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Religioni e violenza: leader religiosi a Roma, «senza dialogo non c'è pace»

«La pace nel mondo non è possibile senza la pace fra le religioni e senza il dialogo e la cooperazione fra loro». Con questa frase pronunciata dal cardinale Walter Kasper si è aperto questa mattina a Roma il convegno internazionale promosso dalla Comunità di Sant'Egidio sul tema «Le religioni e la violenza».

Percorsi: Pace - Religioni - Sant'Egidio

Personalità religiose cristiane, ebree, musulmane, insieme a diplomatici, studiosi e analisti si sono confrontati sulle ragioni della pace davanti alla violenza, sul ruolo delle religioni e le testimonianze di pace in un mondo violento. Come è consuetudine dei convegni promossi dalla Sant'Egidio, i partecipanti sono molteplici e provengono dalle zone del mondo più colpite dai conflitti: Siria e Medio Oriente, zona indo-pakistana, Iran e Iraq, Africa e Paesi delle «primavere arabe», che vivono una complicata e non sempre lineare transizione verso la democrazia. «Oggi tutte le religioni - ha detto in apertura il cardinale Kasper - sono vittime di persecuzioni» ma non bisogna neanche dimenticare il fatto che «gli appartenenti a tutte le religioni, compresi i cristiani, sono stati e sono fautori di violenza». Dunque, ha osservato, «non possiamo eludere un esame di coscienza». Occorre anche rifiutare quelle teorie secondo le quali «il credere in un solo Dio implichi generalmente e inevitabilmente l'esclusione delle altre religioni».

Esiste anche un monoteismo «inclusivo» ed è quello che il cristianesimo vuole far emergere affermando che «sotto un solo Dio, tutti gli uomini sono figli di questo Dio unico e tutta l'umanità è di conseguenza una sola e unica famiglia». Il rabbino capo di Roma, Riccardo di Segni, ha esordito ponendo una domanda: «Le religioni sono violente?». Negarlo è «un rischio onnipresente che nella storia c'è sempre stato e di cui tutti noi siamo testimoni. Ma sarebbe una follia dimenticare e un errore trascurare» il fatto che «le religioni non sono un'assicurazione per la pace». Allo stesso tempo «esse comprendono al loro interno istanze di amore e misericordia e costruzioni di un mondo giusto e pacifico che non possono essere messe da parte», che occorre anzi «sviluppare insieme». Il rabbino ha poi lanciato un appello: lottare contro l'ipocrisia che serpeggia nel mondo di oggi e costruisce «tolleranza di primo e secondo livello, massacri di primo e secondo livello e anche diversi piani d'informazione per cui ci sono situazioni e conflitti nel mondo che sono del tutto ignorati e altri invece ipertrofizzati». Il caso del Sudan in questo senso è emblematico.

«Credo che la violenza è forte in questo 21° secolo ed è crescente. Sono finite le ideologie e la violenza, i violenti e le organizzazioni violente si rivolgono alle religioni per essere legittimate. Questo è il grande problema». Ad indicare il «nodo» della grande questione dei terrorismi e delle guerre a sfondo anche religioso sparse in tutto il mondo è Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant'Egidio. Parlando a margine del convegno internazionale sul tema «Le religioni e la violenza» a cui hanno partecipato personalità religiose cristiane, ebree, musulmane, Riccardi ha detto: «Le religioni subiscono la seduzione e la pressione delle organizzazioni violente. Abbiamo una violenza religiosa crescente». Riccardi ha portato l'esempio di quanto sta succedendo in Centrafrica dove si dice sia in atto «una lotta tra cristiani e musulmani sebbene la realtà è più complessa». Ma se in quale modo le religioni sono coinvolte, «allora - incalza Riccardi - bisogna prendersi le proprie responsabilità. E quali sono? Delegittimare la violenza. Educare al rispetto per l'altro e soprattutto cancellare la predicazione al disprezzo». Poi riferendosi in particolare al mondo musulmano, ha aggiunto: «L'Islam non sta alla radice della violenza anche se è fortemente tentato dalla violenza e coinvolto in alcune regioni del mondo, come in Siria. Credo che tutte le religioni in maniera virtuosa debbano mettersi a riflettere».

Fonte: Sir
Religioni e violenza: leader religiosi a Roma, «senza dialogo non c'è pace»
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