Vita Chiesa
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Papa in Turchia: Metropolita Giovanni di Pergamo, «un segno per il futuro»

(dall’inviata Sir a Istanbul)- «La visita di Sua Santità papa Francesco è un segno non solo per il presente ma per il futuro delle nostre Chiese. È un invito a tornare ai tempi in cui eravamo pienamente uniti. Siamo grati che i leader delle Chiese di Roma e Costantinopoli siano ispirati da questa comune visione». 

Si respira aria di grandi eventi qui ad Istanbul, dove questa mattina papa Francesco è stato personalmente accolto all’aeroporto di Ataturk dal Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I. A fare il punto del dialogo tra le due Chiese è il Metropolita Giovanni di Pergamo (Zizioulas) che da anni co-presiede la Commissione mista internazionale per il dialogo tra la Chiesa cattolica e le Chiese ortodosse nel loro insieme. Un dialogo difficile e complesso. Ma ci sono elementi nuovi - dice il Metropolita parlando ai giornalisti - che fanno sperare. «L’umiltà di Papa Francesco dà la speranza che le cose stiano cambiando in meglio. Il Papa dimostra una grande sensibilità alle tematiche sociali e a quanto accade oggi nel mondo, in particolare in Medio Oriente. Le difficoltà che i cristiani di quella regione stanno affrontando, ci unisce fortemente gli uni con gli altri perché in situazioni così drammatiche di guerra e persecuzione, nessuno chiede all’altro se è cattolico o ortodosso. È sufficiente essere cristiani».

Molto apprezzate sono state anche le parole con cui papa Francesco si è presentato alla cristianità il giorno della sua elezione. «È significativo per il dialogo teologico - sottolinea il metropolita - che papa Francesco si sia presentato come vescovo di Roma. Questo facilita la comprensione perché per il mondo ortodosso ogni Patriarca è vescovo e il suo primato non è indicativo della persona ma di una Chiesa locale». Si tratta dunque di uno «sviluppo molto importante». L’altro passo è la sinodalità. A questo proposito, il mondo ortodosso ha seguito con grande interesse il recente Sinodo sulla famiglia in Vaticano. Il Patriarcato era ospite con un «delegato fraterno», il metropolita Athenagoras del Belgio, ed ha potuto verificare come nell’aula sinodale si è respirata un’atmosfera di «apertura e libertà di espressione». «Il problema da risolvere è capire se il Sinodo è un organo della Chiesa con potere decisionale o un semplice corpo che suggerisce indicazioni al Papa. Ma Papa Francesco - ha detto il Metropolita Giovanni - sta spingendo molto nel dare al Sinodo un ruolo decisionale e non solo consultivo» e questo rappresenta «un passo positivo» per la Chiesa di Roma.

Il Papa e il Patriarcato firmeranno qui ad Istanbul una dichiarazione comune in cui - fa sapere il metropolita - «si esprime la determinazione da parte di entrambe le Chiese di continuare le nostre relazioni fraterne e la determinazione di affrontare insieme andando incontro ai problemi del mondo. La Chiesa non può limitarsi a rivolgersi solo alla cristianità. La chiesa esiste per tutto il mondo». Riguardo alla piena comunione tra le due chiese, il metropolita ha detto: «la cooperazione non ci basta. La nostra ambizione è di restaurare la piena comunione eucaristica che ancora non è possibile perché richiede la piena comunione della fede».  

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