Vita Chiesa
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Pisa, mons. Cecconi ai giovani in servizio civile: cambiare le preghiere dell'aviatore e del marinaio

All'incontro promosso a Calci, dalla Caritas diocesana di Pisa, mons. Filippini, vescovo di Pescia, ha proposto di destinare quota dell’8xmille a realtà impegnate per la pace.

Giovani in servizio civile (Foto Sir)

«La preghiera dell’aviatore e quella del marinaio, che vengono recitate anche qui a Calci in occasione delle cerimonie in ricordo della tragedia del Monte Serra del 1977, sono inadeguate dal punto di vista teologico e anche in contraddizione con la carta costituzionale: per questo ho scritto alla Conferenza episcopale italiana chiedendo di valutare la possibilità di cambiarle». L’affondo di monsignor Antonio Cecconi, oggi parroco di Calci e in passato direttore della Caritas diocesana di Pisa e vice di quella italiana, è arrivato l’11 marzo, nel corso della presentazione del «Vangelo della pace» di monsignor Roberto Filippini, vescovo di Pescia e teologo e intellettuale da sempre impegnato nel dialogo ecumenico e interreligioso.

L’evento, ospitato nel teatro Valgraziosa di Calci, ha aperto l’incontro degli obiettori di coscienza e dei ragazzi in servizio civile che hanno svolto il servizio in una delle sedi della Caritas diocesana, organizzato in occasione della celebrazione di San Massimiliano, primo martire per obiezione di coscienza. Un centinaio i partecipanti, sui 484 giovani che dal 1979 ad oggi hanno deciso di dedicare un periodo della loro vita al servizio dei più deboli.

La proposta, invece, è arrivata da monsignor Filippini: «Dal punto di vista teologico c’è bisogno di approfondire una teologia della pace a partire dalla quale rileggere la nostra fede cristiana: in tal senso è fondamentale insistere con impegno ancora maggiore per la promozione del dialogo ecumenico e interreligioso e occorre che la chiesa scelta con forza e convinzione teoria e prassi della nonviolenza. Papa Francesco lo ha fatto in modo inequivoco nel messaggio per la giornata mondiale della pace ma sarebbe importante che la Chiesa desse un segno concreto in tal senso: perché non destinare una quota, anche minima, dell’otto per mille al sostegno degli istituti e centri di ricerca impegnati nello studio e nella divulgazione delle scienze per la pace? Ci renderebbe molto più credibili, quando parliamo di pace».

Fonte: Sir
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