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Prato, la pieve di Sant'Ippolito in Piazzanese torna a nuova vita dopo 13 anni di restauri

La chiesa di Sant’Ippolito in Piazzanese festeggia la sua nuova vita. Oggi alle 11 l’inaugurazione della pieve - una delle più antiche di Prato - con la presentazione ufficiale dei lunghi lavori di restauro, durati 13 anni.

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La pieve di Sant'Ippolito

Tanto è stato il tempo in cui i parrocchiani e i visitatori non sono potuti entrare nella chiesa. Il rifacimento del tetto prima e, dal 2005, importanti lavori di ristrutturazione che hanno interessato tutto l’interno, hanno obbligato il pievano, don Paolo Bini, a tenere chiusa la chiesa fino agli inizi di quest’anno.

Importante la cifra spesa complessivamente, che si aggira intorno al milione e duecentomila euro, così come sono importanti gli interventi svolti: in particolare da sottolineare il lavoro sulle colonne per riesumare l’aspetto originario dei capitelli che mostrano il loro vero volto, datato XI secolo. «Una bella soddisfazione poter dichiarare ultimati i lavori di ristrutturazione, - sottolinea don Paolo Bini - anche se l’attesa è stata lunga. Grazie al lavoro svolto dagli architetti Fiorella Facchinetti e Franco Filippelli è possibile far tornare a vivere la pieve, che presenta una commistione straordinaria di stili e di epoche. Della chiesa si ha notizie sia in epoca imperiale che in epoca longobarda, ma la sua struttura originaria risale al Mille». E, in effetti, la chiesa offre agli occhi dei fedeli caratteri interessanti, sin dall’esterno, con le tre absidi rivestite esternamente di marmo verde di Prato: «È l’unica chiesa in Toscana - dice don Renzo Fantappiè, direttore dell’Ufficio Beni Culturali della diocesi - che presenta una peculiarità di questo tipo». Oltre a questo, i capitelli: databili, come detto, intorno all’XI secolo, nell’Ottocento erano stati coperti da un intervento di ammodernamento; all’interno dei lavori di ristrutturazione anche la loro pulitura completa, «che permette - dice ancora don Fantappiè - di ammirare il loro aspetto originario, con figure dissimili da capitello a capitello».

Alla fine della navata sinistra e della navata destra due cappelle settecentesche, in stile neoclassico, impreziosite da piacevoli stucchi. A metà della navata sinistra, invece, hanno ritrovato il loro spazio le spoglie di Sant’Ippolito già dal mese di settembre, con la sua urna datata 1820. Suggestiva la storia della reliquia, arrivata in paese nel 1697 come dono del pistoiese padre Domenico Balestra al pievano Renzo di Domenico Cianchi per alcune missioni svolte nella diocesi di Pistoia. Così per Pentecoste Cianchi portò in processione le spoglie del Santo fino alla pieve, nonostante un vento fortissimo che aveva ostacolato la processione. La reliquia trova ora sede stabile nella «rinnovata» pieve storica di Prato ovest, che campeggia in una zona non scalfita dal boom edilizio del dopoguerra e dai numerosi stravolgimenti urbanistici, ed è protetta tuttora dai campi e da un’insolita, agreste tranquillità.

Per quel che riguarda il sostegno del costo dei lavori, oltre al fondamentale apporto della diocesi, importanti sono stati anche gli aiuti della Provincia di Prato, dalla Fondazione Cassa di Risparmio e dal Ministero dei Beni culturali.

Fonte: Comunicato stampa
Prato, la pieve di Sant'Ippolito in Piazzanese torna a nuova vita dopo 13 anni di restauri
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