Vita Chiesa
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Papa in Perù: Angelus, «non datevi per vinti, non perdete la speranza»

Il Papa ha dedicato l’Angelus pronunciato dal balcone del Palazzo arcivescovile di Lima ai giovani, al prossimo Sinodo e li ha messi in guardia dalla illusione di poter ritoccare con photoshop il cuore, «perché è lì che si gioca l’amore vero».

Angelus del Papa dal balcone del palazzo arcivescovile di Lima

«I vostri volti, le vostre aspirazioni, la vostra vita sono importanti per la Chiesa e dobbiamo dare ad essi l’importanza che meritano e avere il coraggio che hanno avuto tanti giovani di questa terra che non hanno avuto paura di amare Gesù e mettersi in gioco per Lui». Ad assicurarlo ai giovani peruviani, citando l’imminente Sinodo a loro dedicato, è stato il Papa, che ha dedicato l’Angelus pronunciato dal balcone del Palazzo arcivescovile di Lima. L’esempio additato ai giovani è quello di san Martín de Porres: «Niente impedì a quel giovane di realizzare i suoi sogni, niente gli impedì di spendere la sua vita per gli altri, niente gli impedì di amare e lo fece perché aveva sperimentato che il Signore lo aveva amato per primo. Così com’era: mulatto e alle prese con molte privazioni».

«A uno sguardo umano, agli occhi dei suoi amici, sembrava destinato a perdere – ha commentato Francesco – ma lui seppe fare la cosa che sarebbe diventata il segreto della sua vita: avere fiducia. Ebbe fiducia nel Signore che lo amava. Sapete perché? Perché il Signore per primo aveva avuto fiducia in lui; come ha fiducia in ognuno di voi, e non si stancherà mai di avere fiducia».

«Non datevi per vinti, non perdete la speranza!». È l’incoraggiamento ai giovani peruviani. Il Papa ha riconosciuto che «a volte diventa molto difficile» non scoraggiarsi: «Vi capisco. In quei momenti possono venire pensieri negativi, sentire che ci sono tante situazioni che ci vengono addosso e sembra che noi rimaniamo fuori dal mondo; sembra che ci stanno vincendo. Ma non è così, vero?». «Ci sono momenti in cui potete pensare che rimarrete senza poter realizzare i desideri della vostra vita, i vostri sogni», ha riconosciuto Francesco: «Tutti abbiamo attraversato situazioni così». «In quei momenti, quando sembra che si spenga la fede, non dimenticatevi che Gesù è accanto a voi», l’invito ai giovani: «Non dimenticatevi dei santi che dal cielo ci accompagnano; rivolgetevi a loro, pregate e non stancatevi di chiedere la loro intercessione. I santi di ieri ma anche di oggi: questa terra ne ha molti, perché è una terra riempita di santità. Cercate l’aiuto, il consiglio di persone che voi sapete sono buone per consigliarvi, perché i loro volti esprimono gioia e pace. Fatevi accompagnare da loro e così andate avanti nel cammino della vita».

Il cuore non si ritocca con photoshop. «Gesù vuole vedervi in movimento; vuole vederti portare avanti i tuoi ideali, e che ti decidi a seguire le sue istruzioni», ha detto ancora il Papa, durante l’Angelus. «Lui vi condurrà sulla via delle beatitudini, una via per niente facile ma appassionante, una via che non si può percorrere da soli, ma in gruppo, dove ciascuno può collaborare dando il meglio di sé», ha assicurato. «Gesù conta su di te come fece tanto tempo fa con santa Rosa da Lima, san Toribio, san Giovanni Macías, san Francesco Solano e tanti altri», ha proseguito riferendosi idealmente a ciascuno delle migliaia di giovani che affollano Plaza de Armas: «Oggi domanda a te se, come loro, sei disposto a seguirlo. Sei disposto a seguirlo? A lasciarti spingere dal suo Spirito per rendere presente il suo Regno di giustizia e di amore?». «Il Signore vi guarda con speranza, non si scoraggia mai riguardo a noi», ha ripetuto Francesco: «Forse noi, sì, possiamo scoraggiarci riguardo a noi stessi o agli altri». «È molto bello vedere le foto ritoccate digitalmente, ma questo serve solo per le foto, non possiamo fare il ‘photoshop’ agli altri, alla realtà, a noi stessi», ha ammonito il Papa: «I filtri colorati e l’alta definizione vanno bene solo nei video, ma non possiamo mai applicarli agli amici. Ci sono foto che sono molto belle, ma sono tutte truccate, e lasciate che vi dica che il cuore non si può ‘photoshoppare’, perché è lì che si gioca l’amore vero, è lì che si gioca la felicità, è lì che si mostra quello che si è veramente. Gesù non vuole che ti ‘trucchino’ il cuore, lui ti ama così come sei e ha un sogno da realizzare con ognuno di voi. Non dimenticatelo, lui non si scoraggia riguardo a noi».

«Non ti devi truccare il cuore, ma ti devi mostrare così come sei perché Gesù ti possa aiutare nella vita», ha aggiunto a braccio, il Papa. «E se voi vi scoraggiate – ha proseguito Francesco – vi invito a leggere la Bibbia e ricordare gli amici che Dio ha scelto: Mosè era balbuziente; Abramo, un vecchio; Geremia, molto giovane; Zaccheo, uno di bassa statura; i discepoli, quando Gesù diceva loro di pregare si addormentavano; Paolo, un persecutore di cristiani; Pietro, lo rinnegò, poi è stato fatto Papa ma lo rinnegò… e così potremmo continuare questo elenco. Quale scusa potremo trovare?». «Quando Gesù ci guarda, non pensa a quanto siamo perfetti, ma a tutto l’amore che abbiamo nel cuore da offrire agli altri e servirli», ha garantito Francesco: «Per lui, quella è la cosa che conta: quanto amore ho io nel mio cuore?». «Questa risposta voglio che la diamo anche alla nostra madre», l’invito del Papa: «Siate sicuri che lei vi accompagnerà in tutti i momenti della vostra vita, in tutti gli incroci delle vostre strade, specialmente quando dovrete prendere decisioni importanti».

«Non vi scoraggiate, andate avanti tutti insieme, perché la vita vale la pena di essere vissuta a fronte alta», ha detto ancora a braccio. Poi l’appello per la Repubblica democratica del Congo, da cui «oggi mi arrivano notizie molto preoccupanti». «Pensiamo al Congo, in questo momento», l’invito da Plaza de Armas: «Chiedo alle autorità, ai responsabili di questo amato Paese che pongano il massimo impegno e il massimo sforzo per evitare ogni forma violenza e cercare soluzioni a favore del bene comune». «Tutti insieme, in silenzio, preghiamo per i nostri fratelli della Repubblica democratica del Congo», il congedo dai giovani al termine dell’Angelus.

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