Vita Chiesa
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Papa: la Parola di Dio è l'arma per difendersi da lusinghe del diavolo

Come ogni mattina il Papa ha celebrato la Messa nella Casa Santa Marta, dove risiede e come al solito ha parlato a braccio nell'omelia, toccando soprattutto il tema delle persecuzioni contro la Chiesa.

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Rimaniamo sempre miti e umili per sconfiggere le lusinghe e l'odio del mondo, ha affermato papa Francesco nella messa celebrata stamani nella Casa Santa Marta. Nell'omelia, riferisce Radio Vaticana, Francesco ha ribadito che la strada dei cristiani è la strada di Gesù e per questo non dobbiamo avere paura di essere perseguitati. Alla messa, concelebrata da mons. Lorenzo Baldisseri, segretario della Congregazione per i Vescovi, ha preso parte un gruppo di Guardie Svizzere Pontificie alle quali il papa ha dedicato un saluto di affetto e gratitudine. «La Chiesa - ha detto - vi vuole tanto bene» e «anche io».

Sottolineando come oggi ci siano «tante comunità cristiane perseguitate nel mondo in questo tempo più che nei primi tempi» Franscesco ha spiegato che «La strada dei cristiani è la strada di Gesù. Se noi vogliamo essere seguaci di Gesù, non c'è un'altra strada: quella che Lui ha segnato. E una delle conseguenze di questo è l'odio, è l'odio del mondo, e anche del principe di questo mondo. Il mondo amerebbe ciò che è suo. 'Vi ho scelti io, dal mondo': è stato Lui proprio che ci ha riscattato dal mondo, ci ha scelti: pura grazia".

Per difendersi dalle lusinghe e dagli attacchi del diavolo, ha detto ancora il Papa, «l'arma è la stessa arma di Gesù: la Parola di Dio, non dialogare, ma sempre la Parola di Dio e poi l'umiltà e la mitezza». «Pensiamo a Gesù - ha ricordato il papa - nella sua Passione. Il suo Profeta dice: 'Come una pecora che va al mattatoiò. Non grida, niente: l'umiltà. Umiltà e mitezza. Queste sono le armi che il principe del mondo e lo spirito del mondo non tollera, perché le sue proposte sono proposte di potere mondano, proposte di vanità, proposte di ricchezze male acquisite». Gesù, ha sottolineato Francesco, "con la sua morte, con la sua resurrezione, ci ha riscattati dal potere del mondo, dal potere del diavolo, dal potere del principe di questo mondo. E l'origine dell'odio è questa: siamo salvati. E quel principe che non vuole, che non vuole che noi siamo stati salvati, odia". "Con il principe di questo mondo - ha aggiunto il pontefice - non si può dialogare: e questo sia chiaro. Oggi il dialogo è necessario fra noi, è necessario per la pace. Il dialogo è un'abitudine, è proprio un atteggiamento che noi dobbiamo avere tra noi per sentirci, capirci ma quello deve mantenere sempre. Il dialogo nasce dalla carità, dall'amore. Ma con quel principe non si può dialogare: soltanto rispondere con la Parola di Dio che ci difende, perché il mondo ci odia". Il diavolo, ha proseguito Francesco, è "lusinghiero, e con le lusinghe ci ammorbidisce. Fa così. E poi, noi cadiamo nella trappola".

Fonte: Asca
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