Vita Chiesa
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Pasqua: mons. Cetoloni, «Perdonare ed essere perdonati»

«Guardandomi dentro e attorno vedo tante realtà anguste e pesanti, vedo zolle aride e rocce scheggiate, percepisco slanci di bene e spinte in basso, come offese all’uomo, che sembrano voler ributtare continuamente tutto nel pozzo del nulla, nel male». Lo scrive nel messaggio di Pasqua il vescovo di Grosseto, monsignor Rodolfo Cetoloni.

Parole chiave: Pasqua (86)
Il vescovo Rodolfo Cetoloni

«Ma il tempo, che scorre duro, ha dentro di sé una filigrana d’oro: la liturgia che ci riporta i giorni di Pasqua – sottolinea il presule -. E riemerge quella ‘volta per sempre’ di Dio che ha vinto la morte e ci purifica dentro». «Vi sono ovunque limiti e stanchezze, mali e peccati dai quali pare proprio impossibile uscire da soli… - prosegue il vescovo -. Ma Egli è venuto, si è immerso in tutto, anche nel male, fino ad esserne fiaccato, ucciso. L’amore del Padre lo ha tratto fuori dalla morte; l’amore dello Spirito lo spinge ancora a noi, in questi nostri giorni, qui e ovunque». Così le scelte in questi giorni sono occasioni per «fare Pasqua»: «Si può perdonare ed essere perdonati, si può cercare e trovare, si può desiderare un incontro ed essere in comunione… tra noi, in famiglia, nella Chiesa, nel mondo in cui siamo, ma anche con il Signore nel celebrare la Pasqua, nel confessarsi, nel partecipare all’Eucaristia, nel farsi lavare umilmente i piedi e nel chinarsi a farlo ad altri, nell’aprire il cuore come Lui lo ha aperto per noi».

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