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Prato, arriva il «prestito della speranza»: 100 milioni per famiglie e nuove imprese

Arriva anche a Prato il «Prestito della Speranza», un progetto nato grazie alla Conferenza episcopale italiana ed al supporto del Gruppo Intesa San Paolo. Si tratta della più importante esperienza italiana di microcredito realizzato con risorse private rese assolutamente pubbliche e accessibili a chi ha bisogno.

Un centro di ascolto della Caritas

Il fondo di garanzia, pari a 25 milioni di euro, è costituito da risorse Cei provenienti dall’8xMille - uno strumento che conferma la propria vocazione solidaristica - affidate a Banca Prossima, dedicata al no profit laico e religioso, che farà da moltiplicatore arrivando così a cento milioni.

Nella Diocesi di Prato, come nelle altre aderenti al progetto, è la Caritas a farsi ente promotore e farà da sportello per il credito di tipo sociale, quello rivolto alle famiglie (o a singoli), mentre per il supporto alle imprese il riferimento è il Fondo Santo Stefano. «Da quando è nato, quattro anni fa, il "Prestito della Speranza" ha già erogato 26 milioni a 4500 famiglie in tutta Italia - spiega Giovanni Pieraccini, vice direttore della Caritas diocesana e referente del progetto a Prato - è uno strumento ottimo per aiutare le persone a risollevarsi. Si possono rivolgere a noi anche giovani coppie che hanno difficoltà a iniziare un progetto di vita e imprese che hanno bisogno di un aiuto per la start-up», sottolinea ancora Pieraccini.

Il «Prestito» si articola dunque in due distinte forme di credito: La prima è quella «sociale», destinata a famiglie, per un massimo di 7500 euro, con un finanziamento erogato in 6 rate bimestrali di 1250 euro come forma di sostegno al reddito. Come detto, il riferimento è la Caritas, con un Centro d’ascolto appositamente dedicato, a cui si accede, previo appuntamento, il giovedì dalle 15 alle 17 in via del Seminario, 36 (caritas@diocesiprato.it; 0574-34047, 32858).

La seconda tipologia di credito invece si chiama «fare impresa», ed è destinata alle microimprese a bassa capitalizzazione o di nuova costruzione, con un prestito erogato in un’unica soluzione dell’importo massimo di 25mila euro. Con una particolare attenzione agli under 40. Qui il riferimento sul territorio è il Fondo Santo Stefano al quale si potrà chiedere il finanziamento.

«Il nostro compito - afferma Maurizio Nardi, presidente del Fss - è quello di accompagnare gli imprenditori, soprattutto se giovani e inesperti, nel loro percorso economico. Già quindici persone hanno manifestato interesse per questo prestito, per promuovere attività tessili, alimentari, agricole, commerciali. Siamo speranzosi che l’iniziativa possa veramente rappresentare una partenza per molti». Negli ultimi quattro anni grazie al Fondo Santo Stefano, che attinge anche ad altre possibilità di finanziamento, sono nate 62 nuove imprese e 6 sono prossime alla delibera. Questi i contatti del Fss: microcreditosantostefano@fondazionecrprato.it; 331-3321347. I tassi applicati ai due prestiti sono fissi e pari al 2,50% per quelli erogati alle famiglie, con una rata mensile indicativa di 138 euro e al 4,60% per le microimprese, con una rata mensile che si aggira sui 468 euro. La durata del prestito è di 6 anni, con un primo anno di preammortamento. Cioè i primi dodici mesi dall’erogazione non si dovrà pagare alcuna rata.

«Questo progetto rappresenta un’opportunità in cui il nostro istituto crede molto», dice Alberto Ammannati, capo area della Cassa di Risparmio di Firenze, banca del Gruppo Intesa San Paolo.

Il primo step della richiesta saranno gli sportelli Caritas e Fss, poi la sostenibilità del credito sarà valutata dall’associazione Vobis, composta da ex bancari in pensione impegnati nel promuovere progetti sociali, e dalla banca erogante. L’impegno è che entro un mese si potrà avere una risposta.

Fonte: Sir
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