Vita Chiesa
stampa

Papa Francesco, udienza: no all'ideologia del profitto che vuole mangiarsi la festa

È stata dedicata alla festa l’udienza generale di Papa Francesco, nell’Aula Paolo VI in Vaticano, in un percorso di riflessione su tre dimensioni che scandiscono il ritmo della vita famigliare e che vedrà affrontato nelle due prossime udienze il lavoro e la preghiera. Tra i presenti anche i 150 partecipanti al Campo internazionale dell’Opera per la gioventù Giorgio La Pira.

Percorsi: Papa Francesco
I saluti finali al termine dell'udienza di oggi

«Diciamo subito – ha esordito il Papa - che la festa è un’invenzione di Dio», come ci testimonia il racconto della creazione, nel Libro della Genesi: «Dio stesso ci insegna l’importanza di dedicare un tempo a contemplare e a godere di ciò che nel lavoro è stato ben fatto. Parlo di lavoro, naturalmente, non solo nel senso del mestiere e della professione, ma nel senso più ampio: ogni azione con cui noi uomini e donne possiamo collaborare all’opera creatrice di Dio».

«Dunque la festa – ha proseguito - non è la pigrizia di starsene in poltrona, o l’ebbrezza di una sciocca evasione … No, La festa è anzitutto uno sguardo amorevole e grato sul lavoro ben fatto; festeggiamo un lavoro. Anche voi, novelli sposi, - ha detto rivolto alle coppie presenti nell’Aula Paolo VI - state festeggiando il lavoro di un bel tempo di fidanzamento: e questo è bello! È il tempo per guardare i figli, o i nipoti, che stanno crescendo, e pensare: che bello! È il tempo per guardare la nostra casa, gli amici che ospitiamo, la comunità che ci circonda, e pensare: che cosa buona! Dio ha fatto così quando ha creato il mondo. E continuamente fa così, perché Dio crea sempre, anche in questo momento!».

«Può capitare che una festa – ha proseguito il Papa - arrivi in circostanze difficili o dolorose, e si celebra magari ‘con il groppo in gola’. Eppure, anche in questi casi, chiediamo a Dio la forza di non svuotarla completamente. Voi mamme e papà sapete bene questo: quante volte, per amore dei figli, siete capaci di mandare giù i dispiaceri per lasciare che loro vivano bene la festa, gustino il senso buono della vita! C’è tanto amore in questo!».

«Anche nell’ambiente di lavoro, a volte – senza venire meno ai doveri! – noi sappiamo «infiltrare» qualche sprazzo di festa: un compleanno, un matrimonio, una nuova nascita, come anche un congedo o un nuovo arrivo…, è importante. È importante fare festa. Sono momenti di famigliarità nell’ingranaggio della macchina produttiva: ci fa bene!».

«Ma il vero tempo della festa – ha detto ancora Francesco - sospende il lavoro professionale, ed è sacro, perché ricorda all’uomo e alla donna che sono fatti ad immagine di Dio, il quale non è schiavo del lavoro, ma Signore, e dunque anche noi non dobbiamo mai essere schiavi del lavoro, ma “signori”. C’è un comandamento per questo, un comandamento che riguarda tutti, nessuno escluso! E invece sappiamo che ci sono milioni di uomini e donne e addirittura bambini schiavi del lavoro! In questo tempo ci sono schiavi, eh! Sono sfruttati, schiavi del lavoro e questo è contro Dio e contro la dignità della persona umana! L’ossessione del profitto economico e l’efficientismo della tecnica mettono a rischio i ritmi umani della vita, perché la vita ha i suoi ritmi umani. Il tempo del riposo, soprattutto quello domenicale, è destinato a noi perché possiamo godere di ciò che non si produce e non si consuma, non si compra e non si vende. E invece vediamo che l’ideologia del profitto e del consumo vuole mangiarsi anche la festa: anch’essa a volte viene ridotta a un «affare», a un modo per fare soldi e per spenderli. Ma è per questo che lavoriamo? L’ingordigia del consumare, che comporta lo spreco, è un brutto virus che, tra l’altro, ci fa ritrovare alla fine più stanchi di prima. Nuoce al lavoro vero, e consuma la vita. I ritmi sregolati della festa fanno vittime, spesso giovani».

«Infine, il tempo della festa è sacro – ha osservato il Papa - perché Dio lo abita in un modo speciale. L’Eucaristia domenicale porta alla festa tutta la grazia di Gesù Cristo: la sua presenza, il suo amore, il suo sacrificio, il suo farci comunità, il suo stare con noi… E così ogni realtà riceve il suo senso pieno: il lavoro, la famiglia, le gioie e le fatiche di ogni giorno, anche la sofferenza e la morte; tutto viene trasfigurato dalla grazia di Cristo».

«La famiglia è dotata di una competenza straordinaria per capire, indirizzare e sostenere l’autentico valore del tempo della festa. Ma che belle sono le feste in famiglia, sono bellissime! E in particolare della domenica. Non è certo un caso se le feste in cui c'è posto per tutta la famiglia sono quelle che riescono meglio!».

«La stessa vita famigliare, guardata con gli occhi della fede, - ha concluso il Papa - ci appare migliore delle fatiche che ci costa. Ci appare come un capolavoro di semplicità, bello proprio perché non artificiale, non finto, ma capace di incorporare in sé tutti gli aspetti della vita vera. Ci appare come una cosa «molto buona», come Dio disse al termine della creazione dell’uomo e della donna (cfr Gen 1,31). Dunque, la festa è un prezioso regalo di Dio; un prezioso regalo che Dio ha fatto alla famiglia umana: non roviniamolo! Grazie».

Al termine dell’udienza, tra i saluti in lingua italiana, Francesco ha ricordato i 150 partecipanti al Campo internazionale che, come ogni anno, l’Opera per la Gioventù «Giorgio La Pira» organizza al Villaggio «La Vela» di Castiglion della Pescaia. Ha poi voluto salutare personalmente dieci profughi nigeriani che stanno partecipando al campo internazionale, assieme a giovani italiani, israeliani, palestinesi, russi e di altri paesi dell’Africa e dell’America Latina e l’imam di Firenze, Izzedin Elzir, ospite del Villaggio.

Papa Francesco, udienza: no all'ideologia del profitto che vuole mangiarsi la festa
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento