Era felice, ha dato tanto». Sono sempre le madri, ha proseguito il Papa, «a odiare maggiormente la guerra, che uccide i loro figli. Sono esse a testimoniare la bellezza della vita». Poi un'altra aggiunta fuori testo: «Penso a quelle madri - ha detto Francesco - che hanno ricevuto la lettera che suo figlio è caduto in difesa della patria». «Come soffre una madre!», ha commentato il Papa.

«L'arcivescovo Oscar Arnulfo Romero diceva che le mamme vivono un ‘martirio materno'», ha ricordato il Papa, che nella prima catechesi dell'anno ha citato un'omelia pronunciata dal presule per il funerale di un prete assassinato dagli squadroni della morte quando, «riecheggiando il Concilio Vaticano II», disse: «Tutti dobbiamo essere disposti a morire per la nostra fede, anche se il Signore non ci concede questo onore. Dare la vita non significa solo essere uccisi: dare la vita, avere spirito di martirio, è dare nel dovere, nel silenzio, nella preghiera, nel compimento onesto del dovere, in quel silenzio della vita quotidiana. Dare la vita a poco a poco? Sì, come la dà una madre, che senza timore, con la semplicità del martirio materno, concepisce nel suo seno un figlio, lo dà alla luce, lo allatta, lo fa crescere e accudisce con affetto. È dare la vita. È martirio». «Sì, essere madre non significa solo mettere al mondo un figlio, ma è anche una scelta di vita, la scelta di dare la vita», ha commentato il Papa: «Dare la vita: questo fa' una madre». «Qual è la scelta di vita di una madre?», ha chiesto ai fedeli: «La scelta di vita di una madre è dare la vita», ha ripetuto. «E questo è bello, questo è bello!», ha esclamato Francesco.

 «Una società senza madri sarebbe una società disumana, perché le madri sanno testimoniare sempre, anche nei momenti peggiori, la tenerezza, la dedizione, la forza morale», ha detto ancora il Papa, che nella parte finale dell'udienza ha fatto notare che «le madri trasmettono spesso anche il senso più profondo della pratica religiosa: nelle prime preghiere, nei primi gesti di devozione che un bambino impara, è inscritto il valore della fede nella vita di un essere umano». «È un messaggio che le madri credenti sanno trasmettere senza tante spiegazioni», ha osservato Francesco: «Queste arriveranno dopo, ma il germe della fede sta in quei primi, preziosissimi momenti». «Senza le madri, non solo non ci sarebbero nuovi fedeli, ma la fede perderebbe buona parte del suo calore semplice e profondo», ha assicurato. Poi il ringraziamento: «Carissime mamme, grazie, grazie per ciò che siete nella famiglia e per ciò che date alla Chiesa e al mondo».

La prima udienza generale del 2015, svoltasi in Aula Paolo VI e conclusasi con una vera e propria ovazione dei circa 3.500 fedeli presenti, è terminata con «un cordiale augurio di speranza e di pace per il novo anno», formulato dal Papa. «Dopo la solennità dell'Epifania, continuiamo anche noi a guardare quella stella che i Magi inseguirono», l'esortazione del Papa, che nel triplice saluto ai giovani, ai malati e agli sposi novelli si è rivolto in particolare a questi ultimi dicendo loro: «Ci vuole coraggio per sposarsi! Sono bravi!».

Fonte: Sir
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