Vita Chiesa
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Papa in Turchia: lo Spirito opera l’unità che non significa uniformità

«Nel nostro cammino di fede e di vita fraterna, più ci lasceremo guidare con umiltà dallo Spirito del Signore, più supereremo le incomprensioni, le divisioni e le controversie e saremo segno credibile di unità e di pace». Lo ha detto Papa Francesco nell’omelia della Messa celebrata oggi nella cattedrale cattolica dello Spirito Santo a Istanbul. 

Percorsi: Papa Francesco - Turchia

E proprio allo Spirito Santo - «anima della Chiesa» che «dà la vita, suscita i differenti carismi che arricchiscono il popolo di Dio e, soprattutto, crea l’unità dei credenti» - ha dedicato tutta l’omelia. «Quando spezziamo il cerchio del nostro egoismo, usciamo da noi stessi e ci accostiamo agli altri per incontrarli, ascoltarli, aiutarli - ha precisato -, è lo Spirito di Dio che ci ha spinti. Quando scopriamo in noi una sconosciuta capacità di perdonare, di amare chi non ci vuole bene, è lo Spirito che ci ha afferrati. Quando andiamo oltre le parole di convenienza e ci rivolgiamo ai fratelli con quella tenerezza che riscalda il cuore, siamo stati certamente toccati dallo Spirito Santo». I differenti carismi, ha precisato Bergoglio, non creano disordine, bensì costituiscono «un’immensa ricchezza, perché lo Spirito Santo è lo Spirito di unità, che non significa uniformità. Solo lo Spirito Santo può suscitare la diversità, la molteplicità e, nello stesso tempo, operare l’unità».

Tradotto in concreto, «quando siamo noi a voler fare la diversità e ci chiudiamo nei nostri particolarismi ed esclusivismi - ha precisato - portiamo la divisione; e quando siamo noi a voler fare l’unità secondo i nostri disegni umani, finiamo per portare l’uniformità e l’omologazione. Se invece ci lasciamo guidare dallo Spirito, la ricchezza, la varietà, la diversità non diventano mai conflitto, perché Egli ci spinge a vivere la varietà nella comunione della Chiesa». «Lo Spirito Santo fa l’unità della Chiesa: unità nella fede, unità nella carità, unità nella coesione interiore», e così «la Chiesa e le Chiese sono chiamate a lasciarsi guidare dallo Spirito Santo, ponendosi in un atteggiamento di apertura, di docilità e di obbedienza».

È «una prospettiva di speranza, ma al tempo stesso faticosa». Però, ha messo in guardia Papa Francesco, no all’“arroccamento eccessivo sulle nostre idee, sulle nostre forze - ma così scivoliamo nel pelagianesimo -, oppure con un atteggiamento di ambizione e di vanità». «In realtà, la Chiesa si mostra fedele allo Spirito Santo nella misura in cui non ha la pretesa di regolarlo e di addomesticarlo», ha detto il Papa aggiungendo a braccio: «Anche la Chiesa si mostra fedele allo Spirito Santo quando lascia da parte la tentazione di guardare a se stessa». E noi cristiani - ha sottolineato riprendendo l‘omelia - diventiamo autentici discepoli missionari, capaci d’interpellare le coscienze, se abbandoniamo uno stile difensivo per lasciarci condurre dallo Spirito. Egli è freschezza, fantasia, novità».

Fonte: Sir
Papa in Turchia: lo Spirito opera l’unità che non significa uniformità
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