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Papa in Terra Santa: ai Gran Rabbini Israele, «Insieme per pace e antisemitismo»

«Fin dal tempo in cui ero arcivescovo di Buenos Aires ho potuto contare sull'amicizia di molti fratelli ebrei». Lo ha detto stamattina Papa Francesco, nella visita di cortesia ai due gran rabbini di Israele nel Centro Heichal Shlomo a Gerusalemme, ricordando anche che «nei primi mesi di pontificato ho potuto ricevere diverse organizzazioni ed esponenti dell'ebraismo mondiale».

Per il Pontefice, «questo cammino di amicizia rappresenta uno dei frutti del Concilio Vaticano II, in particolare della Dichiarazione Nostra aetate» di cui ricorre il prossimo anno il 50° anniversario. «Sono convinto che quanto è accaduto negli ultimi decenni nelle relazioni tra ebrei e cattolici sia stato un autentico dono di Dio, una delle meraviglie da Lui compiute, per le quali siamo chiamati a benedire il suo nome - ha sostenuto -. Un dono di Dio, che però non avrebbe potuto manifestarsi senza l'impegno di moltissime persone coraggiose e generose, sia ebrei che cristiani». Francesco ha menzionato l'«importanza assunta dal dialogo tra il Gran Rabbinato d'Israele e la Commissione della Santa Sede per i Rapporti Religiosi con l'Ebraismo». Un dialogo che ha preso avvio inizio nel 2002: «Mi piace pensare, con riferimento al Bar Mitzvah della tradizione ebraica, che esso sia ormai prossimo all'età adulta: sono fiducioso che possa continuare ed abbia un futuro luminoso davanti a sé».

«Non si tratta solamente di stabilire, su di un piano umano, relazioni di reciproco rispetto: siamo chiamati, come cristiani e come ebrei, ad interrogarci in profondità sul significato spirituale del legame che ci unisce. Si tratta di un legame che viene dall'alto, che sorpassa la nostra volontà e che rimane integro, nonostante tutte le difficoltà di rapporti purtroppo vissute nella storia», ha dichiarato il Papa. Da parte cattolica «vi è certamente l'intenzione di considerare appieno il senso delle radici ebraiche della propria fede. Confido, con il vostro aiuto, che anche da parte ebraica si mantenga, e se possibile si accresca, l'interesse per la conoscenza del cristianesimo, anche in questa terra benedetta in cui esso riconosce le proprie origini e specialmente tra le giovani generazioni». Per il Pontefice, «la conoscenza reciproca del nostro patrimonio spirituale, l'apprezzamento per ciò che abbiamo in comune e il rispetto in ciò che ci divide, potranno fare da guida per l'ulteriore futuro sviluppo delle nostre relazioni, che affidiamo alle mani di Dio». «Insieme - ha concluso - potremo dare un grande contributo per la causa della pace; insieme potremo testimoniare, in un mondo in rapida trasformazione, il significato perenne del piano divino della creazione; insieme potremo contrastare con fermezza ogni forma di antisemitismo e le diverse altre forme di discriminazione».

Fonte: Sir
Papa in Terra Santa: ai Gran Rabbini Israele, «Insieme per pace e antisemitismo»
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